Sentenza n. 897/2026 - Palermo, Sezione 3
per la dichiarazione di illegittimità del silenzio/rifiuto illegittimamente serbato dalle Amministrazioni intimate sull’istanza prot. -OMISSIS-, presentata in data 23.04.2025 dalla ricorrente, con cui ha invitato il Comune di Carini e il Distretto Sanitario n. 34 di Carini dell’A.S.P. di Palermo a predisporre un Progetto individuale, ai sensi e per gli effetti dell’art. 14 della legge n. 328/2000, per il figlio affetto da disabilità grave;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Silenzio serbato sull’istanza del 23 aprile 2025 per la predisposizione del progetto individuale previsto dall’art. 14 della legge n. 328/2000
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni competenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell’art. 117 c.p.a. per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune e dall’Azienda sanitaria sull’istanza volta a ottenere la predisposizione, in favore del figlio con disabilità grave, di un progetto individuale ai sensi dell’art. 14 della legge n. 328/2000. Nel corso del giudizio il Comune ha dedotto che l’atto richiesto era stato adottato nelle more, chiedendo la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse. La parte ricorrente non ha contestato l’avvenuta adozione dell’atto, insistendo soltanto per la condanna alle spese.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, rilevando che l’atto richiesto era stato rilasciato nel corso del giudizio e che, pertanto, era venuto meno l’interesse attuale alla decisione sull’azione avverso il silenzio. Quanto alle spese, il Collegio ha applicato il criterio della soccombenza virtuale: poiché l’istanza era stata esitata soltanto dopo la proposizione del ricorso, ha ritenuto che il comportamento delle amministrazioni avesse reso necessario il giudizio e le ha condannate in solido al pagamento di euro 1.500,00, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA, con distrazione in favore del difensore antistatario. È stata inoltre disposta la trasmissione della sentenza alla Corte dei conti dopo il passaggio in giudicato e l’oscuramento dei dati personali e sanitari.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
Disciplina il ricorso avverso il silenzio della pubblica amministrazione, utilizzato per chiedere l’accertamento dell’illegittimità dell’inerzia e i conseguenti provvedimenti.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
Impone di dichiarare l’improcedibilità quando, nel corso del giudizio, sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione.
art. 14 l. 328/2000
Prevede il progetto individuale in favore delle persone con disabilità; nel caso concreto costituiva l’oggetto dell’istanza rimasta inizialmente inevasa.
art. 2, comma 8, l. 241/1990
È richiamato quale base per la trasmissione telematica della sentenza alla Corte dei conti dopo il passaggio in giudicato.
Massime di principio
- L’azione avverso il silenzio diviene improcedibile quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione adotta l’atto richiesto e viene meno l’interesse attuale alla decisione; la mancata contestazione dell’adozione dell’atto conferma il sopravvenuto difetto di interesse.
- Quando l’amministrazione provvede soltanto dopo la proposizione del ricorso avverso il silenzio, il giudice può regolare le spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell’amministrazione se il suo comportamento ha reso necessario il giudizio.
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