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Segnalazione e parere

Provvedimento AGCM AS2157 del 19/03/2026

COMUNE DI TARANTO - RICOGNIZIONE SPL 2025 E AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI IGIENE URBANA

AGCMAS2157

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si rivolge al Comune di Taranto ai sensi dell’art. 22 l. 287/1990 in relazione alla ricognizione sui servizi pubblici locali ex art. 30 d.lgs. 201/2022 e alla proroga dell’affidamento del servizio di igiene urbana a Kyma Ambiente S.p.A. L’AGCM rileva un andamento gestionale ancora insoddisfacente sotto il profilo economico e qualitativo, nonostante alcune azioni correttive avviate dal Comune, e invita l’ente a concludere gli approfondimenti in corso, a motivare in modo qualificato l’eventuale scelta dell’in house e a evitare ulteriori proroghe non adeguatamente giustificate.

Parere ex art. 22 l. 287/1990 al Comune di Taranto sulla ricognizione SPL 2025 e sull’affidamento del servizio di igiene urbana: l’AGCM segnala criticità nella gestione in house Kyma Ambiente S.p.A. e chiede misure correttive e una motivazione rafforzata per l’eventuale rinnovo dell’affidamento

Comune di Taranto – ricognizione SPL 2025 e affidamento del servizio di igiene urbana

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato interviene nei confronti del Comune di Taranto ai sensi dell’art. 22 della legge n. 287/1990, con osservazioni relative alla gestione del servizio pubblico locale di igiene urbana affidato in house a Kyma Ambiente S.p.A. Il parere si colloca nel quadro della ricognizione ex art. 30 del d.lgs. n. 201/2022 e della proroga di un anno dell’affidamento in essere.

Base giuridica e contesto dell’intervento

L’Autorità prende in esame la relazione di ricognizione adottata dal Comune ai sensi dell’art. 30 del d.lgs. n. 201/2022, la deliberazione di proroga del contratto di servizio fino al 31 dicembre 2026 e le ulteriori informazioni fornite dall’amministrazione. Il riferimento è anche all’art. 17 del d.lgs. n. 201/2022, in tema di affidamento in house, e all’art. 14 del medesimo decreto, che disciplina la relazione preliminare sulla scelta della forma di gestione.

Criticità della gestione di Kyma Ambiente

Dalla ricognizione emerge, secondo l’Autorità, un andamento gestionale non soddisfacente. In particolare:

  • la qualità del servizio e il raggiungimento degli obiettivi contrattuali risultano inadeguati;
  • la raccolta differenziata resta molto bassa, pari al 25% nel 2024, a fronte di valori medi molto più elevati a livello nazionale, regionale e dell’area Sud;
  • il costo complessivo del servizio risulta superiore al benchmark di riferimento;
  • la situazione economica della società nel triennio 2022-2024 è critica, con perdite nel 2022 e nel 2024 e un risultato positivo nel 2023 di entità modesta e non risolutiva.

L’Autorità richiama anche elementi esterni, tra cui provvedimenti comunali e notizie di stampa, che confermano le criticità nella gestione operativa del servizio.

Iniziative del Comune e primi miglioramenti

L’AGCM riconosce che il Comune ha avviato un percorso di miglioramento della gestione, articolato in varie misure organizzative e gestionali. Tra le iniziative richiamate figurano:

  • il potenziamento del porta a porta nei mini condomini e l’estensione delle zone servite;
  • l’attivazione di servizi dedicati di raccolta differenziata per grandi utenze non domestiche e per utenze food;
  • l’affidamento dello studio per il Piano industriale 2026-2035;
  • l’approvazione delle linee guida per il nuovo contratto di servizi;
  • l’approvazione del Patto di Civiltà per Taranto;
  • interventi di efficientamento delle forniture e della manutenzione;
  • l’introduzione di strumenti di customer satisfaction, come call center e app dedicata.

Il Comune segnala inoltre un miglioramento nel 2025, con incremento della raccolta differenziata e riduzione della spesa per trattamento e smaltimento dei rifiuti indifferenziati. Tuttavia, tali risultati non appaiono ancora sufficienti rispetto ai target contrattuali e ai benchmark richiamati da ISPRA.

Valutazione dell’Autorità sulla prosecuzione dell’affidamento in house

Sulla base degli elementi acquisiti, l’Autorità ritiene che, allo stato, il mantenimento dell’affidamento del servizio alla società in house non sia giustificato né sotto il profilo economico né sotto quello della qualità del servizio, come richiesto dall’art. 17 del d.lgs. n. 201/2022. L’AGCM sollecita quindi il Comune a completare con tempestività gli approfondimenti in corso e a predisporre la relazione sulla forma di gestione ai sensi dell’art. 14 del d.lgs. n. 201/2022.

Nel caso in cui il Comune intenda confermare l’affidamento in house, la deliberazione dovrà essere accompagnata da una motivazione qualificata, capace di spiegare le ragioni del mancato ricorso al mercato e di illustrare i benefici per la collettività della scelta effettuata, tenendo conto anche dei risultati della gestione pregressa.

Ricognizione, trasparenza e misure correttive

L’Autorità richiama il ruolo centrale dell’art. 30 del d.lgs. n. 201/2022 come strumento di trasparenza e accountability delle scelte degli enti locali. Viene inoltre evidenziato che le modifiche normative recenti hanno rafforzato l’obbligo di adottare misure correttive in presenza di un andamento gestionale insoddisfacente.

Secondo il quadro richiamato dall’Autorità, la gestione può considerarsi insoddisfacente quando ricorre almeno una delle seguenti condizioni:

  • perdite significative negli ultimi due esercizi tali da compromettere l’equilibrio economico-finanziario;
  • risultati significativamente insufficienti rispetto agli obiettivi contrattuali;
  • almeno due indicatori di qualità del servizio significativamente inferiori ai livelli minimi previsti.

In tali casi, se la responsabilità è imputabile al gestore, l’ente deve adottare un atto di indirizzo allegato alla ricognizione, imponendo un piano correttivo entro tre mesi, con cronoprogramma di azioni per migliorare la qualità del servizio, efficientare i costi e ripianare le perdite.

Conclusioni e invito finale

In conclusione, l’AGCM invita il Comune di Taranto ad adottare le misure necessarie per conformarsi alla disciplina del d.lgs. n. 201/2022, così da assicurare un servizio di igiene urbana erogato con elevati livelli di qualità, sicurezza e condizioni economiche favorevoli per gli utenti. L’Autorità sollecita inoltre a evitare ulteriori proroghe del contratto di servizio e chiede di comunicare entro 30 giorni le determinazioni assunte sulle criticità concorrenziali evidenziate.

Punti principali

Destinatario, base normativa e oggetto dell’intervento

Il parere è rivolto al Comune di Taranto ed è reso ai sensi dell’art. 22 della legge n. 287/1990. Riguarda la gestione del servizio pubblico locale di igiene urbana affidato in house a Kyma Ambiente S.p.A., alla luce della ricognizione ex art. 30 d.lgs. n. 201/2022 e della proroga al 31 dicembre 2026 dell’affidamento in essere.

Criticità della gestione del servizio

Dalla ricognizione emergono profili di inadeguatezza della gestione sotto il profilo della qualità del servizio e del raggiungimento degli obiettivi contrattuali. L’AGCM richiama il dato della raccolta differenziata ancora molto basso nel 2024, pari al 25%, e un costo complessivo del servizio superiore al benchmark di riferimento. Vengono inoltre evidenziati risultati economici negativi nel triennio 2022-2024, con perdite non compensate da un modesto utile intermedio.

Azioni comunali e miglioramenti parziali

L’Autorità prende atto delle iniziative già poste in essere dal Comune per migliorare qualità ed efficienza, tra cui il potenziamento del porta a porta, l’estensione delle aree servite, l’attivazione di servizi dedicati per grandi utenze e utenze food, l’affidamento del piano industriale 2026-2035, l’approvazione di linee guida per il nuovo contratto, del Patto di Civiltà per Taranto, oltre a interventi di efficientamento e strumenti di customer satisfaction. Tali misure hanno prodotto alcuni risultati positivi nel 2025, ma non sufficienti a colmare il divario rispetto ai target contrattuali e ai benchmark ISPRA.

Indicazioni sulla forma di gestione e sulla motivazione dell’in house

L’AGCM osserva che, allo stato, il mantenimento dell’affidamento in house non appare giustificato sul piano economico e della qualità, come richiesto dall’art. 17 d.lgs. n. 201/2022. Invita quindi il Comune a completare tempestivamente gli approfondimenti in corso e a predisporre la relazione sulla forma di gestione ai sensi dell’art. 14 d.lgs. n. 201/2022, illustrando le ragioni della scelta e, se del caso, il mancato ricorso al mercato con una motivazione rafforzata che consideri anche i risultati della gestione precedente.

Richiamo alla disciplina sulla ricognizione e sulle misure correttive

L’Autorità richiama il rafforzamento del ruolo della ricognizione ex art. 30 d.lgs. n. 201/2022, sottolineando che le modifiche introdotte dalla legge n. 190/2025 e dal d.l. n. 19/2026 prevedono che, in caso di andamento gestionale insoddisfacente imputabile al gestore, l’ente debba adottare un atto di indirizzo con cui imporre un piano correttivo entro tre mesi. Il piano deve includere azioni per migliorare la qualità del servizio, efficientare i costi e ripianare le perdite, con monitoraggio da parte di AGCM e pubblicazione tramite ANAC.

Conclusioni e invito finale al Comune

In conclusione, l’AGCM invita il Comune ad adottare le misure necessarie per conformarsi al d.lgs. n. 201/2022, così da garantire un servizio di igiene urbana erogato con elevati livelli di qualità, sicurezza e condizioni economiche favorevoli per gli utenti, evitando ulteriori proroghe del contratto non adeguatamente motivate. Il Comune è invitato a comunicare entro 30 giorni le determinazioni assunte rispetto alle criticità evidenziate.

Come è indicizzato

Materiepareresegnalazione al comuneservizi pubblici localiaffidamenti in houseregolazione

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