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Sentenza

Sentenza n. 10286/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'accertamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dall'Amministrazione intimata in ordine all'istanza di convocazione al fine del rilascio del visto per motivi di studio in favore del Ricorrente;

Giustizia amministrativa202514423

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza di attivazione del procedimento per il rilascio di un visto d'ingresso per motivi di lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione consolare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per ottenere l'accertamento dell'illegittimità del silenzio-inadempimento serbato dall'amministrazione sull'istanza di convocazione e di attivazione del procedimento finalizzato al rilascio di un visto d'ingresso in Italia per motivi di lavoro subordinato. Nel corso del giudizio, dopo la proposizione del ricorso, la competente sede diplomatica ha fissato un appuntamento per la presentazione della domanda di visto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., poiché l'avvenuta fissazione dell'appuntamento e la conseguente attivazione del procedimento hanno eliminato l'interesse del ricorrente a ottenere una pronuncia che imponesse all'amministrazione di procedere. Il giudice non ha quindi esaminato nel merito l'illegittimità originaria del silenzio né la fondatezza della pretesa al rilascio del visto. Le spese di lite sono state integralmente compensate, in considerazione dell'elevato numero di richieste gravante sulla sede diplomatica e della complessità dell'iter previsto per la conclusione del procedimento.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il ricorso avverso il silenzio dell'amministrazione; il ricorrente lo ha utilizzato per contestare l'inerzia relativa all'attivazione del procedimento per il visto.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente la declaratoria di improcedibilità quando, per sopravvenute ragioni, viene meno l'interesse alla decisione; nel caso concreto, l'attivazione del procedimento ha fatto venir meno l'interesse a una pronuncia di condanna a provvedere.

  • art. 60 c.p.a.

    Ha consentito la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata, sentite le parti in camera di consiglio.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la sopravvenuta attivazione del procedimento amministrativo oggetto dell'inerzia fa venir meno l'interesse a ottenere una pronuncia che imponga all'amministrazione di provvedere e comporta l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
  • La fissazione dell'appuntamento necessario per la presentazione della domanda di visto integra, ai fini del giudizio sul silenzio, l'attivazione del procedimento e rende improcedibile la domanda diretta esclusivamente a ottenere l'avvio della relativa istruttoria.
  • L'attivazione del procedimento per il rilascio di un visto non equivale all'accoglimento della domanda sostanziale di rilascio del visto: il giudizio sul silenzio può divenire improcedibile limitatamente alla pretesa di ottenere l'avvio o la prosecuzione del procedimento, senza determinare una decisione sul merito della domanda di visto.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaTermini e notificazione del ricorso
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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