Sentenza n. 906/2026 - Salerno, Sezione 3
per l'annullamento dell’ordinanza dirigenziale del Comune di Avellino, prot. n. 63/2026 (Prot. G. 0009311/2026), avente ad oggetto "Messa in sicurezza costone via Macchia/Contrada Infornata";
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza dirigenziale comunale che intimava l'avvio dei lavori di ripristino e messa in sicurezza del costone di via Macchia/Contrada Infornata, nonché successiva ordinanza confermativa e integrativa
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente impugnava due ordinanze comunali con cui le veniva imposto di avviare le procedure per i lavori di ripristino e messa in sicurezza di un versante interessato da uno smottamento, deducendo: incompetenza dell'organo dirigenziale, poiché l'atto avrebbe avuto natura sostanziale di ordinanza contingibile e urgente a tutela della pubblica incolumità, riservata al sindaco ai sensi degli artt. 50 e 54 TUEL; violazione del regolamento comunale sulla tutela della pubblica incolumità e delle garanzie partecipative; carenza di potere, sviamento e perplessità; difetto di istruttoria e di motivazione per erronea individuazione della destinataria, poiché lo smottamento si sarebbe verificato su particelle di proprietà delle controinteressate e non sulla particella della ricorrente; insufficienza della motivazione, per mancata indicazione di un verbale tecnico o di una perizia geologica comprovante il pericolo imminente; indeterminatezza e genericità dell'oggetto e delle misure prescritte. La ricorrente aveva inoltre rappresentato all'amministrazione che l'area interessata era fortemente antropizzata e aveva subito interventi edilizi da parte dei proprietari dei fondi limitrofi.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso e annullato entrambe le ordinanze. Ha ritenuto fondato e dirimente il motivo relativo all'incompetenza. In base all'art. 54, comma 4, TUEL, il sindaco, quale ufficiale del Governo, è competente ad adottare provvedimenti, anche contingibili e urgenti, diretti a prevenire o eliminare gravi pericoli per l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana. Il Collegio ha qualificato gli atti impugnati, alla luce dei riferimenti al fenomeno franoso, ai potenziali pericoli per la pubblica e privata incolumità e all'invio dell'atto alla Prefettura, come ordinanze contingibili e urgenti, aventi caratterizzazione strutturale e funzionale propria del potere sindacale. Ha riconosciuto l'esistenza di un pericolo concreto per la pubblica incolumità e ha precisato che la risalente origine della situazione pericolosa non esclude di per sé l'attualità del pericolo al momento dell'adozione. Tuttavia, proprio perché gli atti esercitavano il potere straordinario di ordinanza contingibile e urgente, essi avrebbero dovuto essere adottati dal sindaco e non dal dirigente. Il vizio di incompetenza ha assorbito le ulteriori censure relative a istruttoria, motivazione, individuazione del destinatario e determinatezza delle prescrizioni. Le spese sono state compensate.
Norme richiamate
art. 50 d.lgs. 267/2000
Richiamato quale base normativa del potere di ordinanza degli enti locali, insieme all'art. 54 TUEL.
art. 54, comma 4, d.lgs. 267/2000
il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta con atto motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei princìpi generali dell'ordinamento al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana. I provvedimenti di cui al presente comma sono preventivamente comunicati al Prefetto anche ai fini della predisposizione degli strumenti ritenuti necessari alla loro attuazione
Il potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti per fronteggiare gravi pericoli per l'incolumità pubblica e la sicurezza urbana spetta al sindaco quale ufficiale del Governo. Il suo esercizio richiede un pericolo concreto, attuale e imminente, non fronteggiabile con gli strumenti ordinari, oltre ai requisiti di straordinarietà, urgenza, imprevedibilità e contingibilità.
artt. 7 e 8 l. 241/1990
Richiamati dalla ricorrente in relazione alla dedotta violazione delle garanzie di partecipazione procedimentale; la questione è stata assorbita per la natura dirimente del vizio di incompetenza.
art. 3 l. 241/1990
Richiamato dalla ricorrente in relazione al difetto di motivazione; la censura è stata assorbita.
art. 60 c.p.a.
Ha consentito la definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata, previa audizione delle parti in camera di consiglio.
Massime di principio
- La qualificazione di un provvedimento come ordinanza contingibile e urgente dipende dalla sua sostanza e dalla funzione esercitata, non dalla denominazione formale o dall'organo che lo ha adottato; i riferimenti a un pericolo per la pubblica incolumità, a un fenomeno franoso e alla comunicazione al prefetto sono elementi indicativi dell'esercizio del potere sindacale ex art. 54, comma 4, TUEL.
- Il potere di adottare ordinanze contingibili e urgenti per prevenire o eliminare gravi pericoli per la pubblica incolumità spetta al sindaco quale ufficiale del Governo; un dirigente non può esercitare tale potere in luogo dell'organo competente, quando l'atto presenta i caratteri sostanziali dell'ordinanza extra ordinem.
- L'esercizio legittimo del potere di ordinanza contingibile e urgente richiede un pericolo concreto, attuale e imminente, non fronteggiabile mediante gli strumenti ordinari, nonché la straordinarietà, l'urgenza, l'imprevedibilità e la contingibilità della situazione.
- La circostanza che la fonte della situazione pericolosa sia risalente nel tempo non determina, da sola, l'illegittimità dell'ordinanza: ciò che rileva è l'attualità del pericolo al momento dell'adozione e l'idoneità della misura a prevenirne o ridurne le conseguenze dannose.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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