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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36917/2025 del 12/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in due motivi: 1) contestazione della mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione che aveva ritenuto sussistente lo stato di alterazione psico-fisica al momento del fatto, deducendo che il controllo ospedaliero effettuato oltre un'ora dopo non aveva rilevato alterazioni e che la difesa aveva fornito elementi (stanchezza, turno di lavoro) che avrebbero potuto spiegare i sintomi; 2) deduzione della illegittimità dell'applicazione, da parte del giudice penale, della sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente in presenza di una pronuncia di esclusione della punibilità ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen., sostenendo che la sanzione amministrativa debba essere applicata dall'autorità amministrativa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo ritenendo che la valutazione dei giudici di merito fosse coerente con la consolidata giurisprudenza secondo cui lo stato di alterazione può essere desunto dagli accertamenti biologici (positività ai cannabinoidi) unitamente agli indici sintomatici riscontrati dagli agenti (pupille dilatate, occhi arrossati, difficoltà nei movimenti e di equilibrio), mentre il controllo ospedaliero effettuato oltre un'ora dopo non neutralizzava gli elementi raccolti al momento del fermo. Ha invece accolto il secondo motivo: la Corte ha annullato senza rinvio la parte della sentenza che aveva applicato la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente, disponendo la trasmissione degli atti al Prefetto di Genova per i provvedimenti di competenza, perché, secondo il principio affermato in giurisprudenza delle Sezioni Unite, l'irrogazione di tali sanzioni in caso di esclusione della punibilità ai sensi dell'art. 131-bis deve essere rimessa all'autorità amministrativa. Per il resto (accertamento del fatto e decisione sulla non punibilità) il ricorso è stato rigettato.

Norme richiamate

  • art. 187 Codice della Strada

    «Chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l'ammenda ... e l'arresto ...»

    La norma richiede la concorrenza di due elementi: assunzione di sostanze stupefacenti (accertabile anche mediante esami biologici) e stato di alterazione psico-fisica che può essere desunto da indici sintomatici osservati dagli agenti.

  • art. 131-bis Codice penale

    NON RIPORTATA TESTUALMENTE NEL TESTO

    Disciplina la causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto: quando applicata produce proscioglimento ma ha efficacia di giudicato sull'accertamento del fatto e della sua illiceità penale.

  • art. 651-bis Codice di procedura penale

    NON RIPORTATA TESTUALMENTE NEL TESTO

    Stabilisce che la pronuncia di non punibilità ai sensi dell'art. 131-bis ha efficacia di giudicato quanto all'accertamento del fatto, della sua illiceità e all'affermazione della sua commissione da parte dell'imputato.

  • d.P.R. n. 313/2002, art. 3, lett. f

    NON RIPORTATA TESTUALMENTE NEL TESTO

    Prevede l'iscrizione nel casellario giudiziale di talune pronunce; la pronuncia di non punibilità ai sensi dell'art. 131-bis rientra in tali casi e può avere conseguenze documentali.

  • Sez. U, n. 13681 del 06/04/2016 (giurisprudenza)

    NON RIPORTATA TESTUALMENTE NEL TESTO

    Ha evidenziato, in riferimento alla guida in stato di ebbrezza, che l'esclusione della punibilità comporta l'applicazione delle sanzioni amministrative accessorie ma demandata all'autorità amministrativa; principio esteso alla fattispecie qui esaminata.

  • Sez. 4, n. 37118 del 04/07/2024 (giurisprudenza)

    NON RIPORTATA TESTUALMENTE NEL TESTO

    Conferma che, in presenza di proscioglimento ai sensi dell'art. 131-bis, l'applicazione delle sanzioni amministrative accessorie non può essere compiuta dal giudice penale ma deve essere rimessa all'autorità amministrativa.

  • Ordinanza Corte Costituzionale n. 277/2004

    NON RIPORTATA TESTUALMENTE NEL TESTO

    Affermata la necessità della concorrenza dei due elementi per l'integrazione dell'art. 187: indici sintomatici rilevabili dagli agenti e accertamento biologico della presenza di sostanze, indipendentemente dalla quantità.

  • art. 1 legge 24 novembre 1981, n. 689

    NON RIPORTATA TESTUALMENTE NEL TESTO

    Principio di legalità delle sanzioni amministrative: legittima l'intervento della Corte di legittimità per cassare la parte di sentenza che ha inflitto una sanzione amministrativa illegale.

  • art. 606 e art. 609 Codice di procedura penale

    NON RIPORTATA TESTUALMENTE NEL TESTO

    Richiamate per giustificare la rilevabilità d'ufficio, in sede di legittimità, dell'illegittimità di una sanzione amministrativa accessoria applicata dal giudice penale.

Massime di principio

  • Lo stato di alterazione psico-fisica per la guida sotto l'influenza di stupefacenti può essere desunto anche senza una specifica analisi medica immediata: la positiva ricerca di sostanze nei liquidi biologici unita agli indici sintomatici osservati dagli agenti costituisce base sufficiente per la configurazione dell'illecito.
  • Il controllo medico effettuato molto tempo dopo il fermo (es. oltre un'ora) non necessariamente neutralizza gli indici osservati al momento dell'accertamento: il giudice valuta la rilevanza temporale e la coerenza degli elementi raccolti.
  • La esclusione della punibilità ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen. produce effetti di giudicato sull'accertamento del fatto ma non legittima il giudice penale ad applicare le sanzioni amministrative accessorie previste dalla legge; queste ultime, in presenza di proscioglimento per tenuità, devono essere irrogate dall'autorità amministrativa (Prefetto).
  • La Corte di Cassazione può rilevare d'ufficio l'illegittimità dell'applicazione di una sanzione amministrativa accessoria disposta dal giudice penale e annullarne la parte senza rinvio, trasmettendo gli atti all'autorità amministrativa competente.
  • In ricorsi simili è prudente articolare distintamente le censure sull'accertamento dello stato di alterazione e quelle sulla legittimità dell'irrogazione di sanzioni amministrative, poiché la Corte può confermare l'accertamento fattuale ma annullare la sanzione amministrativa per motivi di competenza.

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