Cassazione Civile, Ordinanza n. 10208/2023 del 17/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (professionista)
La controversia
Un architetto aveva già agito in precedenza contro un Comune con una domanda di natura contrattuale per il pagamento di una parcella relativa ad attività professionali svolte in relazione a lavori di recupero di un immobile pubblico; quella domanda era stata rigettata. Successivamente ha proposto una nuova azione ex art. 2041 c.c., sostenendo di aver redatto e coordinato il piano di sicurezza dei lavori senza che tale attività fosse espressamente prevista in convenzione, ma perché resa necessaria dalla normativa vigente, e chiedendo un indennizzo per l'ingiustificato arricchimento conseguito dall'ente locale. Il Comune si è difeso eccependo difetto di sussidiarietà dell'azione, assenza di utilitas per l'ente e eccessività della somma richiesta. In appello il Comune ha ottenuto la riforma della decisione di primo grado, ma la corte territoriale ha motivato richiamando la mancanza di prova documentale dell'incarico, la diversità ontologica tra progettazione/direzione lavori e coordinamento della sicurezza e la necessità della forma scritta ad substantiam per i contratti con la P.A. Il ricorrente ha quindi denunciato, con il secondo motivo ritenuto assorbente, violazione dell'art. 112 c.p.c. per avere la Corte d'appello deciso su questioni non devolute e aver trattato la controversia come se fosse nuovamente fondata su un preteso contratto, invece che sull'azione generale di arricchimento senza causa; ha inoltre dedotto, con gli altri motivi poi assorbiti, violazione degli artt. 2041 e 2042 c.c. e vizio di motivazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo di ricorso, ravvisando una palese violazione dell'art. 112 c.p.c. e del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato. Ha rilevato che la Corte d'appello aveva completamente trascurato i motivi di gravame del Comune, tutti inerenti ai presupposti dell'azione di arricchimento, ed aveva invece deciso sulla base di norme e argomentazioni proprie della disciplina dei contratti con la pubblica amministrazione, estranee al thema decidendum, come se la domanda fosse ancora quella contrattuale già rigettata in un precedente giudizio. Per questo la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'appello di Catanzaro in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità. Gli altri motivi sono stati dichiarati assorbiti.
Norme richiamate
art. 2041 c.c.
La domanda era stata proposta come azione generale di arricchimento senza causa per ottenere l'indennizzo correlato al depauperamento del professionista e all'arricchimento dell'ente pubblico.
art. 2042 c.c.
Richiamato insieme all'art. 2041 c.c. nel primo motivo per affermare l'ammissibilità dell'azione nei confronti della pubblica amministrazione.
art. 112 c.p.c.
Il giudice di appello non può pronunciarsi su questioni non devolute dalle parti e deve rispettare il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato; la sua violazione integra nullità della sentenza per error in procedendo.
art. 360, n. 3, c.p.c.
È stato il parametro formale invocato per il primo motivo, relativo alla violazione di legge.
art. 360, n. 4, c.p.c.
È stato il parametro formale invocato per il secondo motivo, relativo alla nullità della sentenza per violazione dell'art. 112 c.p.c.
art. 360, n. 5, c.p.c.
È stato il parametro formale invocato per il terzo motivo, deducendo vizio motivazionale.
artt. 16 e 17 r.d. 2440 del 1923
Richiamati dalla Corte d'appello per affermare la necessità della forma scritta ad substantiam nei rapporti contrattuali con la P.A.; la Cassazione ha ritenuto tale richiamo estraneo alla domanda di arricchimento senza causa.
d.l. 494/1996
È stato richiamato dal ricorrente per sostenere che la redazione del piano di sicurezza era imposta dalla legge, pur non essendo espressamente prevista in convenzione.
Massime di principio
- Quando la domanda introdotta è un'azione di arricchimento senza causa, il giudice deve verificare i presupposti propri di tale azione e non può sostituire al thema decidendum una ricostruzione contrattuale della pretesa.
- La violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato si configura anche quando il giudice d'appello ometta di esaminare i motivi effettivamente proposti e decida sulla base di questioni non devolute dalle parti.
- L'accoglimento o il rigetto di una domanda ex art. 2041 c.c. non può essere fondato su requisiti tipici della validità del contratto con la pubblica amministrazione, se il giudizio non ha ad oggetto l'esistenza o la validità del contratto.
- La sentenza impugnata va cassata con rinvio quando il giudice di merito abbia completamente falsato l'oggetto della controversia, ponendo a base della decisione una causa petendi diversa da quella dedotta in giudizio.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- ordinanza_civile · 17 apr 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 10095/2023 del 17/04/2023
- ordinanza_civile · 17 apr 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 10096/2023 del 17/04/2023
- ordinanza_civile · 17 apr 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 10097/2023 del 17/04/2023
- ordinanza_civile · 17 apr 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 10099/2023 del 17/04/2023
- ordinanza_civile · 17 apr 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 10101/2023 del 17/04/2023
- ordinanza_civile · 17 apr 2023Cassazione Civile, Ordinanza n. 10103/2023 del 17/04/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →