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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15328/2026 del 28/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato era stato condannato per il reato previsto dall'art. 650 c.p. per non aver ottemperato all'invito, notificato il 18 aprile 2021, a presentarsi presso il Comando Compagnia Carabinieri di Crotone "per motivi di giustizia" e a conferire con il comandante del Nucleo Operativo Radiomobile. In appello il ricorrente ha dedotto che l'invito era privo dei requisiti formali e sostanziali richiesti dalla norma (era generico e limitato alla formula per motivi di giustizia), sicché la mancata presentazione non poteva integrare il reato di cui all'art. 650 c.p.; ha altresì censurato la determinazione della pena e la mancata motivazione in ordine alla conversione dell'arresto in pena pecuniaria ai sensi dell'art. 57 L. 689/1981.

La decisione

La Corte d'Appello di Catanzaro ha ritenuto fondato il primo motivo. Ha richiamato il principio secondo cui per integrare l'art. 650 c.p. il provvedimento violato deve essere "legalmente dato" e contenere gli elementi formali e di legittimità richiesti; la mera indicazione generica "per motivi di giustizia" non soddisfaceva tali requisiti e le eventuali spiegazioni verbali non potevano sanare il difetto formale dell'atto. Per tale motivo la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il fatto non sussiste (decisione del 05/02/2026). Le questioni relative alla determinazione della pena e alla conversione ex art. 57 L. 689/1981 non sono state affrontate nel merito, essendo decisivo il vizio formale dell'invito.

Norme richiamate

  • art. 650 cod. pen.

    l'inosservanza riguardi; a) un ordine specifico impartito ad un soggetto determinato, in occasione di eventi o circostanze tali da far ritenere necessario che proprio quel soggetto ponga in essere una certa condotta, ovvero si astenga da una certa condotta imposta per ragioni di sicurezza o di ordine pubblico o di igiene o di giustizia; b) un provvedimento adottato in relazione a situazioni non prefigurate da alcuna specifica previsione normativa che comporti una specifica e autonoma sanzione

    La Corte interpreta la norma nel senso che il provvedimento assunto dall'autorità deve essere "legalmente dato" e presentare requisiti formali e di legittimità: un'avviso/invito generico (es. limitato a "per motivi di giustizia") è insufficiente a fondare la responsabilità penale per inosservanza.

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    Riferite dalla difesa in ordine alla determinazione della pena e alla motivazione della sentenza d'appello; la Corte non è intervenuta nel merito su questi profili perché ha deciso per l'annullamento in ragione del vizio formale dell'invito.

  • art. 57 L. 689/1981

    La difesa aveva richiesto la conversione dell'arresto in pena pecuniaria ex art. 57 L. 689/1981; la Corte non ha valutato la richiesta nel merito avendo annullato la condanna per carenza formale dell'atto che avrebbe dovuto essere osservato.

Massime di principio

  • Per integrare il reato di cui all'art. 650 c.p. l'ordine o l'invito deve essere "legalmente dato" e contenere elementi formali idonei a manifestare l'obbligatorietà: una dicitura generica come per motivi di giustizia è in molti casi insufficiente.
  • Il giudice deve verificare preventivamente la legittimità formale e sostanziale del provvedimento che si assume violato; l'assenza di tali requisiti esclude la responsabilità penale per inosservanza.
  • Le eventuali spiegazioni verbali dell'autorità non possono supplire a carenze formali dell'atto scritto notificato: è il contenuto intrinseco dell'invito che conta.
  • Se il ricorso fonda la decisione su un vizio formale dell'atto (es. genericità della convocazione), il giudice può annullare senza rinvio qualora ne derivi che il fatto non sussiste.
  • Sulle questioni di pena (determinazione o conversione in pecunia) il giudice deve comunque motivare espressamente le ragioni del rigetto o dell'accoglimento; tali profili vanno comunque sollevati in ricorso se rilevanti, ma possono non essere esaminati se il provvedimento impugnato viene annullato per altre ragioni decisive.

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