Cassazione Penale, Sentenza n. 16958/2023 del 20/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 22/09/2022 del Tribunale del Riesame che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso l'applicazione degli arresti domiciliari per i reati di furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Il ricorrente deduce vizi di motivazione relativi alle esigenze cautelari, sostenendo che il provvedimento ricalca le argomentazioni del primo giudice senza una valutazione concreta sull'adeguatezza della misura e che gli elementi a suo carico non sono sufficienti per fondare un giudizio prognostico di pericolo di reiterazione
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato di legittimità sui provvedimenti 'de libertate' sia limitato: non è consentita la revisione degli elementi di fatto né una rivalutazione del merito delle esigenze cautelari, salvo violazione di norme specifiche o manifesta illogicità della motivazione. Nel caso concreto l'ordinanza impugnata conteneva una motivazione specifica e non manifestamente illogica, valorizzando il materiale probatorio e la condotta del ricorrente (in particolare, manovre azzardate e fuga con un camion ad alta velocità) che giustificavano il pericolo di reiterazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro tremila in favore della cassa delle ammende
Norme richiamate
art. 274 cod. proc. pen.
La Corte indica che l'insussistenza delle esigenze cautelari ai sensi dell'art. 274 è sindacabile in Cassazione solo se la rilevazione si traduce in violazione di norme specifiche o in manifesta illogicità, ossia non è ammessa una mera rivalutazione prognostica dei fatti
art. 337 cod. pen.
Il reato richiamato è stato considerato nella valutazione della gravità oggettiva: la condotta (fuga con un mezzo pesante ad alta velocità e con manovre azzardate) poteva determinare rischi per l'incolumità degli agenti e dei passanti, e ciò ha contribuito a ritenere concreto il pericolo di reiterazione
Giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione (limiti del sindacato di legittimità sui provvedimenti cautelari)
La Corte ribadisce che il sindacato in sede di legittimità sui provvedimenti che incidono sulla libertà personale è limitato all'esame della correttezza giuridica e della presenza di illogicità manifesta nella motivazione; non è consentito riesaminare il merito o la valutazione degli indizi e delle condizioni soggettive
Massime di principio
- In Cassazione contro provvedimenti cautelari la critica non può limitarsi a chiedere una diversa valutazione dei fatti: bisogna dimostrare violazioni di legge specifiche o la manifesta illogicità della motivazione
- La Corte controlla la congruità e la logicità delle ragioni giuridiche esposte dal giudice di merito, non la fondatezza probatoria in senso stretto
- Per impugnare efficacemente misure cautelari occorre evidenziare omissioni logiche, contraddizioni o l'assenza di valutazioni essenziali nel provvedimento impugnato
- La gravità oggettiva del reato e condotte concrete (es. fuga pericolosa con veicolo, rischio per la pubblica incolumità) rafforzano la sussistenza del pericolo di reiterazione e giustificano misure come gli arresti domiciliari
- Quando si contesta l'adeguatezza della misura cautelare è strategico proporre elementi nuovi e concreti che dimostrino l'assenza del rischio prognostico (es. prova di ravvedimento, legami familiari/ lavorativi solidi, perizia sociale), altrimenti il sindacato di legittimità tende ad esitare
- La condanna alle spese e a somme in favore della cassa delle ammende può seguire l'inammissibilità del ricorso, pertanto valutare la non manifesta infondatezza prima di proporre il gravame
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