Cassazione Civile, Ordinanza n. 19938/2025 del 17/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (venditore)
La controversia
Dopo l'acquisto di una puledra, il compratore conveniva in giudizio il venditore e un terzo, chiedendo la risoluzione del contratto per inadempimento, la restituzione del prezzo e il risarcimento delle spese di mantenimento e addestramento dell'animale. La contestazione riguardava la mancata consegna dei documenti attestanti l'appartenenza della cavalla alla razza Quarter Horse, qualità che il compratore assumeva essere stata promessa e determinante per il consenso. Con il ricorso per cassazione il compratore denunciava, con i primi due motivi, violazione dell'art. 1497 c.c. in relazione agli artt. 1453 e 1455 c.c. e agli artt. 115 e 116 c.p.c., sostenendo che la Corte d'appello avesse erroneamente trattato la vicenda come mancanza di qualità essenziali anziché di qualità promesse, e che avesse indebitamente richiesto la prova dell'importanza della razza rispetto all'uso dell'animale. Con il terzo motivo deduceva violazione degli artt. 1453 e 1458 c.c. per il mancato riconoscimento del risarcimento conseguente alla risoluzione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale. Ha ritenuto infondati i primi due motivi perché la Corte d'appello aveva correttamente distinto tra qualità promesse e qualità essenziali e aveva compiuto un accertamento di fatto sul difetto di prova della promessa relativa alla razza Quarter Horse, senza contraddizioni decisive nella motivazione. Ha inoltre affermato che il giudice di merito non è tenuto a discutere analiticamente ogni prova, essendo sufficiente una motivazione effettiva, coerente e non apparente. Il terzo motivo è stato ritenuto caducato dal rigetto dei primi due, poiché la domanda risarcitoria presupponeva l'accoglimento della domanda di risoluzione. È stato dichiarato assorbito il ricorso incidentale condizionato del venditore. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento dell'ulteriore contributo unificato, se dovuto.
Norme richiamate
art. 1497 c.c.
Distingue tra mancanza di qualità promesse e mancanza di qualità essenziali per l'uso della cosa; nel caso concreto la Corte ha ritenuto decisivo l'accertamento del difetto di prova della promessa sulla qualità della razza.
art. 1453 c.c.
Invocato come base per la risoluzione per inadempimento; la relativa domanda resta respinta poiché manca il presupposto dell'inadempimento grave accertato in fatto.
art. 1455 c.c.
Richiama il requisito della non scarsa importanza dell'inadempimento ai fini della risoluzione; la Corte ha escluso che tale requisito fosse integrato.
art. 115 c.p.c.
Richiamato per censurare l'apprezzamento delle prove; la Corte ribadisce che il giudice di merito può valorizzare alcune prove rispetto ad altre, purché motivi in modo effettivo e coerente.
art. 116 c.p.c.
Richiamato in relazione alla valutazione delle prove; la Corte non ravvisa violazioni, poiché non è imposta una confutazione analitica di ogni elemento istruttorio.
art. 1458 c.c.
Invocato per gli effetti restitutori e risarcitori della risoluzione; il motivo resta assorbito dal rigetto della domanda di risoluzione.
art. 13 co. 1-quater d.p.r. 115/2002
La Corte dà atto dei presupposti processuali per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.
art. 1-bis d.p.r. 115/2002
Richiamato come parametro del contributo unificato aggiuntivo conseguente al rigetto del ricorso.
Massime di principio
- In tema di vendita, la distinzione tra qualità promesse e qualità essenziali è decisiva: quando si deduce la mancanza di una qualità promessa, l'accertamento centrale riguarda la prova dell'effettiva promessa contrattuale e del suo contenuto, non automaticamente l'idoneità della qualità all'uso del bene.
- Ai fini del sindacato di legittimità, la Corte di cassazione non può sostituire il proprio apprezzamento a quello del giudice di merito sulla rilevanza delle prove, se la motivazione è effettiva, coerente e non apparente; il giudice non deve confutare singolarmente ogni elemento istruttorio.
- La risoluzione per inadempimento presuppone un inadempimento di non scarsa importanza; se tale presupposto viene escluso in fatto, restano necessariamente respinte anche le domande restitutorie e risarcitorie dipendenti dalla risoluzione.
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