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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20701/2024 del 24/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava la mancata prestazione di cure adeguate sin dall'accesso nella Casa circondariale Milano-Opera, in particolare il mancato rispetto della prescrizione psichiatrica che indicava la necessità di allocazione in cella singola in regime aperto. Il Tribunale di Sorveglianza aveva dichiarato inammissibile il reclamo ritenendolo un interesse generico alla corretta esecuzione della pena ai sensi dell'art. 35 Ord. pen., non riconoscendo una posizione di diritto soggettivo impugnabile.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza e rinviando il procedimento al Tribunale di Sorveglianza di Milano per nuovo esame. La Corte ha stabilito che la domanda del detenuto era riconducibile alla tutela di un diritto soggettivo (diritto alla salute) e che il reclamo avrebbe dovuto essere qualificato ai sensi dell'art. 35-bis Ord. pen., essendo configurabile un pregiudizio concreto e attuale derivante dal comportamento dell'Amministrazione penitenziaria. La Corte ha altresì richiamato la normativa e la giurisprudenza che riconoscono il diritto dei detenuti alle prestazioni sanitarie alle stesse condizioni dei cittadini liberi e la tutela costituzionale del diritto alla salute.

Norme richiamate

  • art. 35 Ord. pen. (legge n. 354 del 26 luglio 1975)

    Il reclamo ex art. 35 è volto alla tutela di un interesse generico alla corretta esecuzione della pena; se la questione non concerne una posizione di diritto soggettivo, il reclamo è non impugnabile.

  • art. 35-bis Ord. pen.

    Il reclamo giurisdizionale ai sensi dell'art. 35-bis è lo strumento idoneo quando è dedotto un pregiudizio concreto e attuale a una posizione di diritto soggettivo del detenuto, rendendo il provvedimento impugnabile.

  • art. 69, comma 6, lett. b) Ord. pen.

    Richiamato a supporto dell'ambito applicativo del reclamo giurisdizionale in relazione alla tutela di diritti soggettivi lesi dall'amministrazione penitenziaria.

  • legge 30 novembre 1998, n. 419 (riordino della medicina penitenziaria)

    Sancisce il diritto dei detenuti all'erogazione di prestazioni sanitarie alle stesse condizioni dei cittadini liberi, supportando la qualificazione della lesione come tutela di un diritto soggettivo.

  • d.lgs. 22 luglio 1999, n. 230

    Specificazioni sul servizio sanitario nelle carceri e sui livelli essenziali di assistenza, rafforzando la tutela sanitaria del detenuto.

  • art. 32 Cost.

    Riconosce il diritto alla salute come diritto costituzionale fondamentale; il mancato rispetto di prescrizioni mediche rileva quindi come possibile lesione di un diritto soggettivo.

  • Giurisprudenza citata: Sez. 1, n. 54117 del 14/6/2017 (Costa)

    Affermata distinzione tra reclamo generico ex art. 35 e reclamo giurisdizionale ex art. 35-bis, e indicata la necessità per il magistrato di sorveglianza di qualificare correttamente il reclamo verificando la sussistenza di una posizione di diritto soggettivo.

Massime di principio

  • Quando il detenuto denuncia una lesione del diritto alla salute (quale il mancato rispetto di prescrizioni mediche) va valutata la sussistenza di un pregiudizio concreto e attuale: se presente, la questione deve essere qualificata come reclamo ai sensi dell'art. 35-bis e il provvedimento è impugnabile.
  • Il magistrato di sorveglianza deve effettuare una verifica preliminare per distinguere tra interesse generico alla corretta esecuzione della pena (art. 35) e tutela di un diritto soggettivo leso (art. 35-bis); una errata qualificazione può essere annullata in sede di legittimità con rinvio.
  • Le normative sulla medicina penitenziaria e l'art. 32 Cost. rafforzano la probabilità che questioni relative a cure e condizioni di salute determinate da comportamenti dell'amministrazione penitenziaria siano considerate diritti soggettivi tutelabili giurisdizionalmente.
  • Per rendere efficace un reclamo di natura sanitaria è utile documentare il pregiudizio concreto e il nesso causale tra il comportamento amministrativo e la lesione della salute (prescrizioni mediche, referti, certificazioni).
  • Se il reclamo è qualificato come generico e dichiarato non impugnabile, è possibile impugnare tale decisione in sede di cassazione se sussistono elementi che dimostrano la presenza di un diritto soggettivo leso.

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