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Sentenza

Sentenza n. 11871/2026 - Roma, Sezione 3Q

per l'annullamento del decreto del Ministero dell’Interno dell’-OMISSIS-nel procedimento amministrativo n. -OMISSIS- (diniego di cittadinanza);

Giustizia amministrativa202010873

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di concessione della cittadinanza italiana fondato su motivi inerenti alla sicurezza della Repubblica

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale di rigetto della domanda di cittadinanza presentata ai sensi dell’art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992. Ha dedotto difetto di motivazione, violazione di legge, eccesso di potere, carenze istruttorie e sviamento di potere, contestando la genericità del diniego, l’utilizzazione di informazioni riservate provenienti dagli organismi di sicurezza e l’assenza di condanne penali o di condotte concretamente pericolose. Il Ministero ha resistito, depositando in giudizio la documentazione istruttoria riservata con cautele volte a tutelare le fonti informative e a non compromettere attività di intelligence.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo legittimo il diniego. La residenza decennale costituisce soltanto il presupposto per presentare la domanda, mentre la concessione della cittadinanza comporta un’ampia valutazione discrezionale sull’idoneità del richiedente al definitivo inserimento nella comunità nazionale e sull’assenza di rischi per la sicurezza della Repubblica. Il giudice ha ritenuto attendibili le informazioni provenienti dagli organismi istituzionalmente preposti alla sicurezza dello Stato e sufficienti a fondare una prognosi negativa, anche in assenza di fatti penalmente rilevanti o di condanne. In presenza di informazioni classificate, il diniego può essere motivato per relationem mediante il richiamo alla relazione dei servizi di sicurezza, senza indicazione analitica delle fonti e dei fatti, purché sia comprensibile l’iter logico seguito dall’Amministrazione. La tutela del diritto di difesa è stata ritenuta assicurata dall’ostensione della documentazione in giudizio, su disposizione del giudice e con le cautele necessarie. Il TAR ha inoltre ritenuto sufficiente, ai fini del diniego, una situazione di dubbio qualificato o una prognosi attendibile, secondo un criterio di verosimiglianza e di maggiore probabilità del pericolo, senza necessità di certezza oltre ogni ragionevole dubbio. Le censure di difetto di motivazione, carenza istruttoria, eccesso di potere e sviamento sono state quindi giudicate infondate. Le spese sono state compensate per la specificità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 91/1992

    La cittadinanza italiana può essere concessa con decreto del Presidente della Repubblica, sentito il Consiglio di Stato, su proposta del Ministro dell'interno: … f) allo straniero che risiede legalmente da almeno dieci anni nel territorio della Repubblica

    La residenza legale decennale è soltanto il presupposto per proporre la domanda; la concessione resta subordinata a un’ampia valutazione discrezionale sull’inserimento del richiedente nella comunità nazionale e sull’assenza di controindicazioni per la sicurezza della Repubblica.

  • art. 3 l. 241/1990

    Nei procedimenti di concessione della cittadinanza fondati su ragioni di sicurezza nazionale, la motivazione è sufficiente quando consente di comprendere l’iter logico dell’Amministrazione; non è necessario indicare analiticamente tutte le fonti e i fatti contenuti nelle informative riservate.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato per la trattazione dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato in modalità telematica; il testo non ne sviluppa ulteriormente l’interpretazione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito il presupposto, insieme alla disciplina europea sulla protezione dei dati personali, per disporre l’oscuramento delle generalità della parte.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati quale ulteriore fondamento della tutela dei dati personali e dell’oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Nel procedimento di concessione della cittadinanza per residenza decennale, la residenza legale costituisce soltanto il presupposto per presentare la domanda e non attribuisce un diritto alla concessione, che resta oggetto di ampia discrezionalità amministrativa in ordine all’inserimento del richiedente nella comunità nazionale e alla sua idoneità a rispettare i doveri derivanti dallo status civitatis.
  • Il diniego della cittadinanza può essere fondato su informazioni provenienti dagli organismi di sicurezza dello Stato anche quando non emergano condanne penali o fatti immediatamente lesivi, purché gli elementi raccolti consentano una prognosi attendibile di possibile pericolo per la sicurezza della Repubblica.
  • Quando il diniego di cittadinanza si fonda su informazioni riservate o classificate, la motivazione per relationem mediante richiamo all’informativa dei servizi di sicurezza è sufficiente se rende comprensibile il percorso logico della decisione; l’Amministrazione non è tenuta a indicare nell’atto tutte le fonti e i fatti, se ciò può compromettere la segretezza delle attività informative.
  • La tutela del diritto di difesa rispetto a informazioni riservate può essere assicurata mediante l’ostensione della documentazione nel processo, su disposizione del giudice e con cautele idonee a proteggere le fonti e le attività di intelligence.
  • Nella valutazione dei rischi per la sicurezza nazionale sottesa al diniego di cittadinanza non è richiesto un grado di certezza equivalente a quello penale: è sufficiente una prognosi fondata su un attendibile grado di verosimiglianza, anche in presenza di una situazione di dubbio qualificato.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaMotivazione del provvedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazionePrincipio di legalità e tipicitàPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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