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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39784/2022 del 20/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della conferma della condanna per truffa; il ricorrente censura la valutazione delle prove (attribuzione eccessiva di rilevanza alle dichiarazioni della persona offesa) e lamenta la mancata considerazione di una memoria depositata via PEC il 17/03/2021, nella quale si chiedeva il riconoscimento del vincolo della continuazione con reati già giudicati (provvedimenti del Tribunale di Locri 9/11/2017 e del Tribunale di Rimini 27/07/2018 e provvedimento di cumulo della Procura di Rimini riguardante fatti commessi tra il 13/02/2012 e il 20/07/2012). La difesa sostiene omogeneità delle condotte e coincidenza dell'arco temporale, chiedendo il riconoscimento della continuazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivi: (i) le censure sulla valutazione probatoria sono generiche e non indicano passaggi specifici della motivazione impugnata, risultando prive dei requisiti dell'art. 581, comma 1, lett. c) c.p.p.; (ii) la richiesta di riconoscimento della continuazione è inammissibile perché non sussistono le condizioni previste dalla giurisprudenza (la possibilità di proporre per la prima volta in appello la continuazione vale solo se la sentenza già passata in giudicato è divenuta definitiva dopo la presentazione dei motivi di appello) e perché non sono state allegate le sentenze invocate, rendendo l'istanza generica e non autosufficiente. Il ricorrente è condannato alle spese processuali; tuttavia, per peculiarità della vicenda non è stata disposta la condanna alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, DL 28 ottobre 2020, n. 137, conv. L. 18 dicembre 2020, n. 176

    la trattazione del ricorso è avvenuta con le forme procedurali previste dall'art. 23, comma 8 (disciplinando modalità straordinarie di trattazione, es. per il periodo emergenziale)

  • art. 581, comma 1, lett. c) c.p.p.

    art. 581, comma 1, lett. c) c.p.p.

    il ricorso per cassazione deve indicare in modo chiaro e specifico i punti dell'atto impugnato ritenuti viziati; la genericità delle censure comporta l'inammissibilità

  • Giurisprudenza (Sez. 2, Sent. n. 37379 del 18/11/2020)

    il riconoscimento del vincolo di continuazione con reati già giudicati può essere proposto per la prima volta in appello solo se la sentenza relativa ai fatti già giudicati è divenuta definitiva dopo la presentazione dei motivi di appello; altrimenti la richiesta è inammissibile

Massime di principio

  • Le censure sulla valutazione della prova in cassazione devono indicare i passaggi motivazionali specifici ritenuti viziati; critiche di carattere generale sono inammissibili
  • La richiesta di riconoscimento della continuazione richiede l'allegazione delle sentenze pregresse e il controllo della data di definitività: se la sentenza già passata in giudicato è divenuta definitiva prima della presentazione dei motivi di appello, la richiesta tardiva è generalmente inammissibile
  • I documenti depositati via PEC poco prima dell'udienza devono essere richiamati e messi in concreto rilievo; in caso di omissione della loro valutazione, il ricorso deve indicare esattamente quale omissione si contesta e perché incide sulla decisione
  • Per evitare l'inammissibilità, il ricorrente in cassazione deve trasformare le critiche generiche in censura motivata: indicare testi della motivazione, spiegare l'errore logico o giuridico e dimostrare l'incidenza sull'esito del giudizio
  • Se si invoca l'omessa pronuncia su questioni rilevanti (es. continuazione), è utile farne menzione tempestiva nei gradi precedenti, allegare la documentazione e, se possibile, ottenere una pronuncia esplicita per poter successivamente dedurre l'omissione in cassazione

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