Sentenza n. 7583/2026 - Roma, Sezione 3B
per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Roma sez. Lavoro n. 6847/2025, pubblicata il 12/06/2025, nel procedimento R.G. 1123/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione lavoro, che aveva riconosciuto per l'anno scolastico 2024/2025 il beneficio di 500 euro tramite la Carta elettronica del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a., deducendo la mancata esecuzione, protrattasi anche dopo la notificazione della sentenza in forma esecutiva e la certificazione del suo passaggio in giudicato, della sentenza del Tribunale di Roma, Sezione lavoro, n. 6847/2025. Il titolo giudiziale aveva accertato il diritto della docente, per l'anno scolastico 2024/2025, a usufruire del beneficio economico di 500 euro mediante la Carta elettronica del docente e aveva condannato il Ministero all'attribuzione del beneficio, oltre interessi o rivalutazione dalla data del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione. Le amministrazioni intimate si sono costituite con un atto di stile, senza eccepire l'avvenuto adempimento né fornire giustificazioni per l'inerzia.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che, a fronte del giudicato derivante dalla sentenza del giudice del lavoro, l'amministrazione non ha dimostrato l'adempimento delle obbligazioni imposte dal titolo né ha giustificato l'inerzia. Ha quindi ordinato all'amministrazione di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato quale commissario ad acta il direttore generale del Ministero competente per materia, senza facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli 120 giorni, decorrenti dalla scadenza del termine assegnato all'amministrazione e previa richiesta della ricorrente, per eseguire la sentenza. L'amministrazione è stata inoltre condannata alle spese del giudizio, liquidate in 350 euro oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
essere eseguita dall'autorità amministrativa
La norma è posta a fondamento del giudizio di ottemperanza e consente al giudice di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del giudicato e di nominare, in caso di persistente inerzia, un commissario ad acta.
art. 1, commi 121 e seguenti, l. 107/2015
beneficio economico di € 500,00 tramite la Carta elettronica del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente
Individua il beneficio economico oggetto del diritto riconosciuto dal titolo giudiziale da eseguire.
art. 22, comma 36, l. 724/1994
oltre interessi o rivalutazione
È richiamata dal titolo esecutivo quale base per la corresponsione di interessi o rivalutazione dalla data del diritto all'accredito fino alla concreta attribuzione.
D.M. 55/2014
parametri previsti dal D.M. 55/2014 per l'esecuzione mobiliare
È richiamato per la liquidazione delle spese del giudizio di ottemperanza, tenuto conto della natura essenzialmente esecutiva e dell'impegno difensivo concretamente prestato.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando l'amministrazione non dimostra l'avvenuto adempimento delle obbligazioni derivanti da un giudicato né fornisce una giustificazione dell'inerzia, il ricorso deve essere accolto e deve essere ordinata l'esecuzione del titolo entro un termine assegnato dal giudice.
- A fronte dell'inerzia dell'amministrazione nell'esecuzione del giudicato, il giudice amministrativo può nominare un commissario ad acta, stabilendo che intervenga dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione e previa richiesta della parte vittoriosa.
- La nomina del commissario ad acta può essere disposta individuando il direttore generale dell'amministrazione competente per materia, senza facoltà di delega e senza compenso, con un termine autonomo per l'esecuzione sostitutiva.
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