Cassazione Penale, Sentenza n. 45840/2023 del 14/11/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Conflitto di competenza territoriale relativo a indagini su un presunto sodalizio criminale (associazione per delinquere, capo 1) e numerosi reati connessi previsti dall'art. 12, commi 3 e 3-bis, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286. Il Procuratore di Catania aveva disposto fermi eseguiti in più province; alcuni GIP avevano convalidato i fermi o applicato misure cautelari, altri avevano negato la convalida o dichiarato incompetenza territoriale trasmettendo gli atti a Catania. Il GIP di Busto Arsizio, dopo aver applicato custodia cautelare a Keita Ousman, ha dichiarato la propria incompetenza territoriale ritenendo competente il GIP di Catania (anche in ragione della consumazione di un reato in Catania). Il GIP di Catania ha riproposto conflitto anche rispetto al GIP di Genova sostenendo che, per i criteri di connessione e per la previsione di attrazione dell'art. 51, comma 3-bis, la competenza doveva stabilirsi con riferimento al criterio suppletivo dell'art. 9 cod. proc. pen. (ultimo luogo di parte dell'azione individuato in Ventimiglia) e quindi spettare al Tribunale di Genova; nel contempo il Procuratore generale ha chiesto la declaratoria di competenza di Catania. Tuttavia la Corte di cassazione, con sentenza n. 43675 del 13/07/2023, aveva già risolto analogo conflitto riconoscendo la competenza territoriale del GIP di Catania, rendendo non più attuale il nuovo conflitto.
La decisione
La Corte ha dichiarato il conflitto inammissibile perché la competenza territoriale era già stata regolata dalla sentenza n. 43675 del 13/07/2023 della Corte di cassazione, la quale aveva affermato la competenza del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Catania per l'intero procedimento e per le imputazioni connesse. Conseguentemente gli atti sono stati trasmessi al GIP del Tribunale di Catania, già dichiarato territorialmente competente.
Norme richiamate
art. 23 D.L. n. 137/2020
Consente la presentazione di conclusioni scritte del Procuratore generale; qui utilizzato per la requisitoria scritta del PG che ha chiesto la declaratoria di competenza di Catania.
art. 27 cod. proc. pen.
Norma richiamata per l'investitura del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania nella richiesta di misura cautelare; quadro procedurale per la proposizione della questione di competenza.
art. 12, commi 3 e 3-bis, d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286
Le fattispecie aggravate in materia di immigrazione sono considerate reati 'fine' connessi al reato associativo; la connessione rileva ai fini della determinazione della competenza territoriale.
art. 51, comma 3-bis, cod. proc. pen.
Prevede una forma di "vis attractiva" per specifici delitti attribuendo alla procura distrettuale la competenza e facendo sì che tali reati possano attrarre per connessione anche altri reati, anche se di maggiore gravità.
art. 16 cod. proc. pen.
Criterio per determinare il luogo della commissione in caso di associazione: si considerano i reati connessi in ordine di gravità decrescente per individuare il luogo competente.
art. 9, commi 2 e 3 cod. proc. pen.
Criteri suppletivi per la competenza territoriale (ultimo luogo in cui è avvenuta una parte dell'azione o dell'emissione); richiamati per sostenere la competenza in base all'ultimo luogo di operatività del programma criminoso.
art. 12, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.
Definisce la connessione fra reati quando c'è un rapporto di strumentalità o quando un reato è causale rispetto all'altro; qui usato per giustificare lo spostamento della competenza in ragione dell'imputazione formulata dal PM.
art. 65 r.d. n. 12/1941 e art. 32, comma 1 cod. proc. pen.
Richiamate in relazione al potere della Corte di cassazione di regolare la competenza in modo autonomo e con poteri di accertamento d'ufficio, non vincolandosi strettamente alle prospettazioni limitate delle parti.
Sentenza Corte di cassazione n. 43675/2023
Decisione che ha già regolato la competenza territoriale favorevole al GIP di Catania per l'intero procedimento; la sentenza ha stabilito principi applicativi sulla connessione e sull'interpretazione della contestazione del PM ai fini della competenza.
Massime di principio
- Se la Corte di cassazione ha già deciso in senso favorevole a una determinata competenza per l'intero procedimento, un successivo conflitto tra giudici sulla medesima materia è inammissibile e gli atti devono essere trasmessi al giudice già individuato.
- In presenza di reati connessi, la competenza territoriale si determina in base alla contestazione formulata dal Pubblico ministero, salvo errori macroscopici; la configurazione provvisoria dell'imputazione ha rilevanza ai fini della scelta del giudice competente.
- Quando è contestato un reato incluso nell'art. 51, comma 3-bis, la relativa competenza esercita una forza attrattiva sui reati connessi, anche se più gravi, trasferendo la competenza al distretto indicato dalla norma.
- Se non è possibile individuare il luogo di costituzione o radicamento dell'associazione, si applicano le regole dell'art. 16 (luogo del reato più grave o, a parità, il primo reato) e, in subordine, i criteri suppletivi dell'art. 9 (ultimo luogo di parte dell'azione o dell'emissione).
- La Corte di cassazione, investita di un conflitto negativo di competenza, può esaminare e regolare la competenza per l'intero procedimento anche oltre i limiti delle prospettazioni delle parti, con efficacia estesa alle imputazioni connesse.
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