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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26278/2024 del 04/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'assoluzione pronunciata dalla Corte d'Appello de L'Aquila per il reato di cui all'art. 73 e 80 comma 1 lett. g) d.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309, in relazione alla cessione, all'interno della casa circondariale di Pescara, di gr. 0,053 di sostanza del tipo hashish con principio attivo THC pari a mg 4,277. Il Procuratore Generale lamenta violazione di legge e vizio di motivazione perché la Corte d'Appello avrebbe ritenuto assente efficacia drogante sulla base di una soglia dello 0,5% di THC desunta da un trattato di tossicologia e da un esempio riferito a 1 g di canapa, senza considerare che la soglia non è generale ma riferita a quel quantitativo, e senza acquisire contributo tecnico-scientifico nonostante la valutazione richiedesse specifiche competenze; inoltre la sostanza era hashish (non semplice canapa) e la valutazione non ha tenuto conto dei criteri normativi e delle soglie per la determinazione della dose media singola.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Procuratore Generale: ha ritenuto infondata la valutazione autonoma del giudice di merito circa l'assenza di efficacia drogante e il travisamento del trattato di tossicologia; ha affermato che la verificazione di efficacia psicoattiva richiede, quando necessario, apporto tecnico-scientifico e non può fondarsi su apprezzamenti puramente autonomi. Ha annullato la sentenza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio alla Corte d'Appello di Perugia.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73

    Norma che incrimina la illecita produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti; oggetto della contestazione per la cessione di hashish.

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 80 comma 1 lett. g)

    Richiamata come riferimento alla specifica tipologia di reato e alle aggravanti/indicazioni contestate.

  • legge 2 dicembre 2016, n. 242, art. 4 commi 5 e 7

    Norme che fissano percentuali di THC rilevanti nel contesto della coltivazione della canapa e che le Sezioni Unite hanno chiarito non siano direttamente traslabili per giustificare la liceità di altri derivati in commercio; utili per distinguere ambito agricolo da ambito penale.

  • Sentenza Sez. U. n. 30475 del 30/05/2019 (Castignani, Rv. 275956)

    in tema di stupefacenti, la cessione, la vendita e, in genere, la commercializzazione al pubblico dei derivati della coltivazione di cannabis sativa L., quali foglie, inflorescenze, olio e resina, integrano il reato di cui all'art. 73, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, anche a fronte di un contenuto di THC inferiore ai valori indicati dall'art. 4, commi 5 e 7, legge 2 dicembre 2016, n. 242, salvo che tali derivati siano, in concreto, privi di ogni efficacia drogante o psicotropa, secondo il principio di offensività

    La sentenza richiamata afferma che la commercializzazione di derivati della cannabis può integrare reato anche se il THC è inferiore alle soglie agricole, salvo che tali prodotti siano effettivamente privi di efficacia drogante; tuttavia la Corte di Cassazione ha ritenuto il richiamo inconferente rispetto al caso specifico di detenzione/cessione di hashish in carcere.

  • Circolare del Ministero degli Interni del 31 luglio 2018 (richiamo a trattato di tossicologia forense)

    tenuto conto che la quantità massima di canapa reperita nelle sigarette risulta di 1 gr., si ritiene che la percentuale di THC necessaria perché si possa parlare di stupefacente sia identificabile in quella di almeno 5 mg, corrispondente quindi allo 0,5 °/0

    Citazione utilizzata dalla Corte d'Appello per fissare una soglia dello 0,5% riferita all'esempio di 1 g di canapa; la Cassazione ha rilevato che tale richiamo era stato travisato perché quella soglia non è generalizzabile a qualsiasi quantitativo o a sostanze diverse dalla canapa commerciale.

  • D.M. 11 aprile 2006 (dose media singola)

    Riferimento normativo usato per le valutazioni di carattere comparativo sulla dose media singola; la Corte d'Appello non avrebbe adeguatamente considerato che per hashish possono valere soglie diverse e che il parametro quantitativo va valutato con supporto tecnico.

  • Giurisprudenza Sez. U.: n. 47472/2007 (Di Rocco), n. 28605/2008 (Di Salvia), n. 38343/2014 (P.G., R.C., Espenhahn)

    Richiamo ai principi consolidati che la rilevanza penale della detenzione/cessione richiede offensività concreta e che, quando la valutazione richiede competenze tecniche, il giudice deve avvalersi di contributi scientifici e non operare valutazioni meramente autonome.

Massime di principio

  • La valutazione dell'"efficacia drogante" di una sostanza non può essere effettuata dal giudice solo sulla base di deduzioni di comune esperienza quando la questione richiede conoscenze tecniche: occorre acquisire consulenze tecniche o perizie.
  • Soglie percentuali di THC richiamate da testi o circolari (es. 0,5%) non vanno automaticamente assunte come valori assoluti e generalizzabili: devono essere interpretate rispetto al contesto quantitativo (peso della sostanza) e alla tipologia di prodotto (canapa vs hashish).
  • La rilevanza penale della cessione anche di piccolissime quantità dipende dall'effettiva potenzialità psicoattiva: quantità assolute di THC apparentemente basse possono essere significative se rapportate al peso del campione.
  • Distinguere sempre tra il regime giuridico e le tutele previste per la coltivazione/produzione agricola (legge n. 242/2016) e la disciplina penale sugli stupefacenti: percentuali agricole non determinano automaticamente liceità penale.
  • In ipotesi di contestazione per cessione di stupefacenti il giudice deve motivare con riferimento a dati tecnici-scientifici o acquisire consulenza; senza ciò la decisione può essere annullata per vizio di motivazione e violazione di legge.
  • Per sostanze diverse dalla semplice canapa (es. resina/hashish) è prudente fare riferimento anche ai criteri del D.M. 11/04/2006 e alla prassi per la determinazione della dose media, ma sempre integrando con prove tecniche specifiche.

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