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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42684/2023 del 19/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva respinto il suo reclamo avverso il decreto di irreperibilità emesso dal Pubblico Ministero il 31/01/2017 e conseguente revoca della sospensione dell'ordine di esecuzione; deduceva l'illegittimità del decreto perché le ricerche propedeutiche erano incomplete (tra cui l'omissione della ricerca presso un recapito risultante dal certificato DAP del 22/10/2014 a Seregno, dove peraltro era stata poi notificata un'ordinanza di allontanamento il 20/05/2015), nonché l'eccessivo intervallo temporale (quasi due anni) tra le vane ricerche del 29/04/2015 e il decreto del 31/01/2017 e l'assenza di ricerche all'estero (Romania) tramite strumenti di cooperazione internazionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto che le ricerche effettuate prima dell'emissione del decreto di irreperibilità fossero incomplete perché omettevano di verificare un recapito effettivo conosciuto in atti (il domicilio/recapito a Seregno risultante dal certificato DAP e utilizzato per la notifica dell'atto prefettizio). Ne consegue la nullità del decreto di irreperibilità (emesso il 31/01/2017) e la nullità degli atti successivi derivanti, con conseguente annullamento dell'ordinanza impugnata e rinvio al Tribunale di Roma per nuovo giudizio. La Corte ha inoltre disposto che il giudice dell'esecuzione compia gli adempimenti necessari in ordine a una eventuale restituzione del ricorrente nei termini per consentirgli di presentare, entro 30 giorni, richiesta di concessione di una misura alternativa alla detenzione.

Norme richiamate

  • art. 159 cod. proc. pen.

    Disciplina il decreto di irreperibilità: per la sua legittimità è richiesta l'effettuazione di ricerche complete e idonee in relazione agli elementi noti o conoscibili al momento in cui sono svolte

  • art. 160 cod. proc. pen.

    Imposta l'obbligo di effettuare nuove ricerche ad ogni mutamento di fase processuale; è richiamato dalla difesa per sostenere che le ricerche devono essere tempestive e adeguate alle fasi procedimentali

  • Cass. Sez. 3, n. 16708 del 16/02/2018 (Aerts)

    Principio secondo cui la completezza delle ricerche va valutata con riferimento agli elementi conosciuti o conoscibili al momento della loro effettuazione; notizie successive non possono sanare ricerche incomplete

  • Cass. Sez. 2, n. 40041 del 30/09/2009 (Tasca) e Cass. Sez. 5, n. 44374 del 20/06/2014 (Iaccarino) e Cass. Sez. 1, n. 11341 del 27/11/2020 (Pavlovic)

    Giurisprudenza consolidata che afferma che l'incompleto svolgimento delle ricerche determina la nullità assoluta del decreto di irreperibilità e la ricaduta di tale nullità sugli atti successivi

  • Cass. Sez. 1, n. 25538 del 10/04/2018 e Cass. Sez. 1, n. 41592 del 13/10/2009

    Principi applicati in ordine alla restituzione del condannato nei termini per consentire la presentazione di istanze per misure alternative alla detenzione

Massime di principio

  • Il decreto di irreperibilità è valido solo se preceduto da ricerche effettive, complete e adeguate rispetto agli elementi conosciuti o conoscibili al momento della loro esecuzione
  • Informazioni presenti negli atti (es. certificati amministrativi, recapiti del DAP, notifiche effettuate in precedenza) devono essere verificate: l'omissione di ricerche in quei luoghi può rendere nullo il decreto
  • Un intervallo temporale significativo tra le ricerche e l'emissione del decreto può aggravare la carenza di legittimità se le ricerche iniziali erano incomplete
  • L'elezione di domicilio per atti di fase cognitiva non sempre coincide con il domicilio rilevante per l'esecuzione: il giudice deve accertare l'effettiva dimora o recapito
  • La nullità del decreto di irreperibilità è assoluta e si estende agli atti successivi (notifiche, revoche, ordini di esecuzione) che da esso dipendono
  • In caso di annullamento per irregolarità nelle ricerche il giudice dell'esecuzione può disporre la restituzione del condannato nei termini per consentirgli di chiedere misure alternative alla detenzione
  • Se sussistono indizi che il soggetto possa essere all'estero, è opportuno considerare l'uso degli strumenti di cooperazione internazionale (es. rogatorie, Eurojust) per esaurire le ricerche

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