Cassazione Penale, Sentenza n. 12486/2022 del 04/04/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria (03/09/2021) che aveva annullato il sequestro preventivo limitatamente alle quote sociali della B.D.S. s.r.l. intestate al ricorrente e dichiarato inammissibile il resto del gravame. Il ricorrente deduceva: 1) carenza di fumus per i reati di turbativa d'asta e corruzione, sostenendo che il giudice del merito aveva tratto conclusioni infondate da intercettazioni prive di riscontri esterni; 2) illegittimità del mantenimento del sequestro sull'intero patrimonio aziendale finalizzato alla confisca ex art. 322-ter c.p., chiedendo la limitazione alla quota parte del presunto profitto illecito e richiamando una consulenza tecnica che quantificava il profitto in C 118.885,22; 3) interesse ad impugnare nonostante la restituzione delle quote a lui riconosciute.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto mancante l'interesse del ricorrente a far valere il primo motivo perché le quote di sua diretta spettanza erano state restituite (giurisprudenza consolidata: l'interesse ad impugnare per restituzione riguarda chi ha titolo sul bene). Quanto al secondo motivo, il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché proposto dall'indagato persona fisica mentre il compendio sequestrato apparteneva alla società B.D.S. s.r.l., soggetto giuridico distinto; la società avrebbe dovuto impugnare tramite difensore munito di procura speciale. Per tali profili di inammissibilità il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di C 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 23, comma 8, D.L. n.1
Riferimento procedurale per lo svolgimento del contraddittorio scritto nel trattamento del ricorso; usato per indicare la modalità di trattazione del ricorso in Cassazione.
art. 353 cod. pen.
Richiamato nella censura relativa alla sussistenza del fumus per reati connessi all'attività d'ufficio; la Corte non ha esaminato il merito del vizio per inammissibilità dell'impugnazione.
art. 319 cod. pen.
Norma sulla corruzione richiamata dal ricorrente quale reato contestato; la relativa censura è stata ritenuta priva di interesse in questa sede.
art. 322-ter cod. pen.
Norma sulla confisca del profitto del reato. Il ricorrente contestava l'estensione del sequestro all'intero patrimonio aziendale chiedendo la limitazione alla porzione di profitto effettivamente acquisita, ma la Corte non ha deciso sul merito per motivi di inammissibilità formale.
Sez. Un., n. 18253 del 24/04/2008, Rv. 239397
Sez. Un., n. 18253 del 24/04/2008, Rv. 239397
Richiamata dalla Corte per affermare che l'interesse ad impugnare per ottenere la restituzione di quanto sequestrato spetta a chi ha titolo sul bene; la mera restituzione di quanto di diretta spettanza elimina l'interesse all'impugnazione.
Sez. 1, n. 6779 del 08/01/2019, Rv. 274992
Sez. 1, n. 6779 del 08/01/2019, Rv. 274992
Giurisprudenza richiamata per il principio che la società, quale soggetto giuridico distinto e titolare dei beni aziendali, è l'unica parte legittimata ad impugnare il sequestro riferito al patrimonio sociale; il terzo interessato deve proporre gravame tramite difensore con procura speciale.
Sez. 1, n. 5883 dell'08/01/2021, Rv. n. 280792
Sez. 1, n. 5883 dell'08/01/2021, Rv. n. 280792
Conferma del principio della separazione della personalità giuridica: i beni societari appartengono alla società e non ai singoli soci; l'impugnazione deve essere esercitata dalla società.
Sez. 5, n. 35015 del 09/10/2020, Rv. n. 280005
Sez. 5, n. 35015 del 09/10/2020, Rv. n. 280005
Ulteriore richiamo a orientamenti che sottolineano l'autonomia patrimoniale e l'esigenza di corretto esercizio dell'azione di gravame da parte del soggetto titolare dei beni.
Sez. 2, n. 29663 del 04/04/2019, Rv. 27635
Sez. 2, n. 29663 del 04/04/2019, Rv. 27635
Richiama il principio consolidato secondo cui il socio non può sostituirsi alla società nell'impugnazione degli atti relativi al patrimonio sociale.
Massime di principio
- L'interesse ad impugnare per ottenere la restituzione di beni sequestrati sussiste solo se il ricorrente ha un titolo giuridico diretto sui beni; la restituzione parziale o totale può rendere priva di interesse l'impugnazione.
- Quando il compendio sequestrato appartiene a una società di capitali, la società stessa è l'unica legittimata ad impugnare: un socio o l'amministratore non possono validamente proporre il gravame in proprio se non per diritti di loro spettanza direttamente restituiti.
- L'impugnazione proposta da un soggetto terzo rispetto al titolare dei beni è inammissibile se non è assistita da procura speciale conferita al difensore e motivata dalla derivazione del diritto dal soggetto impugnante.
- Le questioni sostanziali relative alla sussistenza del fumus di reato o alla quantificazione del profitto confiscabile (art. 322-ter c.p.) devono essere trattate nel merito da parte del giudice competente soltanto se previamente superati i presupposti di ammissibilità dell'impugnazione; l'inammissibilità formale impedisce l'esame di tali censure.
- Per contestare il mantenimento di un sequestro finalizzato alla confisca del profitto è necessario specificare l'interesse e, se si invoca una quantificazione alternativa del profitto, presentare elementi idonei e formali (es. consulenza tecnica e atti dimostrativi) da parte del soggetto legittimato a impugnare.
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