Cassazione Penale, Sentenza n. 1526/2024 del 12/01/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale della Libertà di Roma che aveva rigettato la richiesta di riesame relativa al sequestro preventivo delle targhe e dei documenti di circolazione dell'autovettura Smart Forfour targata FW042CE. La ricorrente sosteneva di aver acquistato il veicolo direttamente da una società tedesca, avvalendosi della Motor Trade s.r.l. solo come mandataria, invocando l'applicazione del "regime del margine" (art. 36 d.l. 41/1995) e la propria buona fede, nonché la sussistenza dei requisiti per l'esenzione IVA (es. precedente proprietario privato). I giudici di merito avevano ritenuto al contrario che la Motor Trade fosse la reale acquirente/importatrice italiana e che vi fossero elementi che facevano ritenere l'operazione inserita in un circuito fraudolento (pagamento effettuato dalla Motor Trade, consegna presso la sua sede, documentazione tedesca illeggibile e non tradotta, campi della dichiarazione lasciati in bianco), con conseguente mantenimento del sequestro.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di specificità delle deduzioni (il terzo che reclama la restituzione non può contestare i presupposti della misura ma solo dimostrare titolarità/disponibilità e l'assenza di collegamenti con gli indagati) e per aver tentato di introdurre documentazione nuova non ammissibile in sede di legittimità. È stata disposta la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende (ai sensi dell'art. 616 c.p.p.).
Norme richiamate
art. 36 d.l. 41/1995 (conv. in L. 85/1995)
Norma sul "regime del margine" per l'IVA applicabile alle cessioni di veicoli usati; la Corte richiama i requisiti pratici (es. percorrenza minima e decorso temporale dalla prima immatricolazione) e osserva che la presenza in fattura dell'indicazione del regime o dell'esenzione può essere rilevante, ma non esime dalla verifica della reale catena di titolarità e della coerenza documentale.
art. 110 cod. pen. e art. 2 d.lgs. n. 74/2000
Riferiti ai reati contestati agli indagati (utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti per evasione fiscale). La decisione conferma che il sequestro può essere disposto in relazione a indagini per reati fiscali di questo tipo.
artt. 81, 110, 48 e 476 cod. pen.
Norme richiamate in relazione alle false dichiarazioni e ai documenti falsi prodotti alla Motorizzazione civile per ottenere immatricolazioni fittizie; la motivazione del Tribunale ha evidenziato l'esistenza di condotte finalizzate all'ottenimento di provvedimenti amministrativi falsificati.
art. 173 disp. att. c.p.p.
Limiti di enunciazione del motivo di ricorso per cassazione (contenuto e specificità delle censure). La Corte ha ritenuto il ricorso generico e dunque inammissibile per mancanza di specificità.
art. 616 c.p.p.
Disposizione che prevede le conseguenze in caso di rigetto o inammissibilità del ricorso in cassazione in materia cautelare: condanna per le spese e facoltà di applicare ammenda; la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese e di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
art. 23, comma 8, dl. 28/10/2020 n. 137 (conv. L. 18/12/2020 n. 176)
Norma processuale citata in relazione alla trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale; la Corte ha tenuto conto delle conclusioni trasmesse dal PG.
Giurisprudenza richiamata (Sez. 3 n. 36347/2019; Sez. 2 n. 42052/2019; Sez. 3 n. 209/2020)
Principi giurisprudenziali richiamati: il terzo che chiede la restituzione non può contestare i presupposti della misura cautelare salvo dedurre titolo e assenza di collegamenti; in cassazione non è ammessa produzione di prove nuove né attività di valutazione di nuova prova.
Massime di principio
- Il terzo che chiede la restituzione di cose sottoposte a sequestro preventivo deve concentrare le doglianze sulla propria titolarità o disponibilità del bene e sull'assenza di legami concorsuali con gli indagati: non è possibile, in sede di riesame o di cassazione, riaprire ampiamente la discussione sui presupposti sostanziali della misura.
- Per dimostrare la buona fede dell'acquirente è necessario produrre prove chiare, coerenti e già valutate nei gradi di merito: documenti illeggibili, non tradotti o lasciati incompleti (es. campi in bianco nella dichiarazione sostitutiva) hanno scarso valore probatorio e possono indebolire la tesi difensiva.
- In Cassazione non è ammessa la produzione di "prove nuove"; le deduzioni devono essere specifiche e riferite agli elementi già emersi nei precedenti gradi di giudizio, altrimenti il ricorso è inammissibile.
- Nel contesto di operazioni internazionali su veicoli, i criteri sostanziali (catena di pagamento, luogo di consegna, intestazioni nella documentazione) sono indici valutati per accertare chi sia stato il reale importatore/acquirente e per verificare eventuali condotte elusive dell'IVA.
- L'indicazione in fattura del regime del margine o dell'esenzione IVA può essere rilevante a favore dell'acquirente, ma non esonera dalla verifica della realtà economica dell'operazione: il giudice valuta l'insieme delle circostanze e la coerenza documentale.
- Nelle impugnazioni cautelari occorre formulare censure specifiche e motivate; censure generiche sulla "pacifica" sussistenza di documenti o requisiti non soddisfano il requisito di specificità richiesto in cassazione.
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