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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51587/2023 del 29/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione articolato in quattro motivi: 1) nullità della notifica del decreto di citazione per l'udienza d'appello; 2) mancato rinvio dell'udienza per consentire all'imputato di rendere dichiarazioni spontanee; 3) violazione di legge con riferimento all'art. 582 c.p. (modificato dal decreto legislativo n.150/2022) sostenendo che il reato di lesioni fosse procedibile a querela e quindi improcedibile; 4) contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione in ordine alla qualificazione del ruolo dell'imputato (mera connivenza vs concorso).

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile in tutti i motivi. La Corte ha ritenuto prova della notifica la compiuta giacenza presso l'ufficio postale dal 26/10/2022 al 07/11/2022; il mancato rinvio è infondato poiché non è stato allegato alcun legittimo impedimento e la sola intenzione di rendere dichiarazioni spontanee è generica; quanto alla procedibilità delle lesioni, la fattispecie era contestata con aggravanti (art. 585 e 576 c.p. in relazione all'art. 61, n.2) che mantengono la procedibilità d'ufficio e, inoltre, è risultata querela presentata il 29/06/2015; infine la motivazione della Corte d'appello è stata ritenuta analitica e logica nel dimostrare la partecipazione attiva del ricorrente tramite deposizioni, riconoscimenti, atti irripetibili (perquisizione e sequestro di indumenti), fuga e utilizzo del veicolo. Conseguentemente è stata confermata la condanna per furto aggravato (riqualificazione dal capo originario) e per lesioni; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 582 cod. pen. (come modificato dal decreto legislativo n. 150/2022)

    La Corte ha ritenuto che la modifica legislativa che ha inciso sulla procedibilità delle lesioni non si applica al caso in presenza di circostanze aggravanti che rendono il reato procedibile d'ufficio; pertanto la nuova disciplina non ha impedito il prosieguo del procedimento.

  • art. 624-bis e art. 625, comma 1, n. 5, cod. pen.

    Il fatto originariamente inquadrato come rapina è stato riqualificato in furto aggravato; la Corte d'appello ha confermato tale riqualificazione e la relativa condanna.

  • art. 585 e art. 576, comma 1, n. 1, cod. pen., in relazione all'art. 61, n. 2, cod. pen.

    Le aggravanti contestate alle lesioni comportano la procedibilità d'ufficio della fattispecie; perciò le modifiche sulla procedibilità introdotte dal d.lgs. 150/2022 non incidono sul procedimento in esame.

  • decreto legislativo n. 150 del 2022

    Introduce modifiche alla procedibilità per talune lesioni personali; tuttavia la Corte ha ritenuto che tali modifiche non si applicano quando siano presenti circostanze aggravanti che mantengono la procedibilità d'ufficio.

Massime di principio

  • La notifica effettuata mediante compiuta giacenza presso l'ufficio postale è valida se documentalmente provata e l'atto non ritirato nei termini; il ricorrente deve contestarla specificamente.
  • La semplice volontà di rendere dichiarazioni spontanee non giustifica, di per sé, il rinvio dell'udienza: occorre allegare un legittimo impedimento o motivazione concreta.
  • Le modifiche normative sulla procedibilità delle lesioni (d.lgs. 150/2022) non si applicano quando sussistono circostanze aggravanti che rendono il reato procedibile d'ufficio; il difensore deve dimostrare l'effettiva applicabilità della nuova disciplina al caso concreto.
  • Per affermare il concorso di più persone in un reato collettivo, la Corte può valorizzare deposizioni, riconoscimenti, atti irripetibili (perquisizioni/sequestri), fuga e uso del veicolo; la mera presenza sul luogo richiede elementi probatori concreti per sostenere la tesi della sola connivenza.
  • I motivi di ricorso vaghi, generici o non circostanziati rispetto alla motivazione della sentenza sono frequentemente dichiarati inammissibili: colui che impugna deve indicare in modo preciso le contraddizioni logiche o omissive che si contestano.

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