Cassazione Penale, Sentenza n. 18258/2023 del 02/05/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione, in Cassazione, dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Catania che aveva confermato il decreto di sequestro probatorio (22 giugno 2022) relativo al carteggio contabile ed extracontabile della societa' "Friends Car Autonoleggio" ritenuto pertinente al reato di truffa aggravata in danno dello Stato. L'accusa: intestazione fittizia di 417 veicoli alla societa', impiegata come schermo per beneficiare indebitamente delle agevolazioni previste dalla cosiddetta legge Dini (tassa sul possesso e agevolazioni per commercianti). Puglisi, indagato insieme a Sicali Guido e Sergi Mario, sostiene di non essere il gestore di fatto e contesta il fumus commissi delicti, adducento la documentata stipula di contratti di compravendita per 180 autovetture e deducendo illogicità e violazione di legge nella motivazione del provvedimento impugnato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il ricorso fosse proposto per motivi non ammessi in sede di legittimità (la Cassazione in materia di sequestri reali/ probatori sindaca solo i vizi di legge o l'assenza/meramente apparente della motivazione). La Corte ha richiamato la giurisprudenza consolidata (Sezioni Unite Ivanov 2008 e altre pronunce) e la giurisprudenza costituzionale, affermando che per le misure cautelari reali non è richiesto il grado di gravità indiziaria delle misure personali e che il Tribunale del riesame ha motivato adeguatamente la sussistenza del fumus. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 321 c.p.p.
Norma che disciplina il sequestro probatorio; la sentenza osserva che l'art. 321 non richiama gli indizi di colpevolezza come condizione di applicabilità del sequestro reale, diversamente dalle misure personali
art. 273 c.p.p.
Norma riferita alle misure cautelari personali; la Corte rileva che questo articolo non è applicabile alle misure cautelari reali (non richiamato per i sequestri)
Sezioni Unite "Ivanov" (2008)
Principio che limita il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro alla sola violazione di legge o alla motivazione del tutto mancante o meramente apparente; conferma l'orizzonte circoscritto del sindacato di legittimità
Ordinanza Corte Costituzionale n. 153/2007
Riferita per spiegare la differenza fra il controllo del Tribunale del riesame sulle misure reali e personali, e per sottolineare che non è richiesto il presupposto della gravità indiziaria per le misure reali
Sentenza Corte Costituzionale n. 48/1994
"il controllo che il giudice è chiamato a operare è tutt'altro che burocratico, dovendosi invece incentrare sulla verifica della integralità dei presupposti che legittimano la misura"
Principio che il controllo del giudice sulle misure cautelari reali deve essere serio e non meramente formale; il giudice può esaminare fatti e motivazioni senza sostituirsi al giudice di merito
Sezioni Unite pronunce (cit. Sez. Un. n. 23/1996, n. 7/2000, n. 25932/2008)
"il giudice, ... non deve limitarsi a 'prendere atto' della tesi accusatoria, ma, senza spingersi sino a una verifica in concreto della sua fondatezza, deve valutare se gli elementi di fatto rappresentati consentono di sussumere l'ipotesi formulata"
Il giudice cautelare deve valutare hic et inde la compatibilità tra le prospettazioni accusatorie e la fattispecie tipica, tenendo conto delle contestazioni difensive, ma senza entrare nella valutazione piena della prova
Massime di principio
- In Cassazione contro ordinanze di sequestro probatorio/reale il sindacato è molto limitato: ammissibili solo i motivi di violazione di legge o la radicale carenza/meramente apparente della motivazione
- Per i sequestri reali/non personali la soglia richiesta è il "fumus commissi delicti" e non la "gravità indiziaria" richiesta per le misure personali; ciò permette un sindacato meno approfondito sul merito
- Il giudice del riesame deve comunque motivare in modo coerente e congruo, valutando gli elementi "hic et inde" e le contestazioni difensive, ma senza sostituirsi al giudice di merito nella valutazione delle prove
- La difesa in sede di legittimità deve mirare a dimostrare criticamente vizi di diritto o l'assenza/meramente apparente della motivazione (ad es. motivazione contraddittoria, mancante o priva dei requisiti minimi di comprensibilita'), evitando richieste di rinnovazione della valutazione probatoria che sono improprie in Cassazione
- Se si vuole contrastare un sequestro probatorio basato su documenti contabili, è utile produrre e segnalare specifici elementi documentali che neutralizzino il fumus (es. contratti di compravendita regolari, registrazioni fiscali), e indicare puntualmente dove la motivazione del giudice ha omesso di considerarli
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