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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39982/2024 del 30/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza per 'violazione di legge e vizio di motivazione' deducendo che non è provato il suo contributo materiale nella truffa: lamenta l'omessa prova delle modalità con cui è stata inviata la mail contraffatta e sostiene che la responsabilità è stata affermata soltanto sulla base della titolarità della carta ricaricabile sulla quale è stato accreditato il bonifico effettuato dalla persona offesa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per genericità. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse motivato affermando che, pur non essendo dimostrato l'accesso abusivo alla casella di posta, era accertato che il ricorrente aveva ricevuto sulla carta ricaricabile a lui riconducibile il profitto della truffa e non aveva fornito spiegazioni né restituito le somme, fatto che evidenziava il concorso nella frode. Il ricorso non si è confrontato con queste specifiche argomentazioni della sentenza impugnata e ha formulato censure generiche ed eccentriche rispetto alle ragioni esposte: perciò inammissibile. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • reati contestati: sostituzione di persona e truffa

    La condotta originariamente qualificata come frode informatica è stata riqualificata in sostituzione di persona e truffa; la Corte ha ritenuto decisivo il fatto di aver ricevuto il profitto della truffa sulla carta ricaricabile e di non averne dato spiegazioni.

  • principio processuale sull'ammissibilità del ricorso per genericità

    La Corte ha applicato il principio per cui un motivo di ricorso è inammissibile se è generico o non si confronta specificamente con la motivazione della sentenza impugnata (c.d. genericità estrinseca); il ricorrente doveva contestare puntualmente le considerazioni della Corte di merito.

  • obbligo di chiarimento sul profitto indebitamente percepito

    La mancata restituzione o l'assenza di spiegazioni plausibili circa le somme ricevute può essere interpretata come elemento che integra o agevola la partecipazione alla truffa, indipendentemente dalle modalità tecniche con cui la frode è stata realizzata.

Massime di principio

  • Quando non è provato il contributo materiale (es. accesso abusivo a account), il fatto di aver ricevuto il profitto della truffa su un mezzo di pagamento riconducibile all'imputato e la mancata giustificazione o restituzione delle somme possono far ritenere il concorso nella truffa.
  • In sede di impugnazione è essenziale confrontarsi punto per punto con la motivazione della sentenza di merito: censure generiche o che non affrontano le argomentazioni specifiche della decisione di appello sono dichiarate inammissibili.
  • Per evitare l'inammissibilità per genericità, il ricorso deve spiegare perché le valutazioni della corte di merito sarebbero errate o insufficienti, esponendo elementi probatori o ragionamenti che neutralizzino le deduzioni contestate.
  • La riqualificazione delle condotte (ad es. da frode informatica a truffa e sostituzione di persona) non esclude che il giudice possa fondare la responsabilità su elementi indiretti ove risultino coerenti e non contraddetti da spiegazioni dell'imputato.
  • La dichiarazione di inammissibilità comporta spesso la condanna alle spese e sanzioni (es. versamento alla Cassa delle ammende), quindi valutare attentamente l'ammissibilità procedurale prima di proporre ricorso.

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