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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23464/2024 del 11/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Gli opponenti chiedevano l'ammissione allo stato passivo dei crediti da lavoro (retribuzioni da marzo 2020 a gennaio 2021), il trattamento di fine rapporto e la rivalutazione al tasso legale, allegando assunzione e buste paga. Il Tribunale aveva limitato la valutazione al periodo marzo-settembre 2020 (i ricorrenti erano stati licenziati dall'autorità giudiziaria su autorizzazione del giudice delegato), rilevando mancanza di prova dell'effettività del lavoro per quel periodo e assenza di buona fede in quanto i ricorrenti erano soci della "Savini Group s.r.l." (gruppo confiscato) e parenti dei proposti, con conseguente strumentalità dei crediti rispetto all'attività illecita.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale avesse correttamente verificato in primo luogo la strumentalità dei crediti rispetto all'attività illecita e, solo dopo, la buona fede degli istanti ai sensi dell'art. 52, comma 3, d.lgs. n. 159/2011. Ha confermato la valutazione del Tribunale circa l'assenza di prova dell'effettività della prestazione e la mancanza di buona fede, considerata la qualità di soci e i rapporti di parentela, e ha quindi confermato l'esclusione dei crediti dal passivo. Per effetto dell'inammissibilità ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 ciascuno alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 159 del 2011, art. 59

    Consente l'opposizione allo stato passivo nel procedimento di prevenzione; nel caso è stato applicato per valutare la domanda di ammissione al passivo presentata dagli opponenti

  • d.lgs. n. 159 del 2011, art. 52

    Stabilisce i criteri per valutare la buona fede del creditore (condizioni delle parti, rapporti personali e patrimoniali, tipo di attività, obblighi di diligenza, dimensioni dell'ente). La Corte ha ritenuto che il Tribunale ha adeguatamente applicato questi parametri per escludere la buona fede

  • cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze processuali in caso di inammissibilità del ricorso; applicato per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese e della somma alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • In procedimenti di prevenzione patrimoniale, il giudice deve prima valutare il nesso di strumentalità del credito rispetto all'attività illecita e solo successivamente esaminare la buona fede del creditore.
  • La qualità di socio della società confiscata e i rapporti di parentela con i proposti costituiscono indizi rilevanti per ritenere strumentale il credito e per escludere la buona fede, soprattutto se l'assunzione appare formale.
  • La mera esibizione di atti di assunzione e buste paga può non essere sufficiente: il creditore deve fornire elementi probatori dell'effettività della prestazione lavorativa per il periodo contestato.
  • Il credito correlato al rapporto di lavoro (es. TFR) può essere negato se il rapporto è ritenuto 'formale' e strumentale all'occultamento di risorse; la natura del credito non esclude automaticamente la verifica di strumentalità e buona fede.
  • In cassazione, l'assenza di un concreto vizio procedurale o di errata interpretazione dei criteri di valutazione (strumentalità/buona fede) rende il ricorso inammissibile e può comportare condanne alle spese e a somme a favore della Cassa delle ammende.

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