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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 13857/2022 del 03/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza della Corte d'appello di Ancona che aveva in parte ritenuto il notaio Colangeli responsabile di violazione dell'art. 47 del codice deontologico per uso sistematico della scrittura privata invece dell'atto pubblico e aveva invece escluso la sua responsabilità, ai sensi dell'art. 47, comma 2 della legge notarile, con riferimento a circa cinquanta atti di compravendita contenenti una contestuale dichiarazione di remissione del prezzo. Il ricorrente denunciava omissione di pronuncia e mancato esame della violazione del dovere di adeguamento imposto dall'art. 47 della legge notarile, ossia del dovere del notaio di indagare la volontà delle parti e di curare la compilazione integrale dell'atto, con conseguente mancata verifica che gli atti rogati garantissero la certezza e la serietà degli effetti giuridici (rischio di simulazione e impugnabilità).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo fondato: ha constatato che la Corte d'appello si era limitata a esaminare il contenuto negoziale degli atti senza affrontare la questione specifica della violazione dell'art. 47 della legge notarile (dovere di adeguamento). Ha ricordato che tale dovere impone al notaio di svolgere un'indagine effettiva e sostanziale sulla volontà delle parti e di dirigere la compilazione dell'atto in modo da assicurare certezza e serietà degli atti giuridici. Poiché gli atti in contestazione potevano essere potenzialmente impugnabili (rischio di simulazione) e non risulta che il notaio avesse segnalato tale rischio alle parti, la Corte ha accolto il ricorso, cassato l'ordinanza impugnata e rinviato la causa alla Corte d'appello di Ancona in diversa composizione, indicandole il principio di diritto cui attenersi e demandando la nuova decisione anche sulle spese.

Norme richiamate

  • art. 47 legge notarile

    indaga la volontà delle parti e sotto la propria direzione e responsabilità cura la compilazione integrale dell'atto

    Il dovere di adeguamento: il notaio deve compiere tutte le attività necessarie, in modo effettivo e sostanziale, per accertare la volontà delle parti e dirigere la redazione dell'atto in modo congruente a tale volontà, garantendo certezza e serietà degli atti.

  • art. 47 codice deontologico

    La norma deontologica vieta comportamenti del notaio che elidano la funzione pubblica dell'atto; l'uso sistematico della scrittura privata al posto dell'atto pubblico può integrare violazione deontologica.

  • art. 1362 c.c.

    Norma richiamata nel motivo di cassazione in relazione all'interpretazione della volontà e degli atti negoziali; la censura riguardava l'omissione del giudice di merito nel considerare profili decisivi legati alla volontà delle parti.

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato nel mezzo di cassazione per contestare omissioni valutative del giudice di merito circa fatti decisivi per la decisione; la Corte ha ritenuto fondata l'eccezione di omissione.

  • Cass. n. 13185/2016 (giurisprudenza citata)

    Giurisprudenza di legittimità che definisce in dettaglio il dovere di adeguamento del notaio, richiedendo indagine approfondita della volontà delle parti mediante domande e scambio di informazioni.

  • Cass. n. 7127/1987 (giurisprudenza citata)

    Precedente che afferma l'obbligo del notaio, prima del trasferimento immobiliare, di compiere visure catastali e ipotecarie come dovere professionale volto ad assicurare la serietà e la certezza degli atti.

Massime di principio

  • Il notaio ha un dovere attivo di 'adeguamento' (art. 47 legge notarile): non si limita a trascrivere la volontà apparente, ma deve indagare in modo effettivo la volontà delle parti, approfondendo motivi e possibili contraddizioni.
  • Se, in sede di rogito, emergono indizi che l'atto sia in realtà un negozio di liberalità o possa risultare simulato, il notaio deve segnalarlo alle parti, approfondire e, se necessario, rifiutarsi di rogare fino a chiarimenti che garantiscano la certezza dell'atto.
  • Il notaio deve eseguire accertamenti (es. visure catastali e ipotecarie) e porre domande mirate per prevenire impugnative; tali attività rientrano nei doveri professionali volti a tutelare la sicurezza giuridica.
  • La mera verifica formale del contenuto negoziale non è sufficiente: il giudice disciplinare e il giudice di merito devono accertare se il notaio abbia svolto concretamente le attività di indagine e direzione della stesura richieste dall'art. 47.
  • In caso di dubbio rilevante sulla legittimità o sulla reale volontà delle parti, il comportamento corretto del notaio consiste nel documentare indagini e avvertimenti alle parti, per ridurre il rischio di responsabilità disciplinare o civile.
  • La mancata valutazione da parte del giudice di fatti decisivi relativi all'adempimento del dovere di adeguamento può comportare la cassazione del provvedimento impugnato e il rinvio per nuovo esame.

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