Sentenza n. 7463/2026 - Roma, Sezione 2B
per l'annullamento della determina del D.G. Dipartimento Sanità della regione Abruzzo n. DPF/121 del 13/12/2022, avente ad oggetto “D.M. 6 Luglio 2022 “Certificazione del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici a livello nazionale e regionale per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018” – Adempimenti attuativi”, del Decreto del Ministero della Salute del 6 luglio 2022, del Decreto del Ministero della Salute del 6 ottobre 2022, nonché di ogni altro atto o provvedimento conseguente, antecedente o comunque connesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: determina regionale attuativa del payback sui dispositivi medici e i decreti ministeriali presupposti relativi al superamento del tetto di spesa per gli anni 2015-2018
Esito
Favorevole al resistente (amministrazioni resistenti)
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'impresa ha impugnato la determina del Dipartimento Sanità della Regione Abruzzo relativa agli adempimenti attuativi della certificazione del superamento del tetto di spesa per i dispositivi medici negli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, nonché i decreti ministeriali del 6 luglio 2022 e del 6 ottobre 2022 e gli atti connessi. Prima della decisione, con istanza del 7 marzo 2026, ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, a seguito del pagamento in misura ridotta effettuato aderendo al meccanismo di risoluzione delle controversie sul payback previsto dall'art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito dalla l. 8 agosto 2025, n. 118.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Ha ritenuto che l'espressa dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla decisione impedisse al giudice di esaminare il merito o di procedere d'ufficio, non potendo il giudice sostituirsi alla valutazione dell'interesse ad agire compiuta dalla parte. Nel processo amministrativo, in assenza di repliche o diverse richieste delle controparti, opera il principio dispositivo in senso ampio: il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione sino a quando la causa è trattenuta in decisione e può determinare una pronuncia di improcedibilità mediante la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
Consente la definizione del giudizio mediante pronuncia di improcedibilità nei casi previsti dal codice, tra cui il sopravvenuto difetto di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato quale base processuale della definizione della causa in presenza della dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95, convertito nella l. 8 agosto 2025, n. 118
Prevede il meccanismo di risoluzione delle controversie relative al payback sui dispositivi medici, al quale la ricorrente ha aderito effettuando il pagamento in misura ridotta.
Massime di principio
- Quando il ricorrente dichiara espressamente di non avere più interesse alla decisione e non risultano repliche o diverse richieste delle controparti, il giudice amministrativo deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare il merito d'ufficio.
- Nel processo amministrativo opera un principio dispositivo in senso ampio: il ricorrente conserva la disponibilità dell'azione sino al momento in cui la causa è trattenuta in decisione e può rinunciare alla prosecuzione sostanziale del giudizio mediante la dichiarazione di sopravvenuta carenza di interesse.
- Il giudice amministrativo non può sostituirsi alla valutazione della parte circa la permanenza dell'interesse ad agire né proseguire d'ufficio l'esame della controversia quando la parte ricorrente abbia dichiarato di non avere più interesse alla decisione.
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