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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15914/2022 del 26/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente impugna la conferma di condanna per appropriazione indebita continuata e aggravata, deducendo: 1) vizio di motivazione perché il consiglio di amministrazione sarebbe stato al corrente e avrebbe ratificato le movimentazioni; 2) che le somme prelevate sarebbero state compensate da versamenti (assenza di disavanzo e mancanza dell'elemento soggettivo); 3) tardività delle querele poiché gli organi della scuola sarebbero stati a conoscenza dei fatti già dal 2015; 4) errore nel computo della prescrizione per avere la Corte applicato una sospensione Covid-19 più ampia del dovuto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha confermato che la Corte di appello aveva correttamente ritenuto provata la responsabilità della ricorrente per appropriazione indebita relativamente alle condotte successive al 1.1.2013 (le precedenti risultavano prescritte). La Corte ha ritenuto inattendibile la consulenza difensiva per incompletezza documentale, ha rilevato un consistente disavanzo tra prelevamenti e versamenti e l'esistenza dell'elemento soggettivo del reato. Ha inoltre escluso la tardività della querela perché il termine decorre dalla piena cognizione dei fatti e ha ritenuto corretta la determinazione della sospensione per emergenza pandemica (63 giorni). La ricorrente è stata condannata alle spese processuali e al pagamento di euro 3000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • Giurisprudenza - delitto di appropriazione indebita (Sez. 2, n. 40870 del 20/06/2017, Narducci)

    Sez. 2, n. 40870 del 20/06/2017, Narducci, Rv. 271199

    Il delitto di appropriazione indebita è reato istantaneo che si consuma con ogni singola condotta appropriativa; ogni atto di dominio con la volontà di tenere la cosa come propria integra il reato.

  • Giurisprudenza - decorrenza del termine per proporre querela (Sez. 6, n. 3719 del 21/11/2015, Saba)

    Sez. 6, n. 3719 del 21/11/2015, Saba, kv. 266954

    Il termine per proporre querela decorre dalla data di piena cognizione dei fatti da parte dell'interessato; la conoscenza passiva o parziale non fa decorrere il termine.

  • Normativa e prassi sulla sospensione per emergenza Covid-19

    La Corte ha applicato correttamente la sospensione temporanea prevista per il periodo pandemico, conteggiando 63 giorni di sospensione nel calcolo dei termini di prescrizione, senza eccedere rispetto alla disciplina applicabile.

Massime di principio

  • Se un incaricato ha procura sui conti di un ente e usa somme per spese personali senza documentazione o causali trasparenti, la prova contabile può dimostrare appropriazione anche se il responsabile aveva accesso ai conti per motivi di servizio.
  • La conoscenza degli organi direttivi dei movimenti bancari deve essere piena e documentata: la mera conoscenza generica o la fiducia nell'incaricato non escludono la responsabilità se alcuni movimenti sono stati celati o non tracciabili.
  • La compensazione tra poste (versamenti e prelievi) è efficace solo se provata in modo completo e inattaccabile; consulenze basate esclusivamente su documenti forniti dall'imputato sono fragili.
  • Ogni prelievo personale può costituire un singolo reato istantaneo di appropriazione indebita; la continuazione incide sul calcolo della pena e della prescrizione ma non annulla la singolarità dei fatti.
  • Il termine per proporre querela decorre dalla piena cognizione dei fatti; pertanto ritardi nella denuncia sono giustificabili se la scoperta è avvenuta solo successivamente tramite verifiche contabili.
  • Nel calcolo della prescrizione va tenuto conto, e limitatamente, della sospensione prevista per l'emergenza pandemica secondo la disciplina vigente; contestazioni devono dimostrare un errato computo concreto.

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