Cassazione Penale, Sentenza n. 4475/2022 del 09/02/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza del Tribunale di Messina del 26/07/2021 che rigettava il riesame dell'ordinanza del GIP del 15/06/2021 con la quale era stata applicata la custodia cautelare in carcere a carico del Lombardo per i reati relativi a traffico di stupefacenti e associazione finalizzata allo spaccio (art. 74 e 73 d.P.R. 309/1990, con concorso 110 c.p.). Il ricorrente ha dedotto: (1) vizio di motivazione e insufficienza dei gravi indizi, lamentando che il Tribunale si era basato su due intercettazioni (una ambientale e una telefonica) e su un unico episodio (trasporto di una partita di marijuana il 25/02/2021) senza spiegare perché ciò dimostrasse l'appartenenza stabile all'associazione e senza individuare il ruolo concreto svolto; (2) vizio di motivazione circa le esigenze cautelari e il pericolo di recidiva, sostenendo che la misura carceraria era eccessiva, che il Tribunale aveva dato rilievo a precedenti remoti e non specifici e non aveva adeguatamente valutato misure meno afflittive (arresti domiciliari con braccialetto elettronico).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondati i motivi perché: (i) la valutazione della gravità indiziaria è compatibile con la giurisprudenza consolidata (art. 273 c.p.p.), e il Tribunale ha dato motivazione congrua e non manifestamente illogica, valorizzando intercettazioni, stretta interazione con i promotori, condivisione di guadagni e il ruolo stabile nel noleggio di mezzi per il commercio illecito; (ii) in relazione all'art. 275, comma 3, c.p.p., sussiste una presunzione relativa della sussistenza delle esigenze cautelari per i reati indicati (tra cui l'art. 74 d.P.R. 309/90) e il Tribunale ha correttamente ritenuto che non vi fossero elementi idonei a vincere tale presunzione, mostrando altresì concreti elementi (precedenti e modalità del fatto) che rendevano attuali e concreti i rischi. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
d.P.R. 309/1990, art. 74
associazione finalizzata al traffico di stupefacenti
La Corte ha considerato che l'art. 74 punisce l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e che la partecipazione può essere provata anche attraverso un unico episodio se la condotta mostra l'uso consapevole dell'organizzazione e un ruolo operativo stabile
d.P.R. 309/1990, art. 73
delitti di traffico di stupefacenti
I reati-fine (art. 73) non comprovano automaticamente l'associazione, ma costituiscono elementi sintomatici che, uniti ad altri elementi, possono supportare la gravità indiziaria per il reato associativo
Codice penale, art. 110
concorso di persone nel reato
Richiamato come parte della contestazione per i profili di concorso nei delitti connessi
Codice di procedura penale, art. 273
gravi indizi di colpevolezza
Definisce la nozione di gravi indizi; la Corte ha ricordato che per l'adozione di misure cautelari è sufficiente una valutazione prognostica e non la prova oltre ogni ragionevole dubbio
Codice di procedura penale, art. 275, comma 3
presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari per taluni reati
La Corte ha ribadito che per i reati indicati in questo comma sussiste una presunzione relativa circa l'esistenza delle esigenze cautelari e l'adeguatezza della custodia in carcere; l'onere di motivare in modo più stringente ricade sul giudice soltanto se la difesa prospetta elementi idonei a confutare tale presunzione
Codice di procedura penale, art. 274
norma generale sulle esigenze cautelari
Richiamata per contrapporla alla disciplina speciale dell'art. 275; la presunzione speciale prevale sulla norma generale
Codice di procedura penale, art. 127
obbligo di motivazione degli atti
Citada in relazione al vizio di motivazione, la Corte ha ritenuto l'atto del Tribunale sufficientemente motivato secondo i canoni richiesti
Codice di procedura penale, art. 125
principi sull'applicazione delle misure
Richiamato nel contesto delle censure sul pericolo di recidiva e sulla scelta della misura, integrando il quadro normativo sulla prognosi di pericolosità
Codice di procedura penale, art. 616
conseguenze per ricorso inammissibile
Stabilisce la condanna alle spese e la possibile sanzione pecuniaria quando il ricorso è dichiarato inammissibile, come applicato nel caso di specie
Massime di principio
- In materia di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti (art. 74 d.P.R. 309/1990) la partecipazione può essere desunta anche da un unico episodio se la condotta evidenzia l'uso consapevole dell'organizzazione e un ruolo operativo stabile; non è necessario che il soggetto abbia commesso più episodi per configurare l'elemento oggettivo della partecipazione
- Per i reati elencati nell'art. 275, comma 3, c.p.p. opera una presunzione relativa di sussistenza delle esigenze cautelari e dell'adeguatezza della custodia in carcere: la difesa deve proporre elementi specifici e concreti per superare tale presunzione; in assenza di tali elementi il giudice è tenuto solo ad attestare la loro mancanza
- In Cassazione le doglianze che si limitano a criticare la valutazione probatoria compiuta dal giudice di merito o a proporre una diversa ricostruzione dei fatti sono generalmente inammissibili, salvo denuncia di violazione di norme di diritto o manifesta illogicità della motivazione
- L'onere motivazionale del giudice varia: è più stringente solo quando la difesa allega elementi idonei a dimostrare l'assenza delle esigenze cautelari; altrimenti è sufficiente un'adeguata indicazione dell'assenza di elementi idonei a vincere la presunzione
- Presentare un ricorso per cassazione infondato o inammissibile può comportare condanna alle spese e sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; quindi la difesa deve valutare attentamente la fondatezza e l'ammissibilità delle censure prima di proporre il ricorso
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