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Sentenza

Sentenza del 24/06/2016 n. 13145 - Corte di Cassazione

ESENZIONI ED AGEVOLAZIONI (BENEFICI): IN GENERE - Benefici prima casa - Abitazioni di lusso - Revoca a seguito di accesso presso abitazione civile - Legittimità - Fondamento.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Entrate aveva revocato i benefici fiscali prima casa previsti dall'art. 1, Parte I, Nota II-bis, della Tariffa allegata al d.P.R. n. 131/1986, ritenendo l'abitazione di lusso ai sensi dell'art. 6 del d.m. 2 agosto 1969, poiché la superficie utile complessiva superava i 240 metri quadrati. Per verificare la reale destinazione di alcuni locali indicati dai contribuenti come cantine, soffitte o spazi accessori, l'Ufficio aveva effettuato un accesso presso l'abitazione, previamente autorizzato dalla Procura della Repubblica. I contribuenti contestavano sia la legittimità dell'accesso in una privata abitazione, sostenendo che i poteri previsti dall'art. 52 del d.P.R. n. 633/1972 riguardassero soltanto imprese, professionisti o soggetti IVA, sia l'inclusione nella superficie utile di locali asseritamente non abitabili.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso. Ha ritenuto legittimo l'accesso presso l'abitazione privata, interpretando l'art. 53-bis del d.P.R. n. 131/1986 come norma volta a estendere i poteri di accesso anche ai soggetti non imprenditori o professionisti. Per l'accesso in abitazione civile è sufficiente l'autorizzazione del Procuratore della Repubblica fondata su gravi indizi di violazioni fiscali, secondo l'art. 52, comma 2, del d.P.R. n. 633/1972. La Corte ha inoltre confermato che, ai fini della qualificazione dell'immobile come abitazione di lusso, rileva la superficie dei locali concretamente utilizzabili, anche se formalmente indicati come cantine, soffitte o altri accessori, mentre non è decisiva la loro formale abitabilità secondo la disciplina edilizia. Il ricorso è stato quindi definitivamente rigettato; le spese di tutti i gradi sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • Art. 1, Parte I, Nota II-bis, Tariffa allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131

    Disciplina le agevolazioni fiscali per l'acquisto della prima casa, che possono essere revocate quando l'immobile non possiede i requisiti previsti.

  • Art. 53-bis del d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131

    Estende, per l'accertamento dell'imposta di registro, i poteri di accesso, ispezione e verifica previsti dalla disciplina IVA, rendendoli utilizzabili anche nei confronti di soggetti che non sono imprenditori o professionisti.

  • Art. 52, comma 2, del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633

    accessi anche in private abitazioni "previa autorizzazione del procuratore della Repubblica, soltanto in caso di gravi indizi di violazioni" fiscali

    L'accesso in una privata abitazione è legittimo quando è previamente autorizzato dal Procuratore della Repubblica e l'autorizzazione è sorretta da gravi indizi di violazioni fiscali.

  • Art. 6 del d.m. 2 agosto 1969

    Considera di lusso l'abitazione la cui superficie utile complessiva supera i 240 metri quadrati. Nel calcolo possono rilevare anche locali formalmente qualificati come accessori, se concretamente utilizzabili e assimilabili agli ambienti principali.

  • Art. 51, comma 4, del d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131

    La previsione di accessi in azienda, già esistente nella disciplina dell'imposta di registro, rafforza la lettura secondo cui l'art. 53-bis mira a generalizzare i poteri di accesso anche oltre l'ambito dei soggetti IVA.

  • Art. 384, comma 4, del codice di procedura civile

    Consente alla Corte di cassazione di correggere o integrare la motivazione giuridica della sentenza impugnata quando il dispositivo è conforme al diritto.

  • Art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, del codice di procedura civile

    Individua, rispettivamente, i vizi di violazione o falsa applicazione di legge e di omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione deducibili con ricorso per cassazione.

Massime di principio

  • In materia di agevolazione prima casa, l'Amministrazione finanziaria può verificare direttamente le caratteristiche effettive dell'immobile anche mediante accesso presso una privata abitazione, purché l'accesso sia autorizzato dal Procuratore della Repubblica e motivato da gravi indizi di violazioni fiscali.
  • Per stabilire se un'abitazione è di lusso non conta soltanto la classificazione catastale o formale dei locali, né la loro astratta abitabilità secondo la normativa edilizia: rileva soprattutto la superficie concretamente utilizzabile.
  • Cantine, soffitte, mansarde, lavanderie o altri locali accessori possono essere inclusi nella superficie utile quando, in concreto, siano stati trasformati o utilizzati come ambienti abitativi o assimilabili ai vani principali.
  • Chi contesta in cassazione l'utilizzabilità di documenti o prove deve riportarne il contenuto essenziale nel ricorso, altrimenti la censura può essere dichiarata inammissibile per difetto di autosufficienza.
  • La revoca dell'agevolazione prima casa può comportare il recupero della maggiore imposta di registro, oltre agli eventuali accessori previsti dalla legge, quando l'immobile risulta privo dei requisiti richiesti.

Testo integrale

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