Ordinanza n. 583/2026 - Lecce, Sezione 2
per l’annullamento - dell’ordinanza dirigenziale n. -OMISSIS-, notificata in data 26 novembre 2025, con la quale si ordina all’odierna ricorrente di lasciare libero e vuoto da persone e cose, entro 15 (quindici) giorni dalla data della notifica del medesimo provvedimento l’immobile di proprietà comunale, come indentificato al catasto, sito in -OMISSIS- n. 15 in Castellaneta (TA) e la si avverte che decorso il termine intimato si procederà in via amministrativa e senza ulteriore comunicazione allo sgombero coatto del locale in questione ed alla segnalazione dei medesimi fatti all’Autorità giurisdizionale; - nei limiti dell’interesse, del verbale di sopralluogo della Polizia locale del Comune di Castellaneta prot. n. -OMISSIS- del 2 ottobre 2025, richiesto con istanza di accesso agli atti del 18 dicembre 2025 ed allo stato non conosciuto; - ove occorrer possa, della nota prot. -OMISSIS-del 29 settembre 2025 a firma del Responsabile dell’Area IV richiesto con istanza di accesso agli atti del 18 dicembre 2025, allo stato non conosciuta; - ove occorrer possa e nei limiti dell’interesse, della delibera di Giunta comunale del Comune di Castellaneta, n.-OMISSIS-; - di ogni atto e/o parere e/o relazione dell’Ufficio Servizi Sociali in merito alla gestione della posizione della Sig.ra -OMISSIS- e della sua condizione disagio sociale ed abitativo, allo stato non conosciuti; - di tutti gli altri atti presupposti e connessi, anche se non conosciuti, direttamente collegati e/o conseguenti ai provvedimenti impugnati.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza dirigenziale di sgombero di un immobile di proprietà comunale, con previsione di sgombero coatto in caso di mancato rilascio
Esito
La controversia
La ricorrente ha impugnato l’ordinanza dirigenziale notificata il 26 novembre 2025, con cui le era stato ordinato di lasciare libero e vuoto da persone e cose, entro quindici giorni, un immobile di proprietà comunale sito in Castellaneta, con avvertimento dello sgombero coatto e della segnalazione all’Autorità giudiziaria. Sono stati inoltre impugnati, nei limiti dell’interesse e anche ove occorresse, il verbale di sopralluogo della Polizia locale, una nota del Responsabile dell’Area IV, una delibera della Giunta comunale, gli atti e le relazioni dei Servizi sociali relativi alla condizione di disagio sociale e abitativo della ricorrente e gli ulteriori atti presupposti e connessi. Il testo dell’ordinanza non espone specifici motivi di illegittimità dedotti nel ricorso, ma evidenzia una questione preliminare relativa alla natura del bene comunale e al possibile difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, da verificare alla luce della destinazione dell’immobile a pubblico servizio.
La decisione
Il TAR ha disposto un incombente istruttorio a carico del Comune, ordinando l’acquisizione, entro trenta giorni dalla pubblicazione dell’ordinanza, di eventuali atti amministrativi dai quali emerga la specifica volontà dell’amministrazione di destinare l’immobile oggetto di sgombero a pubblico servizio. Tale acquisizione è ritenuta necessaria per verificare l’effettiva natura indisponibile del bene, profilo potenzialmente incidente sulla giurisdizione del giudice adito. Nelle more dell’adempimento istruttorio, il Collegio ha confermato la sospensione degli effetti dell’ordinanza dirigenziale impugnata. È stata fissata per il prosieguo del giudizio l’udienza camerale del 25 maggio 2026. Non è stata ancora definita la domanda di annullamento né è stata definitivamente risolta la questione di giurisdizione.
Norme richiamate
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base per disporre l’oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei diritti o della dignità.
artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a sostegno dell’oscuramento delle generalità.
Massime di principio
- Quando la natura indisponibile di un bene comunale può incidere sulla giurisdizione del giudice amministrativo, il giudice può ordinare all’amministrazione di produrre gli atti dai quali risulti la specifica destinazione del bene a un pubblico servizio.
- In presenza di un accertamento istruttorio ancora necessario su un profilo potenzialmente decisivo, il giudice può mantenere sospesi gli effetti del provvedimento impugnato fino all’acquisizione e alla valutazione della documentazione amministrativa rilevante.
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