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Sentenza

Sentenza del 28/10/2020 n. 23682 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

i due ricorsi sono riuniti; il ricorso principale (n. 3577/17) e' rigettato e il ricorso connesso (n. 3578/17) e' dichiarato inammissibile per difetto di interesse, con conferma della legittimita' degli avvisi di accertamento catastale che hanno attribuito la classificazione A/8 e condanna della ricorrente al pagamento delle spese di giudizio (liquidate in Euro 5.000,00 oltre oneri)

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

impugnazione della riassegnazione catastale e attribuzione di rendita dell'unita' immobiliare (passaggio da cat. A/7 ad A/8) con contestazione della legittimita' dell'avviso di accertamento catastale; dedotte anche nullita' per mancato esame della cessazione della materia del contendere per una successiva Docfa e dedotte violazioni procedurali e di valutazione probatoria circa la comparabilita' con altre villette e le caratteristiche dell'immobile

Norme richiamate

  • Decreto Ministeriale 19 aprile 1994 n. 701

    Tale rendita rimane negli atti catastali come "rendita proposta" fino a quando l'ufficio non provvede con mezzi di accertamento informatici o tradizionali, anche a campione, e comunque entro dodici mesi dalla data di presentazione delle dichiarazioni di cui al comma 1, alla determinazione della rendita catastale definitiva

    la rendita risultante da Docfa e' una 'rendita proposta' e non opera automaticamente come rendita definitiva; il termine di 12 mesi e' meramente ordinatorio e non comporta decadenza dell'amministrazione dal potere di rettifica

  • articolo 360 c.p.c., comma 1 (motivi di cassazione)

    regime delle fattispecie di nullita', omessa motivazione o violazione di norme processuali azionate in ricorso per cassazione; usato per qualificare le censure mosse dalla ricorrente

  • articolo 100 c.p.c.

    citato nella censura relativa all'ammissibilita' dell'appello dell'ente; il Collegio ha ritenuto infondata la doglianza sull'inammissibilita' dell'appello dell'amministrazione

  • articoli 112, 115 e 116 c.p.c.

    principi sulla correlazione tra chiesto e pronunciato (art.112) e sulle regole di formazione della prova e sull'attivita' istruttoria (artt.115-116); la Corte ha ritenuto che il giudice di merito abbia adeguatamente esposto gli elementi fattuali e giuridici a fondamento della decisione

  • articolo 2697 c.c.

    distribuzione dell'onere della prova; il giudice di merito ha ritenuto che la parte abbia assolto o meno i suoi oneri probatori secondo quanto previsto

  • Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, art.13, comma 1-quater

    normativa sul contributo unificato, richiamata per disporre l'ulteriore versamento a carico della parte ricorrente se dovuto; modifiche operate dalla L. n. 228/2012 sono richiamate

  • D.P.C.M. 8 marzo 2020, art.1, comma 1, lettera a)

    consente la sottoscrizione del provvedimento da parte del solo presidente in caso di impedimento dell'estensore, situazione amministrativa richiamata nella formalita' del provvedimento

Massime di principio

  • La presentazione di una Docfa che propone una nuova rendita crea solo una 'rendita proposta' e non estingue automaticamente la controversia: l'amministrazione puo' comunque non recepirla e proseguire nell'impugnazione
  • Il termine di 12 mesi per la determinazione della rendita catastale e' meramente ordinatorio; non determina la decadenza dell'ufficio dal potere di rettifica e non impedisce successivi accertamenti
  • In sede di legittimita' la Corte di Cassazione non rivaluta i fatti e le prove se non per vizi di diritto: occorre censurare specifici errori di diritto o omessi esami logistico-giuridici, non il semplice dissenso sulla valutazione delle prove
  • Per far accogliere una censura relativa a omessa o insufficiente motivazione e' necessario dimostrare che il giudice di merito non abbia esposto gli elementi decisivi; la mera reiterazione di deduzioni gia' svolte non e' sufficiente
  • Se una pronuncia sullo stesso bene diventa definitiva (passa in giudicato), procedimenti successivi che mirino a contestare classamenti ormai consolidati possono risultare inammissibili per difetto di interesse
  • Chi contesta una riclassificazione catastale deve fornire prove concrete e comparazioni omogenee che dimostrino la non rispondenza dell'immobile al classamento attribuito; la comparazione con immobili meno rifiniti o con caratteristiche diverse non costituisce argomento di peso se non adeguatamente dimostrata

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