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Sentenza

Sentenza n. 1414/2026 - Palermo, Sezione 4

per l'annullamento A) Per quanto riguarda il ricorso introduttivo: - del verbale numero 1 del giorno 06.03.2024; - del verbale numero 2 del giorno 08.03.2024; - del verbale di valutazione dei titoli del giorno 05.03.2024; - del verbale del giorno 01.03.2024; - della determinazione dirigenziale numero 574 del 12.03.2024. B) Per quanto riguarda i motivi aggiunti presentati il 19 gennaio 2025: - del verbale del giorno 11.10.2024; - della determinazione dirigenziale numero 2138 del 23.10.2024, nonché ogni altro atto presupposto e conseguenziale.

Giustizia amministrativa202400802

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: atti e graduatoria definitiva di una procedura di progressione verticale per sei posti di istruttore amministrativo contabile, nonché gli atti successivi impugnati con motivi aggiunti

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato gli atti della procedura selettiva per titoli ed esami finalizzata alla progressione verticale del personale comunale nell’area degli istruttori, contestando essenzialmente l’erronea valutazione, da parte della commissione, dei mesi di servizio prestati e del punteggio relativo alle mansioni svolte nel profilo inferiore. Nella graduatoria definitiva approvata con determinazione dirigenziale n. 574 del 12 marzo 2024, la ricorrente si era collocata al quattordicesimo posto, a fronte di sei posti disponibili. Con motivi aggiunti ha impugnato ulteriori atti successivamente conosciuti, tra cui il verbale dell’11 ottobre 2024 e la determinazione dirigenziale n. 2138 del 23 ottobre 2024. Il Comune ha eccepito l’improcedibilità o la cessazione della materia del contendere, deducendo che la ricorrente aveva successivamente ottenuto il medesimo bene della vita mediante un’altra procedura di progressione verticale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso, comprensivo dei motivi aggiunti, improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse processuale. È stato accertato, sulla base della documentazione prodotta dal Comune, che la ricorrente aveva ottenuto l’inquadramento nell’area degli istruttori e l’immissione in servizio attraverso un’altra procedura, conclusa con la determinazione dirigenziale n. 783 del 29 aprile 2025. Tale sopravvenienza ha eliminato l’utilità concreta di una pronuncia sugli atti della precedente procedura selettiva, facendo venir meno la ragione del contendere. Il giudice ha inoltre rilevato che la ricorrente non aveva replicato all’eccezione dell’amministrazione, circostanza ritenuta implicitamente adesiva. Le spese di lite sono state compensate in ragione della definizione in rito.

Massime di principio

  • Il ricorso di annullamento diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse quando, nel corso del giudizio, il ricorrente ottiene aliunde il medesimo bene della vita perseguito con l’impugnazione, sicché una pronuncia sull’atto contestato non potrebbe più procurargli un’utilità concreta e attuale.
  • La sopravvenuta soddisfazione dell’interesse sostanziale dedotto in giudizio mediante una procedura amministrativa diversa elimina la ragione concreta del contendere e impedisce lo scrutinio nel merito degli atti impugnati.
  • La mancata contestazione, da parte del ricorrente, dell’eccezione di improcedibilità fondata su documentati fatti sopravvenuti può essere valutata dal giudice come adesione implicita all’eccezione stessa.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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