Sentenza n. 619/2026 - Milano, Sezione 2
per l’ottemperanza - della sentenza n. 1270/2024, emessa dal Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, in data 26 marzo 2024.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva imposto l'erogazione della Carta docente per gli anni scolastici 2019/2020-2022/2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza della sentenza n. 1270/2024 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, passata in giudicato e notificata al Ministero. La sentenza aveva condannato l'Amministrazione a mettere a disposizione della docente la Carta elettronica del docente, per € 500,00 per ciascuno degli anni scolastici 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023, per complessivi € 2.000,00. Nonostante la notificazione del titolo e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione nei confronti delle pubbliche amministrazioni, il Ministero non aveva provveduto all'integrale esecuzione. La ricorrente ha quindi domandato l'adozione delle misure necessarie all'esecuzione e, in caso di ulteriore inerzia, la nomina di un commissario ad acta.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che la sentenza del Tribunale di Milano era passata in giudicato ai sensi dell'art. 324 c.p.c., come attestato dalla cancelleria, ed era stata notificata all'Amministrazione in copia conforme. Alla data del ricorso risultava inoltre decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. In assenza di prova dell'integrale adempimento, il Ministero è stato obbligato a erogare entro 60 giorni dalla notificazione della sentenza € 500,00 per ciascuno degli anni scolastici indicati, per complessivi € 2.000,00. Il TAR ha nominato fin d'ora quale commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, da attivarsi su istanza della creditrice in caso di persistente inottemperanza; il commissario dovrà operare nei successivi 120 giorni, senza compenso aggiuntivo. Il Ministero è stato altresì condannato alle spese di giudizio, quantificate in € 1.000,00 oltre oneri e spese generali, alla rifusione del contributo unificato e al pagamento diretto ai difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 324 c.p.c.
La sentenza del Tribunale di Milano è stata ritenuta passata in giudicato sulla base dell'attestazione della cancelleria.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
Il termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo presso la sede dell'amministrazione deve essere rispettato prima di procedere all'esecuzione giudiziale nei confronti della pubblica amministrazione.
art. 474 c.p.c.
Ai fini dell'esecuzione, il titolo esecutivo è costituito dalla sentenza munita di attestazione di conformità.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
Costituisce la base normativa del diritto alla Carta elettronica del docente, riconosciuto dal titolo giudiziale posto in esecuzione.
Massime di principio
- L'azione di ottemperanza è accoglibile quando il titolo giudiziale da eseguire è passato in giudicato, è stato notificato all'amministrazione in copia conforme e, nei confronti della pubblica amministrazione, è decorso il termine dilatorio previsto dalla legge per l'esecuzione giudiziale.
- In sede di ottemperanza, l'amministrazione ha l'onere di dimostrare l'integrale esecuzione del titolo giudiziale; in mancanza di tale prova, il giudice può impartire direttamente l'ordine di adempiere entro un termine determinato.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, subordinandone l'intervento alla presentazione di un'istanza del creditore dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione.
- Quando le funzioni commissariali rientrano nei compiti istituzionali del dipendente pubblico designato, l'incarico può essere svolto senza riconoscimento di un compenso aggiuntivo.
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