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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 44863/2022 del 25/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La Corte d'Appello di Campobasso, con sentenza del 14/02/2022, aveva riformato la condanna di primo grado (Tribunale di Campobasso, 05/03/2021) e aveva ammesso la costituzione di parte civile di POTITO Gennaro ma aveva assolto gli imputati per non aver commesso il fatto. Il Procuratore Generale ha impugnato per Cassazione denunciando violazione di legge e vizio di motivazione, in particolare per l'assenza della cosiddetta "motivazione rafforzata" richiesta quando l'appello assolve pur confermando il medesimo compendio probatorio e per contraddittorietà nella valutazione delle prove (attribuzione apodittica di effetto liberatorio all'intervento del fratello della POTITO senza adeguata confutazione delle risultanze del primo grado).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando che la Corte d'Appello non ha fornito una motivazione puntuale e rafforzata utile a giustificare la difforme conclusione assolutoria rispetto al Tribunale. La sentenza impugnata è stata annullata e rinviata per nuovo giudizio alla Corte d'Appello di Salerno; la Corte di merito dovrà, se del caso, provvedere anche alla liquidazione delle spese sostenute nel presente grado dalla parte civile.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 152 del 2006, art. 256, commi 1 e 2

    non presente nel testo integrale della sentenza fornita

    Norma penale ambientale contestata: il fatto riguarda l'abbandono/gestione illecita di rifiuti; la decisione di merito impugnata verteva sulla responsabilità degli imputati ai sensi di tale disposizione

  • Sezioni Unite, Sez. U, n. 14800 del 21/12/2017 (Troise)

    citata nella motivazione della sentenza di cassazione

    Principio secondo cui il giudice d'appello che assolve in riforma non è obbligato a rinnovare l'istruttoria ma deve fornire una motivazione puntuale e adeguata che giustifichi la difforme conclusione, anche riassumendo la prova dichiarativa decisiva

  • Sez. 4, n. 24439 del 16/06/2021 (Frigerio)

    citata nella motivazione della sentenza di cassazione

    Conferma del principio della necessità di una motivazione rafforzata in caso di assoluzione in appello rispetto a una condanna in primo grado sulla stessa base probatoria

  • Sez. 4, n. 2474 del 15/10/2021 (Masturzo)

    citata nella motivazione della sentenza di cassazione

    Ulteriore riaffermazione dell'obbligo di strutturare in maniera rafforzata la motivazione dell'appello quando si addiviene a conclusioni difformi rispetto al primo grado

Massime di principio

  • Quando la Corte d'appello riforma in senso assolutorio una condanna di primo grado basandosi sullo stesso compendio probatorio non è obbligata a riesaminare i testimoni, ma è tenuta a fornire una motivazione "rafforzata", ossia un'esposizione puntuale e adeguata delle ragioni della diversa valutazione probatoria
  • Motivazioni brevi o apodittiche, che non affrontano e confutano le specifiche risultanze documentali e dichiarative valorizzate dal giudice di primo grado, sono vulnerabili a cassazione per vizio di motivazione
  • L'ammissione di una parte civile deve essere coerente con le conclusioni di fatto; contraddizioni tra ammissione della parte civile e assoluzione senza rigorosa motivazione possono essere censurate
  • In reati ambientali, l'assenza di autorizzazioni allo smaltimento e l'assenza di prova dell'integrale riutilizzo o del mancato pregiudizio ambientale sono elementi che rendono difficile l'esonero di responsabilità e richiedono specifica valutazione motivata
  • In casi di decisioni contraddittorie o carenti nella motivazione il rimedio ordinario è l'annullamento con rinvio per nuovo giudizio, affinché il giudice chiamato a riesaminare sviluppi un percorso argomentativo completo e coerente

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