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Legge

L.R. Sicilia 23/2008

Disposizioni per favorire lo sviluppo del settore industriale in Sicilia in attuazione del programma operativo Fondo europeo di sviluppo regionale (P.O. FESR 2007/2013)

Normativa regionaleL.R. Sicilia 23/2008Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce in Sicilia vari regimi di aiuto per investimenti industriali, nuova imprenditoria, energia, ICT, ricerca e contratti di programma, finanziati soprattutto sul P.O. FESR 2007-2013 e fondi regionali/statali. Molte misure sono limitate al periodo 2007-2013 o prorogate fino al 31 dicembre 2013; alcune prevedono tetti di spesa complessivi e criteri attuativi demandati a decreti assessoriali.

Aiuti e agevolazioni per sviluppo industriale, innovazione ed energia in Sicilia 2007-2013

Aiuti regionali per lo sviluppo industriale in Sicilia

La legge disciplina una pluralità di interventi agevolativi a favore delle imprese operanti in Sicilia, con particolare riferimento al settore industriale, ai servizi connessi, alla ricerca, all’innovazione, all’energia e alle tecnologie dell’informazione. Gli interventi sono principalmente collegati alla programmazione del P.O. FESR 2007-2013 e operano nel solo territorio regionale.

Aiuti agli investimenti

L’Assessorato regionale dell’industria è autorizzato ad attivare, mediante bandi, un regime di aiuti agli investimenti di qualità destinato a piccole e medie imprese dei settori industriale e dei servizi. Il regime riguarda programmi e tipologie di investimento coerenti con il regolamento CE n. 800/2008 e, in alternativa, con gli orientamenti comunitari sugli aiuti a finalità regionale 2007-2013. Le agevolazioni sono riservate a imprese con caratteristiche positive di solidità finanziaria e affidabilità economica e non possono superare i massimali previsti per la Regione siciliana dalla Carta italiana degli aiuti a finalità regionale 2007-2013.

Promozione della nuova imprenditoria e dell’imprenditoria giovanile e femminile

È previsto un regime di aiuti per iniziative di investimento proposte da PMI di nuova costituzione o a prevalente partecipazione giovanile o femminile. Anche in questo caso gli interventi sono attivabili tramite bandi e devono rispettare gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato a finalità regionale e i limiti della disciplina europea applicabile. È inoltre possibile prevedere, per le piccole imprese di nuova costituzione ammesse alle agevolazioni, contributi sui costi sostenuti nei primi cinque anni dalla costituzione, nei limiti della disciplina sugli aiuti de minimis o delle regole del regolamento CE n. 800/2008.

Interventi nel settore dell’energia

La legge autorizza aiuti per favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili, lo sviluppo di filiere tecnologiche energetiche, agroenergetiche e dei biocarburanti, il miglioramento dell’efficienza energetica e la riduzione delle emissioni climalteranti, nonché gli investimenti in tecnologie di prevenzione dell’inquinamento e in sistemi di gestione ambientale. I benefici sono rivolti a PMI, singole o associate, e devono rispettare la disciplina comunitaria sugli aiuti a finalità regionale o quella specifica per la tutela ambientale.

Tecnologie dell’informazione e della comunicazione

Sono previsti regimi di aiuto, in regime de minimis, per la diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle PMI siciliane. Gli interventi riguardano l’e-commerce, l’uso delle ICT nei processi produttivi manifatturieri e la nascita di nuove PMI di servizi legate a tali tecnologie.

Ricerca, sviluppo e innovazione

L’Assessorato può concedere aiuti per progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione, coerenti con la strategia regionale per l’innovazione. Sono previsti anche contributi per la valorizzazione del capitale umano della Regione tramite convenzioni con università per dottorati e master, e con associazioni e fondazioni per studi e ricerche. È inoltre istituita la “Borsa dell’industria, del riciclo e del riutilizzo”, da definire con decreto assessoriale entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge.

Contratti di programma regionali per lo sviluppo delle attività industriali

Gli aiuti possono essere concessi anche tramite contratti di programma regionali per grandi investimenti industriali a contenuto innovativo, inclusi quelli relativi a energie rinnovabili, ricerca, trasferimento tecnologico e sviluppo sperimentale. I progetti devono rispettare soglie minime di spesa e requisiti di sostenibilità tecnica, economica e finanziaria già in fase di domanda.

Finanziamenti delle commesse e consolidamento delle passività

Il termine di applicazione per un intervento sui finanziamenti delle commesse è prorogato fino al 31 dicembre 2013, limitatamente alla specifica misura richiamata dalla legge. Sono inoltre previsti contributi in conto interessi per il consolidamento di passività a breve termine delle PMI industriali esistenti al 30 giugno 2008, con durata massima del finanziamento di sei anni e con quota minima di mezzi propri del 10%.

Prestiti partecipativi

La legge riforma la disciplina dei prestiti partecipativi a favore delle PMI, consentendo la costituzione di un fondo di private equity orientato al profitto per sostenere programmi di sviluppo aziendale. I prestiti hanno durata compresa tra quattro e otto anni, con eventuale preammortamento fino a un anno.

Controlli, compensi e copertura finanziaria

Sono disciplinati i compensi per i soggetti incaricati dei controlli sui programmi finanziati, inclusi i dipendenti regionali, con oneri a carico del bilancio regionale secondo le stime indicate. La copertura degli interventi grava principalmente sul P.O. FESR 2007-2013, sul fondo a gestione separata regionale e, in alcuni casi, sul Fondo aree sottoutilizzate.

Limiti finanziari e quota per le zone agricole svantaggiate

Per il periodo 2007-2013 la legge fissa tetti complessivi di risorse per alcune misure: 300 milioni per gli aiuti agli investimenti, 200 milioni per la nuova imprenditoria, 400 milioni per il settore energia e 600 milioni per ricerca, sviluppo e innovazione. Inoltre, il 20% delle risorse previste è destinato a progetti di investimento di imprese ubicate in zone agricole svantaggiate.

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