Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38664/2025 del 28/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza del 26/03/2025 che aveva respinto la sua istanza di riconoscimento della continuazione tra fatti di reato oggetto di distinte decisioni irrevocabili. La Corte d'Appello aveva escluso la continuazione ritenendo determinante l'ampio arco temporale delle condotte (2014-2021). Il ricorrente ha denunciato erronea applicazione di legge e vizio di motivazione, evidenziando che in sede di cognizione (sentenza del 22/11/2023) era già stato riconosciuto il vincolo della continuazione per episodi verificatisi tra il 2014 e il 2021, per cui non era logico escludere il beneficio per l'episodio del 2020.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha rilevato che il giudice dell'esecuzione non ha tenuto conto del riconoscimento in sede di cognizione del vincolo di continuazione tra più episodi analoghi e che tale travisamento ha influito sulla decisione. La Corte ha affermato che il giudice dell'esecuzione non può prescindere dal riconoscimento operato dal giudice della cognizione, potendo escluderlo solo previo accertamento di circostanze specifiche e significative che giustifichino la non riconducibilità degli ulteriori fatti al medesimo disegno criminoso. Ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello di Roma per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 671 cod. proc. pen.

    L'art. 671 c.p.p. disciplina le richieste in sede di esecuzione relative a fatti non compresi nella decisione esecutiva; la Corte sottolinea che il giudice dell'esecuzione deve valutare tali richieste alla luce delle determinazioni già operate in sede di cognizione e non può ignorare il riconoscimento della continuazione senza specifiche e significative ragioni.

  • Sez. 1, n. 11240 del 06/12/2000 (Bersani)

    Giurisprudenza di riferimento che afferma il principio per cui il giudice dell'esecuzione non può prescindere dal riconoscimento della continuazione operato dal giudice della cognizione, salvo attestazione di circostanze che escludano la riconducibilità degli altri fatti al medesimo disegno criminoso.

  • Sez. 1, n. 37041 del 26/06/2019 (Palumbo)

    Conferma dell'orientamento giurisprudenziale costante: il giudice dell'esecuzione deve motivare specificamente la non riconducibilità degli ulteriori fatti alla continuazione già riconosciuta in sede di cognizione.

Massime di principio

  • Il giudice dell'esecuzione è vincolato alle valutazioni sul vincolo della continuazione già compiute dal giudice della cognizione e non può escluderle sulla base di considerazioni generiche (es. solo un lungo arco temporale).
  • Un ampio intervallo temporale tra condotte, di per sé, non basta a escludere la continuazione se in sede di cognizione è stato riconosciuto un medesimo disegno criminoso.
  • Per discostarsi dal riconoscimento di continuazione operato in cognizione è necessario che il giudice dell'esecuzione indichi circostanze specifiche e significative che giustifichino la non riconducibilità degli ulteriori fatti al disegno criminoso già accertato.
  • Se il giudice dell'esecuzione travisa i fatti o omette di considerare il precedente accertamento in cognizione, la decisione è annullabile e il giudice dovrà procedere a nuovo esame.
  • Nelle istanze ex art. 671 c.p.p. è fondamentale confrontare i contenuti probatori e motivazionali della sentenza di cognizione: il richiedente può fondare la domanda sul riconoscimento già espresso e l'esecutore deve argomentare la diversa valutazione con riferimenti fattuali concreti.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.