Cassazione Penale, Sentenza n. 36188/2023 del 30/08/2023
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente era stata condannata per il reato previsto dall'art. 137, comma 1, d.lgs. 152/2006 (e art. 113 c.p. come riportato nel dispositivo) per avere, quale legale rappresentante della residenza psichiatrica I.C.O. Salus s.r.l., in cooperazione colposa con il direttore operativo, effettuato lo scarico di acque reflue "industriali" nella rete pubblica fognaria senza la prescritta autorizzazione. Nel ricorso per cassazione la difesa ha dedotto: (1) violazione di legge perché i reflui della struttura erano da qualificare come acque reflue domestiche (essendo costituite prevalentemente da metabolismo umano, con attività di cucina e mensa esternalizzate) e non come industriali, alla luce dell'art. 74, comma 1, lett. g) e h) d.lgs. 152/2006 e della novella d.lgs. 4/2008 che privilegia il criterio della provenienza; (2) vizio di motivazione per mancata e insufficiente valutazione delle risultanze della consulenza tecnica prodotta dalla difesa e per carenza di spiegazioni circa la riconducibilità delle acque a reflui industriali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto che il reato contestato (fatto commesso il 13/11/2017) si era estinto per prescrizione il 25/02/2023, in base agli artt. 157, 160 e 161 cod. pen. e al calcolo del termine massimo prescrizionale (7 anni e 6 mesi) tenendo conto del periodo di sospensione. Ha inoltre rilevato che il secondo motivo di ricorso (vizio di motivazione / qualificazione dei reflui) non risultava manifestamente infondato: la sentenza impugnata non aveva adeguatamente spiegato perché i reflui della struttura dovessero essere considerati industriali né aveva risposto alla prova difensiva che indicava un mutamento dell'attività e l'esternalizzazione dei servizi. Considerata la validità del rapporto di impugnazione e l'assenza di ragioni per applicare il secondo comma dell'art. 129 c.p.p., la Corte ha dichiarato estinto il reato per prescrizione e ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata.
Norme richiamate
d.lgs. 152/2006
Norma sanzionatoria che punisce lo scarico di acque reflue industriali senza la prescritta autorizzazione. Nel caso si contestava l'applicazione di tale norma alla condotta della legale rappresentante della struttura.
d.lgs. 152/2006 (definizioni)
art. 74, comma 1, lett. g) e h)
Fornisce la distinzione tra acque reflue domestiche (lett. g) e acque reflue industriali (lett. h). La giurisprudenza e la sentenza richiamano il criterio della provenienza dalle attività produttive (non solo le caratteristiche chimico-fisiche) per qualificare i reflui come industriali.
d.lgs. 4/2008 (modifica del d.lgs. 152/2006)
novella relativa al criterio di provenienza delle acque
Ha introdotto/rafforzato il criterio in base al quale la qualificazione dei reflui come industriali si valuta sulla provenienza (attività da cui derivano) e non esclusivamente sulle caratteristiche qualitative.
codice penale
Norme relative alla prescrizione del reato: il calcolo dei termini e gli effetti della sospensione del corso della prescrizione, che nel caso hanno portato all'estinzione del reato il 25/02/2023.
codice di procedura penale
Disciplina la dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione in cassazione. La Corte ha applicato il comma 1 (annullamento senza rinvio per estinzione del reato) non avendo riscontrato le condizioni per mantenere il processo sul merito.
codice di procedura penale
Prevede che la Corte possa dichiarare la prescrizione anche d'ufficio solo se il ricorso è idoneo a instaurare un valido rapporto di impugnazione (cioè non inammissibile). La Corte ha richiamato tale principio per accertare la legittimità dell'azione di cassazione.
codice di procedura penale
Norma processuale citata in relazione alla memoria del Pubblico Ministero; non è centrale ai profili di merito, ma riguarda il deposito di memorie nel procedimento.
D.L. n.137/2020 conv. L. n.176/2020
Norma richiamata per la richiesta difensiva di trattazione orale del ricorso; attiene a disposizioni procedurali introdotte/convertite relative al processo penale.
Massime di principio
- Per qualificare i reflui come "industriali" occorre considerare la provenienza dagli specifici cicli produttivi: strutture che svolgono solo funzioni abitative o assistenziali e che hanno servizi come cucina/mensa esternalizzati tendono a generare reflui domestici.
- La novella del 2008 al d.lgs. 152/2006 privilegia il criterio della provenienza dell'acqua (attività da cui deriva) rispetto alla sola valutazione qualitativa; pertanto la qualificazione deve essere fondata su elementi probatori riguardanti le attività effettivamente svolte.
- La decisione giudiziaria deve motivare adeguatamente la riconduzione dei reflui a categoria industriale e rispondere alle risultanze della difesa (es. consulenze tecniche) o la motivazione può risultare viziata.
- In cassazione, anche se permangono profili critici circa la motivazione o la qualificazione del fatto, il processo può concludersi con annullamento per prescrizione se il reato è estinto; l'annullamento può essere senza rinvio se non sussistono ragioni per riesaminare il merito.
- Per difendersi efficacemente in casi simili è importante documentare cambiamenti organizzativi/gestionali della struttura (esternalizzazione dei servizi, assenza di attività produttive) e produrre consulenze tecniche chiare che dimostrino la natura domestica dei reflui.
- In sede di impugnazione è essenziale che il ricorso sia ammissibile e fondato almeno su questioni non manifestamente infondate; solo ricorsi validi consentono alla Cassazione di esaminare e, se il caso, dichiarare la prescrizione anche d'ufficio.
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