Cassazione Penale, Sentenza n. 16709/2023 del 19/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I difensori hanno impugnato la conferma delle condanne per numerosi delitti di usura ed estorsione, contestando in particolare: vizio di motivazione e travisamento della prova sulla responsabilità individuale (ruolo e dolo) di ciascuno degli imputati; utilizzabilità e valore probatorio di dichiarazioni spontanee/eteroaccusatorie; omessa o apparente motivazione su singoli capi di imputazione; errato computo e applicazione delle regole sulla prescrizione (con specifico riferimento alla normativa Covid e alla L. 251/2005 che modifica il trattamento sanzionatorio per l'usura); errata determinazione della pena base in relazione a precedenti sentenze irrevocabili e al divieto di reformatio in pejus; richiesta di riconoscimento di attenuanti (art.114) e della estinzione per prescrizione di alcuni capi.
La decisione
La Corte di Cassazione ha: dichiarato inammissibili i ricorsi proposti da Iodice Aniellantonio, Improta Giovanni e Brozzesi Carlo per manifesta infondatezza; confermato l'affermazione di responsabilità per la maggior parte dei reati contestati a tutti i ricorrenti; dichiarato estinti per prescrizione i reati contestati ad Andelora Luigi nei capi 54) e 55) e ha annullato senza rinvio la relativa pena (confermate le statuizioni civili); annullato con rinvio, sempre nei confronti di Andelora Luigi, la determinazione del trattamento sanzionatorio (rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Napoli per nuova determinazione della pena tenendo conto dell'estinzione per prescrizione di alcuni capi e della corretta individuazione della pena base nel separato giudizio irrevocabile); condannati i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di assistenza e difesa delle parti civili; complessivamente la Cassazione ha dunque in larga parte respinto i ricorsi, con eccezioni limitate favorevoli ad Andelora sulla prescrizione e su errori di determinazione della pena.
Norme richiamate
art. 644 cod. pen. (usura)
La Corte conferma che l'usura è reato a condotta frazionata/consumazione prolungata: il dies a quo per la prescrizione può essere l'ultimo pagamento/adempimento ovvero la sola accettazione della promessa degli interessi, secondo i casi; per fattispecie consumate dopo l'entrata in vigore della L. 251/2005 si applica il nuovo trattamento sanzionatorio
art. 629 cod. pen. (estorsione)
Le valutazioni di responsabilità sono fondate sulle dichiarazioni delle persone offese e su riscontri documentali e intercettazioni; la Corte ha ritenuto sufficienti gli elementi indicati dai giudici di merito per affermare il dolo e la responsabilità
art. 416bis.1 cod. pen. (aggravante 'metodo mafioso' o analoghe)
La Corte osserva che l'aggravante non risultava effettivamente contestata o valorizzata ai fini della pena nella sentenza di merito; eventuali riferimenti meramente formulativi senza conseguenze sul trattamento sanzionatorio non incidono sugli esiti
art. 81, comma 2 cod. pen. (continuazione)
In caso di continuazione esterna tra reati, la determinazione della pena deve avvenire con valutazione unitaria quoad poenam; non è possibile estrapolare dalla sentenza irrevocabile solo alcuni titoli per calcolare la pena base senza considerare il rito e le modifiche intervenute
artt. 157, 158, 161 cod. pen. (prescrizione)
La Corte ribadisce il principio di calcolo del termine di prescrizione per reati a consumazione prolungata e come le sospensioni proroghino i termini; tuttavia la sospensione prevista dal D.L. 18/2020 per l'emergenza Covid è da computarsi secondo i parametri giurisprudenziali e la declaratoria di illegittimità costituzionale di talune previsioni (cfr. Corte Cost. n.140/21) ridimensiona l'arco utilizzabile per la sospensione
art. 2, comma 4 cod. pen. (retroattività del trattamento più favorevole)
La Corte segnala che l'applicazione del trattamento sanzionatorio più favorevole non può essere meccanica su tutte le fattispecie: per reati continuativi/usura occorre individuare correttamente il momento di consumazione che determina quale disciplina sanzionatoria sia applicabile
art. 83 D.L. 18/2020 (sospensione dei termini processuali per Covid)
La Corte richiama la giurisprudenza di legittimità e la Corte Costituzionale (n.140/21) nel senso che la sospensione prevista si applica con limiti precisi (es. 64 giorni per udienze fissate nel periodo indicato) e non può essere estesa integramente a tutti i rinvii occorsi nel periodo pandemico
art. 494 cod. proc. pen. (dichiarazioni dell'imputato)
Le dichiarazioni spontanee dell'imputato, rese ai sensi dell'art.494, sono strumento di autodifesa e non assumono valore probatorio eteroaccusatorio in mancanza del consenso dei controinteressati; se richiamate in sentenza lo sono come elemento di concordanza rispetto a prove autonome
art. 500, comma 2 cod. proc. pen. (valutazione delle contraddizioni del teste)
La Corte accetta le valutazioni dei giudici di merito sull'attendibilità dei testi quando queste sono motivate e ricondotte a elementi di contesto e riscontri documentali
art. 114 cod. pen. (attenuanti specifiche)
Il riconoscimento delle diminuenti richiede valutazione motivata e puntuale; la mera affermazione di ruolo marginale non è sufficiente se il giudice ha motivato il diniego richiamando gravità e reiterazione delle condotte
art. 442 cod. proc. pen. (concordato sulla pena / patteggiamento)
Nel determinare la pena base occorre tener conto della natura del giudizio che ha reso la sentenza irrevocabile (es. rito abbreviato con conseguente diminuzione) per evitare reformatio in pejus nella determinazione complessiva della pena
art. 616 cod. proc. pen. (effetti delle sentenze di cassazione sull'inammissibilità)
La Corte ha ordinato le statuizioni conseguenti all'inammissibilità dei ricorsi, ivi comprese le commisurate condanne alle spese processuali
Massime di principio
- I ricorsi basati su generiche contestazioni della valutazione delle prove dai giudici di merito sono frequentemente dichiarati inammissibili: è necessario proporre censure precise e confrontarsi puntualmente con la motivazione impugnata
- Le dichiarazioni spontanee dell'imputato (art.494) non possono essere utilizzate come prova eteroaccusatoria senza il consenso dei controinteressati; se richiamate valgono come elemento di concordanza con prove autonome
- Nel calcolo della prescrizione per reati di usura (reato a consumazione prolungata) occorre individuare correttamente il momento di consumazione (es. ultimo pagamento o integrale adempimento) per stabilire quale disciplina sanzionatoria e quale termine prescrizionale si applichi
- Le sospensioni dei termini processuali disposte per l'emergenza Covid vanno computate secondo i criteri di legittimità e la giurisprudenza consolidata: non tutti i rinvii del periodo possono essere automaticamente ricondotti alla causa di sospensione prevista dal D.L. 18/2020
- Se una sentenza irrevocabile è stata pronunciata in rito speciale (es. abbreviato) la determinazione della pena in giudizi successivi deve tenerne conto per evitare la reformatio in pejus; in presenza di errori sulla pena base la Corte può annullare con rinvio la sola questione sanzionatoria
- La declaratoria di prescrizione può essere rilevata in Cassazione solo se i motivi che la denunciano siano ammissibili e non manifestamente infondati; l'inammissibilità del ricorso può precludere la rilevazione della causa estintiva in questa sede
- Quando la Corte di merito omette di motivare su specifici capi l'annullamento può essere disposto dalla Cassazione limitatamente a quei capi; le statuizioni civili, se correttamente fondate, possono essere confermate anche se i reati penali sono estinti per prescrizione
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