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Ordinanza

Ordinanza n. 63/2026 - Reggio Calabria, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, dell’ordinanza di demolizione di opere abusive e di ripristino dello stato dei luoghi n. 3/2025, adottata dal Settore Patrimonio, Edilizia e Protezione Civile del Comune di Villa San Giovanni il 15.12.2025, notificata via pec in pari data e di ogni atto presupposto, antecedente, connesso e/o conseguenziale, compreso il preavviso di rigetto dell’1.03.2022 ed il verbale di sopralluogo del 24.02.2022 allo stato non conosciuto.

Giustizia amministrativa202600113

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Reggio Calabria, Sez. staccataOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di demolizione di opere abusive e di ripristino dello stato dei luoghi n. 3/2025, con cui è stata imposta la demolizione dell’intero immobile

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’ordinanza di demolizione, chiedendone la sospensione cautelare, deducendo vizi di difetto di motivazione e di istruttoria. L’ordinanza qualificava come abusivo l’intero manufatto e conteneva un elenco delle opere da demolire tale da imporre, secondo il giudice, la demolizione dell’intero immobile. Il ricorrente ha prodotto documentazione dalla quale risultano, per il primo piano fuori terra, un parere favorevole della Commissione edilizia del 6 maggio 1982 e un’attestazione del Sindaco relativa al nulla osta n. 1241/83 del 30 marzo 1983, in contrasto con l’affermazione dell’ordinanza secondo cui tale titolo non sarebbe esistito o non sarebbe stato dimostrato. Quanto ai due piani superiori, risultano una domanda di sanatoria presentata nel 1986 ai sensi della legge n. 47/1985, il pagamento dell’oblazione, successive richieste e integrazioni documentali, denunce di variazione planimetrica, interlocuzioni concernenti il nulla osta ambientale e una DIA del 2002. Risultano inoltre un procedimento paesaggistico avviato nel 2025 e non concluso, un’istanza di sanatoria ai sensi degli artt. 34 e 34-bis del d.P.R. n. 380/2001, un’istanza di autorizzazione paesaggistica semplificata e una SCIA del 2024 comprendente interventi edilizi e sanatoria. Il ricorrente ha quindi sostenuto che l’amministrazione avrebbe dovuto rivalutare integralmente i titoli edilizi esistenti e i procedimenti pendenti prima di ordinare la demolizione dell’intero fabbricato.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare, ritenendo sussistente il fumus boni iuris. In particolare, la documentazione prodotta rende plausibile l’esistenza di un titolo edilizio relativo al primo piano, contrariamente a quanto affermato nell’ordinanza impugnata, e dimostra la presenza di un procedimento di condono edilizio e di ulteriori procedimenti edilizi e paesaggistici, alcuni dei quali ancora pendenti, relativi ai piani superiori. Tali elementi impongono una complessiva rivalutazione dei titoli edilizi esistenti e dei procedimenti in corso e rendono plausibili le censure di difetto di motivazione e di istruttoria, soprattutto in rapporto alla qualificazione come abusivo dell’intero manufatto. È stato ritenuto sussistente anche il periculum in mora, in ragione del grave e irreparabile pregiudizio derivante dalle sanzioni conseguenti all’eventuale inottemperanza all’ordine di demolizione. L’efficacia esecutiva dell’ordinanza di demolizione n. 3/2025 è stata pertanto sospesa fino alla trattazione di merito, fissata per il 18 novembre 2026. Le spese della fase cautelare sono state integralmente compensate per la peculiarità e complessità della vicenda procedimentale.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la tutela cautelare collegiale; il giudice ha valutato il fumus boni iuris e il pregiudizio grave e irreparabile e ha sospeso l’efficacia esecutiva dell’atto impugnato.

  • legge 47/1985

    È indicata quale base normativa della domanda di sanatoria edilizia presentata nel 1986 dal dante causa del ricorrente.

  • artt. 34 e 34-bis d.P.R. 380/2001

    Sono richiamati come base dell’istanza di sanatoria per interventi eseguiti in parziale difformità dal titolo edilizio.

  • art. 37, comma 4, d.P.R. 380/2001

    È richiamato nella SCIA del 2024 quale base della sanatoria dell’intervento edilizio indicato come conforme alla disciplina vigente al momento della realizzazione e della presentazione.

  • art. 146, comma 9, d.lgs. 42/2004

    È richiamato quale base del procedimento semplificato per il rilascio dell’autorizzazione paesaggistica.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la produzione di documentazione attendibile circa l’esistenza di titoli edilizi relativi a una parte del manufatto e la pendenza di procedimenti di condono, sanatoria o autorizzazione paesaggistica può integrare il fumus boni iuris rispetto a un’ordinanza che qualifichi abusivo l’intero immobile e ne imponga la demolizione integrale.
  • Un’ordinanza di demolizione deve individuare adeguatamente le opere abusive e confrontarsi con i titoli edilizi esistenti e con i procedimenti amministrativi pendenti; l’omessa considerazione di tali elementi può determinare un difetto di motivazione e di istruttoria.
  • Quando la documentazione acquisita in giudizio rende plausibile che una parte dell’immobile sia assistita da un titolo edilizio e che per altre parti siano pendenti procedimenti di sanatoria o autorizzazione paesaggistica, l’amministrazione deve procedere a una rivalutazione complessiva prima di confermare una misura demolitoria riferita all’intero manufatto.
  • Il periculum in mora richiesto per la sospensione cautelare di un’ordinanza di demolizione può ravvisarsi nel grave e irreparabile pregiudizio derivante dalle sanzioni conseguenti all’inottemperanza all’ordine di demolizione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioAutorizzazione paesaggisticaTutela cautelare
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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