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Sentenza

Sentenza del 22/03/2022 n. 1373 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Accertamento - Art. 41 d.P.R. 600/73 - Dichiarazione - Agevolazioni ed esenzioni - Associazione - Società dilettantistiche - Reddito IRES, IRAP, IVA - Omessa presentazione della denuncia dei redditi - Disconoscimento agevolazioni fiscali - Legittimità - Natura commerciale dell'attività svolta - Enti di tipo associativo a norma dell'art. 148 TUIR - Associazione dilettantistica - Elementi di fatto rilevati in sede di verifica - Autoqualificazione statutaria ed iscrizione nel registro delle società del CONI - Non sufficiente - Onere della prova contraria.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Ufficio ha emesso accertamento ai sensi dell'art. 41 d.P.R. 600/73 ritenendo che l'Associazione avesse svolto, per un arco di tempo significativo, un'attività di natura commerciale e quindi non potesse beneficiare del regime fiscale agevolato previsto per gli enti non commerciali/associazioni dilettantistiche (art. 148 TUIR). L'Associazione non ha presentato denuncia dei redditi e non ha fornito prova rigorosa del carattere non commerciale della propria attività; si è limitata a richiamare la propria qualifica statutaria e l'iscrizione al registro CONI, elementi ritenuti insufficienti dall'Ufficio.

La decisione

Il giudice ha ritenuto legittimo il disconoscimento della qualifica di ente non commerciale e la conseguente disapplicazione delle agevolazioni fiscali (IRES, IRAP, IVA) per l'Associazione. È stato sancito che l'autoqualificazione statutaria e l'affiliazione/Iscrizione al CONI non sono di per sé idonee a provare lo svolgimento prevalente di attività non commerciale; l'onere della prova sul carattere non commerciale grava sull'Associazione e non è stato assolto. Pertanto l'accertamento tributario è stato confermato.

Norme richiamate

  • d.P.R. 600/1973

    Consente all'Amministrazione di procedere ad accertamenti e rettifiche; qui è la norma procedurale richiamata per l'accertamento fiscale effettuato sull'Associazione.

  • d.P.R. 917/1986 (TUIR)

    Definisce i requisiti e le condizioni per il riconoscimento degli enti associativi come non commerciali e l'accesso alle agevolazioni fiscali; la sentenza evidenzia che è richiesto sia l'elemento formale (veste statutaria) sia la prova del concreto svolgimento di attività senza fine di lucro.

  • d.P.R. 917/1986 (TUIR)

    art. 73, art. 143, art. 149

    Norme correlate in materia di redditi d'impresa e regime fiscale degli enti non commerciali; citate come quadro normativo di riferimento per la qualificazione fiscale dell'attività svolta.

  • Codice civile

    Elenca le attività che costituiscono oggetto dell'impresa commerciale; richiamato per valutare la natura commerciale delle attività poste in essere dall'Associazione.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Cass. nn. 17026/2021; 4331/2021; 19822/2021; 8182/2020; 17026/2020; 10393/2018

    Principi consolidati secondo cui l'affiliazione a federazioni sportive e l'iscrizione al CONI non sono di per sé sufficienti a dimostrare la natura non commerciale; l'onere probatorio grava sull'ente associativo che invoca il regime di favore.

Massime di principio

  • L'Amministrazione finanziaria può disconoscere la qualifica di ente non commerciale se emergono elementi fattuali che indicano lo svolgimento prevalente di attività commerciali per un periodo significativo.
  • L'affiliazione a federazioni sportive e l'iscrizione al registro CONI sono elementi rilevanti ma non determinanti: non sostituiscono la prova del concreto svolgimento dell'attività senza fini di lucro.
  • L'onere della prova circa il carattere non commerciale dell'attività grava sull'associazione che invoca il regime agevolato (art. 148 TUIR): è necessaria documentazione probatoria rigorosa.
  • Elementi utili per sostenere la natura non commerciale: struttura organizzativa non imprenditoriale, prevalenza di contributi associativi/donazioni rispetto a proventi commerciali, assenza di continuità e professionalità nell'offerta di beni/servizi, adempimenti contabili coerenti con regime non commerciale.
  • La mancata presentazione delle dichiarazioni fiscali e l'esistenza di attività ripetute, organizzate e a scopo di lucro favoriscono la ricostruzione della natura commerciale dell'attività.
  • In caso di controlli, è prudente che le associazioni tengano documentazione dettagliata (statuto conforme, rendiconti, documenti di spesa, fatture, regolamenti interni, gestione separata di attività commerciali) per poter dimostrare il perseguimento degli scopi istituzionali senza utilità per i soci.

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