Cassazione Penale, Sentenza n. 16103/2024 del 17/04/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in quattro motivi: (1) violazione di legge e vizio di motivazione per aver ritenuto la responsabilità dell'imputato nonostante l'impossibilità, secondo il ricorrente, di reperire la contabilità (denuncia di furto e responsabilità dei precedenti amministratori) e nonostante la documentazione prodotta relativa al bilancio 2008; (2) vizio di motivazione in relazione all'elemento soggettivo del reato (dolo specifico); (3) violazione di legge perché la Corte di merito non avrebbe ritenuto estinto il reato per prescrizione il 6 luglio 2022, tenendo conto dei periodi di sospensione; (4) contestazione dell'applicabilità della sospensione di 100 giorni prevista dal d.l. 22/6/2018 n.73 conv. con l. n.93/2018, sostenendo che quel periodo non sarebbe operativo nel caso di specie e che quindi il reato si sarebbe prescritto il 28/03/2022.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto i primi due motivi privi della necessaria specificità e non confrontati compiutamente con le ragioni della decisione di merito (in particolare sul punto delle denunce di furto e sulla valutazione della prova e della condotta del Donati). Quanto alla prescrizione, la Corte ha ritenuto che il termine non fosse maturato anteriormente alla pronuncia impugnata, avendo tenuto conto sia delle interruzioni e sospensioni connesse all'astensione dei difensori e alle norme emergenziali (d.l. 18/2020) sia della sospensione di 100 giorni prevista dall'art.1 del d.l. n.73/2018; di conseguenza la prescrizione non ha beneficiato il ricorrente. Per effetto dell'inammissibilità, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Limiti e regole di esposizione dei motivi in cassazione: il ricorso deve rispettare le prescrizioni di specificità e completezza previste dalla disposizione, condizione che la Corte ha ritenuto non soddisfatta per i primi due motivi.
artt. 157 e 161 cod. proc. pen.
Norme sull'interruzione e computo della prescrizione: la Corte ha considerato le interruzioni della prescrizione (es. rinvii, astensione dei difensori) nel calcolo del termine estintivo del reato.
art. 83 decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (conv. con modif. dalla legge 24 aprile 2020, n. 27)
Norma emergenziale che ha disposto sospensioni dei termini processuali durante la prima fase della pandemia; la Corte ha tenuto conto di tale sospensione nella determinazione della decorrenza della prescrizione.
art. 1 decreto-legge 22 giugno 2018, n. 73 (conv. con modif. dalla legge 27 luglio 2018, n. 93)
Previsione di una sospensione di 100 giorni dei termini per i processi pendenti nel periodo 22/06/2018-30/09/2018: la Corte ha ritenuto tale sospensione operativa "per i processi pendenti" e dunque applicabile al caso, contribuendo a posticipare la scadenza della prescrizione.
art. 616 cod. proc. pen.
Norma che dispone la condanna alle spese e, in caso di ricorso offensivo o infondato, la possibile condanna alla Cassa delle ammende; la Corte ha condannato il ricorrente in base a questa disposizione per l'evidente inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- Un ricorso per cassazione deve contenere censure specifiche e confrontarsi punto per punto con le ragioni della decisione impugnata; deduzioni generiche o prive di specificità sono causa di inammissibilità.
- La mera affermazione di impossibilità a reperire documenti (es. contabilità sottratta o non consegnata) non esonera l'imputato dall'onere di fornire elementi probatori o spiegazioni plausibili: la Corte valuta la coerenza delle circostanze e l'attenuazione della plausibilità delle giustificazioni fornite.
- Le questioni relative alla prescrizione richiedono un calcolo preciso dei termini che tenga conto di interruzioni e sospensioni normative; norme emergenziali (es. d.l. n.18/2020) e disposizioni temporanee (es. sospensione di 100 giorni del d.l. n.73/2018) possono fermare o sospendere la decorrenza, anche se non vi è stato un provvedimento di rinvio specificamente adottato nel periodo di sospensione.
- Quando si contesta il vizio di motivazione occorre indicare con precisione quali passaggi della motivazione si ritengono errati e perché; la sola divergenza interpretativa senza puntuali riferimenti probatori non supera la soglia di specificità richiesta dalla Cassazione.
- Il mancato appello su fatti o deposizioni in sede di gravame (es. omissione di allegazioni su deposizioni favorevoli) riduce la possibilità di rimettere in discussione tali elementi in cassazione: la Corte verifica se il motivo di impugnazione abbia effettivamente contestato la valutazione della prova operata in appello.
- La proposizione di un ricorso manifestamente infondato o non conforme ai requisiti formali può comportare la condanna del ricorrente alle spese e a sanzioni (es. pagamento alla Cassa delle ammende); pertanto i difensori devono valutare la fondatezza e la forma del ricorso prima di proporlo.
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