Sentenza del 05/04/2018 n. 1502 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
Opposizione allo stato passivo - Pronuncia che definisce il giudizio - Accertamento di crediti derivanti da un finanziamento bancario - Imposta in misura proporzionale - Non sussiste.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeÈ stato stabilito che la pronuncia deve essere assoggettata all’imposta di registro in misura fissa e non proporzionale. Ciò deriva dalla dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art. 8, comma 1, lettera c), della Tariffa, Parte prima, allegata al DPR 131/1986, nella parte in cui prevedeva l’imposizione proporzionale anche per le pronunce di opposizione allo stato passivo relative a crediti derivanti da operazioni soggette a IVA.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava il trattamento, ai fini dell’imposta di registro, della pronuncia che definisce il giudizio di opposizione allo stato passivo e accerta un credito derivante da un finanziamento bancario soggetto a IVA, anche quando l’operazione è esente. La questione era se applicare l’imposta di registro in misura proporzionale oppure in misura fissa.
Norme richiamate
Art. 8, comma 1, lettera c), Tariffa, Parte prima, allegata al DPR 26 aprile 1986, n. 131
assoggettamento all’imposta di registro proporzionale delle pronunce giudiziali di accertamento di diritti a contenuto patrimoniale
La norma è stata dichiarata costituzionalmente illegittima nella parte in cui assoggettava a imposta proporzionale anche le pronunce che definiscono opposizioni allo stato passivo con accertamento di crediti derivanti da operazioni soggette a IVA.
Sentenza della Corte costituzionale 13 luglio 2017, n. 177
illegittimità costituzionale dell’art. 8, comma 1, lettera c), nella parte indicata
La Corte ha escluso l’imposta di registro proporzionale per tali pronunce, imponendo l’applicazione dell’imposta in misura fissa, in coerenza con il principio di alternatività tra IVA e imposta di registro.
DPR 26 aprile 1986, n. 131
Testo unico delle disposizioni concernenti l’imposta di registro
Il decreto disciplina l’imposta di registro; nel caso esaminato, la relativa tariffa deve essere interpretata alla luce della pronuncia di illegittimità costituzionale.
Normativa IVA applicabile ai finanziamenti bancari
operazioni soggette all’imposta sul valore aggiunto, ancorché esenti
La circostanza che il finanziamento bancario sia esente da IVA non esclude che l’operazione rientri nel campo di applicazione dell’IVA; pertanto, la pronuncia giudiziale collegata a tale credito è soggetta a imposta di registro in misura fissa.
Massime di principio
- Quando una pronuncia giudiziale accerta un credito derivante da un’operazione rientrante nel campo di applicazione dell’IVA, l’imposta di registro non deve essere applicata in misura proporzionale, anche se l’operazione è esente, purché l’operazione sia effettivamente soggetta alla disciplina IVA.
- Il principio si applica anche alle decisioni che definiscono giudizi di opposizione allo stato passivo fallimentare.
- L’esenzione IVA non equivale all’estraneità dell’operazione al sistema IVA: ai fini dell’imposta di registro, è rilevante che l’operazione sia soggetta alla disciplina IVA, non che sia concretamente assoggettata a un pagamento d’imposta.
- In situazioni analoghe, la pronuncia dovrebbe essere registrata in misura fissa, salvo che il credito accertato derivi da un’operazione non soggetta a IVA o ricada in una diversa fattispecie tributaria.
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