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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38407/2023 del 20/09/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che non convalidava l'arresto in flagranza operato nei confronti della resistente. Il Procuratore sosteneva che il giudice aveva errato nel valutare i fatti, perché la refurtiva era stata portata fuori dall'esercizio e la condotta era caratterizzata da destrezza, sicché il furto si era consumato e sussistevano elementi per la convalida dell'arresto. Inoltre il PG richiamava il principio secondo cui la legittimità dell'arresto va valutata a posteriori sulla base della prognosi di adeguatezza e ragionevolezza fondata sugli elementi forniti dalla polizia giudiziaria, anche se tali elementi non risultavano formalmente contestati dall'autorità procedente.

La decisione

La Cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la convalida dell'arresto. La Corte ha rilevato che il giudice di merito non aveva adeguatamente considerato i presupposti indicati dagli operanti, non aveva effettuato la verifica postuma di ragionevolezza dell'operato della polizia giudiziaria e aveva erroneamente escluso la consumazione del furto e la circostanza aggravante della destrezza. Con richiamo a giurisprudenza consolidata, la Corte ha affermato che il possesso esclusivo, anche se per breve tempo e senza spostamento, integra la consumazione del furto, e che la sorveglianza a distanza non esclude automaticamente la consumazione se l'autore ha potuto acquisire possesso esclusivo.

Norme richiamate

  • Corte di Cassazione, Sez. 4, sent. n.22588 del 07/04/2005 (Volpi e altro)

    Sez. 4, n.22588 del 7/04/2005, Volpi e altro, Rv.232092

    Principio secondo cui la consumazione del furto si realizza quando la cosa sottratta passa nel dominio esclusivo dell'agente, anche se per breve tempo e senza spostamento dal luogo della sottrazione.

  • Corte di Cassazione, Sez. 5, sent. n.1701 del 23/10/2023 (Nichiforenco)

    Sez.5, n.1701 del 23/10/2023, Nichiforenco, Rv.258671

    Conferma del principio che il possesso esclusivo anche temporaneo configura la consumazione del reato di furto.

  • Corte di Cassazione, Sez. 5, sent. 17/09/2018 (S.)

    Sez. 5, 17/09/2018, S., Rv. 274016 - 01

    La mera osservazione a distanza dell'azione furtiva seguita dal bloccaggio non basta a escludere la consumazione se l'agente ha potuto acquisire possesso esclusivo della cosa.

  • Corte di Cassazione, Sez. 5, sent. n.48195 del 01/10/2018 (S.)

    Sez.5, n.48195 del 1/10/2018, S. 274018

    Giurisprudenza utilizzata a confronto per la valutazione della destrezza quale circostanza aggravante, richiamando elementi di abilità, rapidità e scaltrezza nella neutralizzazione della vigilanza.

  • Corte di Cassazione, Sez. 2, sent. n.12851 del 07/12/2017 (Mieli)

    Sez.2, n.12851 del 7/12/2017, Mieli, Rv.272688

    Ulteriore precedente che individua i parametri per riconoscere la destrezza nel furto: abilità operativa, rapidità e scaltrezza finalizzate a eludere la vigilanza.

  • Principio processuale: onere di verifica postuma della ragionevolezza dell'arresto

    Il giudice della convalida deve valutare ex post la ragionevolezza e l'adeguatezza dell'arresto operato dalla polizia giudiziaria sulla base degli elementi fattuali forniti dagli operanti, indipendentemente dal fatto che questi elementi siano stati formalmente contestati dall'ufficio del pubblico ministero.

Massime di principio

  • Il furto si considera consumato quando l'agente acquisisce il possesso esclusivo della cosa sottratta, anche se per breve tempo e senza spostamento; non è necessario che la merce sia stata traslata lontano dal luogo del fatto.
  • La sorveglianza delle forze dell'ordine a distanza non esclude automaticamente la consumazione del furto: va valutato se il reo ha potuto acquisire e mantenere un possesso autonomo della res.
  • La destrezza come circostanza aggravante richiede una condotta caratterizzata da abilità, rapidità e scaltrezza tali da neutralizzare l'ordinaria vigilanza della persona offesa; la sequenza fattuale e le modalità esecutive sono rilevanti per la valutazione.
  • Per la convalida dell'arresto in flagranza il giudice deve effettuare una verifica postuma di adeguatezza e ragionevolezza dell'intervento della polizia giudiziaria basata sugli elementi prodotti dagli operanti, anche se non formalmente contestati dal PM.
  • In situazioni analoghe, la documentazione che supporta l'arresto (video, rapporti degli operanti, testimonianze, descrizione del comportamento dell'indagato) è determinante perché il giudice possa ritenere legittimo l'arresto.
  • Se l'arresto è stato effettuato sulla base di elementi fattuali che indicano consumazione e circostanze aggravanti, il provvedimento di mancata convalida è vulnerabile in sede di impugnazione e può essere annullato.
  • Per gli operatori e per l'accusa è utile specificare nelle verbalizzazioni i fatti concreti che giustificano la sussistenza della consumazione e delle aggravanti (modalità dell'azione, comportamento della vittima, durata del possesso), poiché la valutazione giudiziale postuma si basa su tali elementi.

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