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Sentenza

Sentenza n. 356/2026 - Firenze, Sezione 4

per l'annullamento - del provvedimento n. 10A/2025 adottato in data -OMISSIS- dalla Questura di Arezzo, con cui è stata disposta la revoca degli effetti della SCIA presentata per l’attività di pubblico esercizio denominata “-OMISSIS-”, esercitata in Arezzo, -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202503044

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana - Firenze, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimento della Questura di Arezzo di revoca degli effetti della SCIA per l'esercizio di pubblico esercizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la revoca degli effetti della SCIA adottata dalla Questura ai sensi dell'art. 100 r.d. 773/1931, deducendo il difetto di istruttoria e l'omessa considerazione degli elementi forniti nel procedimento. In particolare, ha sostenuto che la minorenne trovata in stato di alterazione alcolica avesse acquistato una bottiglia di vodka presso un altro esercizio e l'avesse consumata fuori e dentro il locale, sicché non vi sarebbe stato un nesso causale tra il malore e la somministrazione di alcolici da parte del bar. A sostegno ha richiamato conversazioni WhatsApp, dichiarazioni testimoniali, file audio e messaggi intercorsi con le amiche della ragazza. La revoca era stata motivata dalle precedenti sospensioni della licenza, disposte nel 2023 per schiamazzi, turbative della quiete pubblica, somministrazione di alcolici a minorenni e una rissa, da un ulteriore episodio di aggressione e dal più recente accertamento relativo alla somministrazione di cocktail alcolici a più ragazze minorenni, una delle quali era stata trovata in gravi condizioni nel bagno del locale. La Questura aveva inoltre valorizzato la presenza e la condotta dei titolari, nonché precedenti procedimenti penali per analoghi episodi.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, ritenendo sufficientemente provata, ai fini amministrativi, la somministrazione di bevande alcoliche a minorenni. Sebbene fosse incerto se la ragazza colta da malore avesse consumato alcolici preparati e serviti dal locale, le dichiarazioni concordanti, attendibili e circostanziate delle altre due minorenni provavano che esse avevano consumato cocktail a base di superalcolici somministrati dal personale del bar; le dichiarazioni indicavano inoltre che il locale fosse noto per la somministrazione di alcolici anche a minorenni. Il Collegio ha ritenuto irrilevante la prova dell'acquisto della bottiglia di vodka fuori dal locale, poiché la revoca restava giustificata anche ammettendo che tale bottiglia avesse causato esclusivamente il malore. È stata inoltre valorizzata la mancata chiamata delle forze dell'ordine da parte dei titolari, nonostante le gravi condizioni della minorenne, nonché la reiterazione di condotte già poste a fondamento di precedenti sospensioni. Tali elementi integravano il presupposto dell'art. 100 TULPS, che consente la revoca della licenza quando si ripetano i fatti che avevano determinato la sospensione e l'esercizio costituisca un pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini. Il ricorso è stato quindi rigettato, con condanna della società alle spese di lite, liquidate in 3.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 100 r.d. 773/1931

    Il Questore può sospendere la licenza di un esercizio, anche di vicinato, nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l'ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini. Qualora si ripetano i fatti che hanno determinato la sospensione la licenza può essere revocata

    La reiterazione di fatti già posti a fondamento di precedenti sospensioni, unita alla concreta situazione di pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, legittima la revoca della licenza o degli effetti della SCIA. L'accertamento amministrativo può fondarsi su dichiarazioni testimoniali attendibili, concordanti e circostanziate e non richiede la certezza propria del giudizio penale.

  • art. 6, paragrafo 1, lettera f), Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato nel dispositivo ai fini dell'oscuramento dei dati personali.

  • art. 9, paragrafi 2 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato nel dispositivo ai fini della protezione dei dati relativi alla salute.

  • art. 52, commi 1, 2 e 5, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e dei dati personali in caso di diffusione del provvedimento.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    Richiamato con riferimento alla tutela dei dati relativi alla salute.

Massime di principio

  • Ai fini dell'adozione delle misure di pubblica sicurezza previste dall'art. 100 TULPS, la somministrazione di bevande alcoliche a minorenni può essere ritenuta provata sulla base di dichiarazioni testimoniali attendibili, concordanti e circostanziate, senza che sia necessaria la certezza probatoria propria del giudizio penale.
  • La revoca prevista dall'art. 100 TULPS è legittima quando fatti analoghi a quelli che avevano determinato precedenti sospensioni si ripetano e dimostrino che l'esercizio costituisce un pericolo attuale per l'ordine pubblico o la sicurezza dei cittadini.
  • Ai fini della revoca dell'autorizzazione di pubblica sicurezza non è necessario dimostrare che il malore o l'evento più grave verificatosi nel locale sia stato causato esclusivamente dagli alcolici somministrati dall'esercente, quando sia comunque provata la somministrazione di bevande alcoliche a minorenni e tale condotta sia sufficiente a integrare il presupposto della misura.
  • La legittimità della revoca può essere valutata anche alla luce della condotta complessiva di gestione dell'esercizio, inclusa la mancata attivazione delle forze dell'ordine dinanzi a una situazione di grave pericolo per una minorenne, oltre che degli episodi precedenti rilevanti ai sensi dell'art. 100 TULPS.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneLicenze e autorizzazioni di poliziaAutotutela
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaEccesso di potereProporzionalità e ragionevolezza

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