Sentenza n. 1814/2026 - Milano, Sezione 2
per l'ottemperanza della sentenza n. 851/2024 emessa in data 23 dicembre 2024 dal Tribunale di Busto Arsizio.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Busto Arsizio n. 851/2024, che aveva riconosciuto il diritto alla carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente per tre anni scolastici
Esito
Favorevole al ricorrente (docente precario)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente, dopo avere prestato servizio come docente a tempo determinato negli anni scolastici 2020/21, 2021/22 e 2022/23, ha ottenuto dal Tribunale di Busto Arsizio la dichiarazione del diritto al beneficio economico di euro 500 per ciascun anno, mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente, nonché la condanna del Ministero all'adempimento. Poiché il Ministero non ha spontaneamente eseguito la pronuncia, la ricorrente ha proposto giudizio di ottemperanza. Il Ministero si è costituito senza contestare l'inadempimento, il passaggio in giudicato della sentenza o la sua notificazione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'Amministrazione era ancora inadempiente e che la sentenza del Tribunale di Busto Arsizio era passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria, ed era stata notificata al Ministero il 27 dicembre 2024. Ha ritenuto quindi soddisfatte le condizioni dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. e dell'art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997. Il Ministero è stato condannato a dare piena esecuzione alla sentenza entro novanta giorni dalla comunicazione della decisione. Per l'eventuale ulteriore inerzia è stato nominato commissario ad acta il Direttore Generale della Ragioneria Territoriale dello Stato di Milano, Monza e Brianza, che opererà su istanza del creditore dopo la scadenza del termine e dovrà adempiere entro i successivi sessanta giorni, determinando l'importo complessivamente dovuto e adottando gli atti necessari, direttamente o tramite funzionario delegato. Nessun compenso è stato riconosciuto al commissario, trattandosi di attività rientrante nei suoi compiti istituzionali. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di euro 800 per spese di giudizio, oltre accessori se dovuti.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
beneficio economico di euro 500 per ciascun anno scolastico mediante assegnazione della carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente
La disposizione costituisce il fondamento del beneficio economico riconosciuto dalla sentenza di cognizione posta in esecuzione.
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
condizioni previste dall’art. 112, secondo comma, lett. c), cod. proc. amm.
La norma consente il giudizio di ottemperanza per conseguire l'attuazione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti giudiziari esecutivi.
art. 14 d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997
condizioni previste dall’art. 14 del d.l. n. 669 del 1996, convertito con legge n. 30 del 1997
La norma è richiamata quale ulteriore presupposto per l'azione di esecuzione nei confronti dell'Amministrazione.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando l'Amministrazione non dà esecuzione a una sentenza passata in giudicato, notificata all'amministrazione obbligata, e l'inadempimento non è contestato.
- Accertati il passaggio in giudicato della pronuncia e la persistente inerzia dell'Amministrazione, il giudice dell'ottemperanza deve ordinare l'esecuzione integrale della decisione entro un termine assegnato.
- In caso di ulteriore inerzia, il giudice dell'ottemperanza può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, subordinandone l'intervento a un'istanza del creditore dopo la scadenza del termine concesso all'Amministrazione.
- Quando l'attività commissariale rientra nei compiti istituzionali del soggetto nominato, non è dovuto un compenso specifico al commissario ad acta.
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