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Sentenza

Sentenza n. 4944/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l’accertamento del silenzio serbato dal Comune di Ardea sull’istanza datata 18 luglio 20225, con la quale ha chiesto la riconformazione urbanistica di un’area sita in Ardea, fg. 56, mapp. 844;

Giustizia amministrativa202515773

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune di Ardea sull’istanza di riconformazione urbanistica di un’area classificata F10

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, proprietaria di un terreno classificato dal PRG come area F10 destinata a parcheggi pubblici, ha dedotto che il vincolo preordinato all’espropriazione sarebbe decaduto per decorso del termine quinquennale, con conseguente qualificazione dell’area come zona bianca ai sensi dell’art. 9 d.P.R. 380/2001 e obbligo comunale di procedere alla nuova tipizzazione urbanistica. Con istanza ricevuta dal Comune il 21 luglio 2025, ha chiesto la riclassificazione dell’area con attribuzione della destinazione B4, analoga a quella delle aree circostanti. Il Comune non ha dato alcun riscontro. È stata quindi proposta azione ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a. per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio-inadempimento e la condanna dell’amministrazione a provvedere. Il Comune ha eccepito l’omessa notifica ad almeno un controinteressato e ha contestato nel merito la fondatezza della pretesa.

La decisione

Il TAR ha respinto l’eccezione relativa al contraddittorio, rilevando che nel giudizio avverso il silenzio la richiesta era diretta soltanto a ottenere l’avvio del procedimento e una decisione espressa sulla nuova destinazione urbanistica. In questa fase non sono configurabili controinteressati in senso tecnico, poiché la loro volontà non rileva; essi potranno eventualmente partecipare al procedimento e impugnare il provvedimento conclusivo. Nel merito, il ricorso è stato accolto: il potere di pianificazione urbanistica comunale è obbligatorio quanto all’an, mentre resta ampiamente discrezionale quanto al quomodo. Pertanto, il Comune non è tenuto ad attribuire la destinazione richiesta, ma deve esaminare l’istanza e concludere il procedimento con un provvedimento espresso e congruamente motivato, anche qualora la richiesta non sia accoglibile. Il TAR ha ordinato al Comune di provvedere entro 120 giorni dalla comunicazione amministrativa della sentenza o, se anteriore, dalla notificazione su istanza di parte. È stato nominato, per l’eventuale ulteriore inerzia, il dirigente pro tempore dell’Area 3 del Comune quale commissario ad acta, con facoltà di delega, da esercitare nel successivo termine di 120 giorni. Il Comune è stato inoltre condannato al pagamento di 1.000 euro, oltre accessori, per spese di lite.

Norme richiamate

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    Consentono di agire contro il silenzio-inadempimento dell’amministrazione per ottenere l’accertamento dell’obbligo di provvedere e la condanna alla conclusione del procedimento con un provvedimento espresso.

  • art. 9 d.P.R. 380/2001

    È richiamato in relazione alla disciplina delle aree prive di una specifica destinazione urbanistica, qualificate dalla ricorrente come zona bianca; la questione della corretta qualificazione del vincolo è stata ritenuta estranea all’oggetto del giudizio sul silenzio.

  • D.M. 2 aprile 1968, n. 1444

    Individua, secondo il richiamo del TAR, i limiti urbanistici entro i quali deve essere esercitata la discrezionalità comunale nella scelta della destinazione del territorio.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio relativo a un’istanza di ritipizzazione urbanistica, il privato può ottenere l’accertamento dell’obbligo del Comune di esaminare l’istanza e concludere il procedimento con un provvedimento espresso, senza poter pretendere dal giudice l’imposizione di una specifica destinazione urbanistica.
  • Il potere comunale di pianificazione urbanistica è obbligatorio quanto alla decisione se esercitarlo e alla conclusione del procedimento, ma resta ampiamente discrezionale quanto al contenuto della scelta pianificatoria, nei limiti della legislazione urbanistica applicabile e dell’interesse pubblico al corretto assetto del territorio.
  • L’obbligo di provvedere sussiste anche quando la richiesta di ritipizzazione non sia suscettibile di accoglimento: in tal caso l’amministrazione deve adottare un diniego espresso e congruamente motivato.
  • Nel giudizio avverso il silenzio diretto a ottenere soltanto l’avvio o la conclusione del procedimento di nuova pianificazione, non è necessaria la notifica a controinteressati in senso tecnico; eventuali soggetti interessati potranno partecipare al procedimento e impugnare il provvedimento conclusivo.
  • In caso di persistente inerzia successiva alla sentenza che ordina di provvedere, il giudice può nominare un commissario ad acta, attribuendogli il potere di adottare il provvedimento in via sostitutiva entro un termine ulteriore.

Come è indicizzato

MaterieVincoli urbanisticiPiani regolatori e variantiTermini del procedimento e silenzioGiudizio di ottemperanza
RamiUrbanistica e governo del territorioProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaEffetto conformativo e riedizione del potereOttemperanza e commissario ad acta

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