Sentenza del 12/05/2017 n. 11829 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
C.M. contestava il diniego del condono previsto dalla Legge n. 289 del 2002, articolo 12, sostenendo che il pagamento tempestivo della prima rata fosse sufficiente a mantenere valida la definizione, anche in caso di omesso o tardivo pagamento delle rate successive. Deduceva inoltre l'applicabilità dell'errore scusabile previsto dall'articolo 16, comma 9, della medesima legge, in ragione delle proroghe dei termini di pagamento.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che la definizione dei carichi di ruolo prevista dall'articolo 12 della Legge n. 289 del 2002 produce effetto solo con l'integrale e tempestivo pagamento dell'importo dovuto. Il pagamento della prima rata non è sufficiente: l'omesso o tardivo versamento delle rate successive determina la decadenza dal condono, senza che la buona fede o l'errore del contribuente possano impedire tale effetto. Nel caso concreto, il contribuente aveva versato una parte dell'importo il 16 aprile 2004 e il residuo il 19 luglio 2006, oltre i termini previsti anche dalla proroga; pertanto, la sanatoria è stata dichiarata inefficace. C.M. è stato inoltre condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in 2.800 euro, oltre alle spese prenotate a debito, nonché al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
Legge n. 289 del 2002, articolo 12
Definizione dei carichi inclusi nei ruoli mediante il pagamento del 25% dell'importo iscritto a ruolo, oltre alle eventuali spese del concessionario.
La norma disciplina una forma di condono clemenziale e non premiale. La sanatoria si perfeziona soltanto con il pagamento integrale e tempestivo dell'importo dovuto; il mancato o tardivo pagamento delle rate successive alla prima comporta la decadenza.
Legge n. 289 del 2002, articoli 7, 8, 9, 15 e 16
Sono richiamati per distinguere le fattispecie di condono premiale, nelle quali il contribuente può chiedere un accertamento straordinario, dalla definizione dei carichi di ruolo prevista dall'articolo 12.
Legge n. 289 del 2002, articolo 16, comma 9
Il ricorrente invocava la disciplina dell'errore scusabile, ma la Corte ha ritenuto che essa non potesse evitare la decadenza derivante dal tardivo pagamento.
Decreto ministeriale 8 aprile 2004
Ha previsto una proroga dei termini di pagamento, ma il contribuente ha comunque effettuato il versamento residuo oltre il termine prorogato.
Decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, articolo 13, commi 1-bis e 1-quater
Prevede il versamento dell'ulteriore contributo unificato quando il ricorso è rigettato o dichiarato inammissibile.
Massime di principio
- Quando una definizione agevolata richiede il pagamento rateale di un importo predeterminato, occorre rispettare integralmente e tempestivamente tutte le scadenze previste: il pagamento della prima rata, da solo, non garantisce il perfezionamento della sanatoria.
- In assenza di una specifica disposizione che consenta il pagamento tardivo o la regolarizzazione, il ritardo anche di una sola rata può determinare la decadenza dal beneficio.
- La buona fede, l'assenza di intento elusivo o l'erronea interpretazione delle proroghe normalmente non escludono gli effetti della decadenza quando il termine di pagamento è previsto dalla legge o da un atto ufficiale.
- È onere del contribuente dimostrare che i versamenti effettuati corrispondano esattamente al ruolo o al debito oggetto della definizione agevolata.
- Le diverse forme di condono fiscale non sono automaticamente soggette alle stesse regole: occorre verificare la specifica disciplina applicabile, distinguendo tra condoni clemenziali e condoni premiali.
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