Cassazione Penale, Sentenza n. 42860/2022 del 10/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ficarra: due motivi principali — (1) violazione procedurale per mancata autorizzazione ad allontanarsi dagli arresti domiciliari per partecipare personalmente all'udienza camerale del 13/07/2021 e conseguente nullità dell'udienza celebrata in sua assenza; (2) vizio di proporzionalità della pena concordata in sede di patteggiamento rispetto ai fatti e rispetto alla pena del concorrente Pravisano. Pravisano: un unico motivo — mancata verifica da parte del giudice della sussistenza di cause di non punibilità previste dall'art. 129 cod. proc. pen.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Quanto a Ficarra: il primo motivo è infondato perché la richiesta di partecipazione all'udienza camerale è stata inviata ad un indirizzo PEC errato non ricompreso nell'elenco DGSIA; la disciplina (art. 24 del d.l. n.137/2020 conv. n.176/2020) consente il deposito telematico solo agli indirizzi ufficiali indicati dal Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati. Il secondo motivo è infondato perché la pena era stata concordata con patteggiamento ai sensi dell'art. 599-bis cod. proc. pen., e la giurisprudenza di legittimità rende inammissibile il ricorso per cassazione avverso la misura della pena concordata salvo che si tratti di illegittimità della pena stessa. Quanto a Pravisano: il motivo è inammissibile in quanto, nel contesto del concordato in appello, sono escluse le doglianze concernenti rinunce e la mancata valutazione di condizioni di proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen., salvo vizio nella formazione della volontà o difformità della pronuncia rispetto al contenuto concordato. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 24 d.l. n. 137 del 2020, conv. con Legge n. 176 del 2020
"per tutti gli atti, documenti e istanze comunque denominati diversi da quelli indicati nei commi 1 e 2, fino al 31 luglio 2021, è consentito il deposito con valore legale mediante invio dall'indirizzo di posta elettronica certificata inserito nel Registro generale degli indirizzi certificati di cui all'articolo 7 del regolamento di cui al decreto del Ministro della giustizia 21 febbraio 2011, n. 44. Il deposito, con le modalità di cui al periodo precedente, deve essere effettuato presso gli indirizzi PEC degli uffici giudiziari destinatari ed indicati in apposito provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati, pubblicato nel portale dei servizi telematici"
Il deposito telematico ha valore legale solo se effettuato verso gli indirizzi PEC ufficiali indicati dal provvedimento DGSIA; l'invio ad un indirizzo diverso rende inefficace la comunicazione/deposito e non può giustificare l'assenza dell'imputato.
art. 599-bis cod. proc. pen.
Il patteggiamento in appello produce una decisione che consacra l'accordo delle parti; la misura della pena concordata non è sindacabile in Cassazione se non quando sussista illegittimità della pena (es. fuori dai limiti edittali o contraria alla legge).
art. 129 cod. proc. pen.
Le questioni relative alle condizioni di proscioglimento previste dall'art. 129, se rinunciate o inserite nel contesto del concordato, non sono ammissibili in Cassazione come motivo autonomo salvo che il vizio si riferisca alla formazione della volontà o alla disapplicazione manifesta della norma.
art. 606, comma 1, lett. b) e c), cod. proc. pen.
Limita i motivi di ricorso per cassazione; la Corte applica tali limiti per valutare la fondatezza formale e sostanziale dei motivi dedotti, dichiarando inammissibili i ricorsi che eccedono le tutele riconosciute.
art. 3 Cost., articoli 110 e 133 cod. proc. pen. (richiamati dal ricorrente)
Richiamati a supporto di una censura di sproporzione della pena; tuttavia la Corte ha ritenuto che tali censure non siano ammissibili quando la pena è frutto di un accordo di patteggiamento validamente consacrato in sentenza.
Provvedimento del Direttore generale dei sistemi informativi e automatizzati (DGSIA) del 9 novembre 2020 (elenco indirizzi PEC)
Stabilisce gli specifici indirizzi PEC presso i quali devono essere effettuati i depositi con valore legale; il mancato uso degli indirizzi elencati determina l'inefficacia dell'invio.
Massime di principio
- Quando si deve depositare atti o chiedere autorizzazioni via PEC verso uffici giudiziari, verificare sempre l'indirizzo PEC ufficiale pubblicato dal DGSIA: l'invio a un indirizzo diverso può rendere inefficace la comunicazione e precludere diritti processuali.
- La misura della pena concordata in sede di patteggiamento (art. 599-bis) è in genere sottratta al sindacato della Cassazione: per ottenere l'annullamento occorre dimostrare la illegittimità della pena (ad esempio violazione dei limiti edittali o altro vizio di legge grave).
- Nel contesto del concordato in appello sono ammissibili in Cassazione solo i reclami che investono la formazione della volontà della parte, il consenso del pubblico ministero o la difformità della pronuncia rispetto all'accordo; doglianze su motivi rinunciati o su valutazioni non decisive (es. art.129) sono normalmente inammissibili.
- Se si contesta la validità di un patteggiamento bisogna concentrarsi su elementi oggettivi della formazione del consenso (vizi di consenso, mancanza di consenso del PM, difformità della decisione rispetto all'accordo) piuttosto che su questioni sulla misura della pena.
- In procedimenti che coinvolgono misure restrittive della libertà personale (es. arresti domiciliari), ciascuna richiesta di autorizzazione va trasmessa correttamente e tempestivamente: l'inosservanza delle formalità telematiche può essere interpretata come responsabilità della difesa e non come danno procedurale imputabile al giudice.
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