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Sentenza

Sentenza del 30/07/2019 n. 20474 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava il recupero a tassazione, ai fini IRES e IRAP per il 2006, delle provvigioni corrisposte a un agente intra-UE, ritenute dall'Amministrazione finanziaria non inerenti e non adeguatamente documentate. In Cassazione deduceva la violazione e falsa applicazione degli artt. 2729 c.c. e 116 c.p.c., sostenendo che la Commissione Tributaria Regionale avesse fondato erroneamente la decisione su presunzioni relative alla mancata registrazione del contratto di agenzia e alla preesistenza di una clientela consolidata in Svizzera.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. La Commissione Tributaria Regionale aveva correttamente ritenuto che gli elementi indicati dall'Ufficio facessero presumere l'incongruità del costo e che spettasse alla società dimostrare l'effettività delle prestazioni dell'agente, la loro utilità per l'attività d'impresa e la coerenza economica delle provvigioni. Il motivo di ricorso non colpiva la reale ratio decidendi, costituita dalla mancanza di prova del costo e della sua inerenza, ma mirava a ottenere una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La società è stata condannata a rimborsare all'Agenzia delle Entrate le spese processuali, liquidate in 5.000 euro oltre alle spese prenotate a debito, nonché al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • Art. 2729 del codice civile

    Disciplina le presunzioni semplici. La Corte ha ritenuto che gli elementi considerati dalla Commissione Regionale potessero fondare una presunzione di incongruità del costo, non adeguatamente superata dalla contribuente.

  • Art. 116 del codice di procedura civile

    Riguarda la valutazione delle prove da parte del giudice. La censura della società non ha evidenziato un effettivo vizio giuridico nella valutazione probatoria, ma ha tentato di ottenere una diversa ricostruzione dei fatti.

  • Art. 360, comma 1, n. 3, del codice di procedura civile

    Consente di ricorrere per cassazione per violazione o falsa applicazione di norme di diritto. Il motivo è stato ritenuto inammissibile perché non aggrediva la motivazione giuridica effettiva della sentenza impugnata.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, in materia di imposte sui redditi

    In tema di deducibilità dei costi d'impresa, il contribuente deve provare i presupposti del costo, la sua inerenza all'attività produttiva e la diretta imputazione alla produzione dei ricavi.

  • D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    Prevede, in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione, il versamento di un ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.

Massime di principio

  • Per dedurre fiscalmente provvigioni o altri costi aziendali non è sufficiente esibire una fattura o un contratto: il contribuente deve dimostrare l'effettività della prestazione, la sua utilità per l'attività d'impresa e il collegamento con i ricavi.
  • Quando l'Amministrazione contesta anche la congruità o la plausibilità economica del costo, il contribuente deve fornire una spiegazione documentata della sua coerenza rispetto all'attività svolta e ai risultati ottenuti.
  • Elementi come la mancata registrazione del contratto, l'assenza di documentazione sull'attività dell'agente o la presenza di una clientela già consolidata possono giustificare una contestazione presuntiva, che il contribuente deve specificamente superare con prove contrarie.
  • In Cassazione non è possibile chiedere una nuova valutazione delle prove o dei fatti accertati dai giudici di merito; il ricorso deve individuare un preciso errore nell'applicazione della legge e deve contestare la reale motivazione posta a base della decisione.
  • Per provvigioni intra-UE è opportuno conservare contratti formalizzati, report dell'attività svolta, corrispondenza commerciale, nominativi dei clienti procurati, ordini o contratti conclusi e documentazione dei pagamenti, così da provare concretamente l'effettività e l'inerenza del servizio.

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