Sentenza n. 2616/2026 - Catania, Sezione 3
per l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, sezione lavoro, n. 397 del 2025.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Inadempimento del Ministero all’esecuzione della sentenza del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, sezione lavoro, n. 397 del 2025, che aveva riconosciuto ai ricorrenti il diritto alla Carta docente per gli anni scolastici indicati nel titolo
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno chiesto l’ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, sezione lavoro, n. 397 del 2025, passata in giudicato e notificata via PEC al Ministero dell’istruzione e del merito, che aveva riconosciuto il loro diritto alla fruizione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente per gli anni scolastici indicati. Hanno dedotto il mancato adempimento dell’amministrazione, nonostante la notificazione del titolo esecutivo e il decorso del termine dilatorio previsto per l’esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso: la documentazione dimostra che la sentenza posta in esecuzione è irrevocabile, è stata ritualmente notificata all’amministrazione in forma esecutiva ed è decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996. Ha ordinato al Ministero di eseguire il titolo entro 60 giorni dalla notifica della sentenza. Per l’ulteriore inadempimento ha nominato commissario ad acta il Direttore generale della Direzione per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, con facoltà di delega, affinché intervenga in via sostitutiva, su richiesta dei ricorrenti, entro ulteriori 60 giorni. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate in euro 500, oltre accessori di legge, con distrazione al difensore antistatario.
Norme richiamate
art. 1, comma 121, l. 107/2015
è stato dichiarato il diritto di parte ricorrente alla fruizione della “Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente”, prevista dall’art. 1, comma 121, l.n. 107/2015, per gli anni scolastici indicati.
La disposizione è richiamata quale fondamento del diritto alla Carta docente riconosciuto dal titolo giudiziale da eseguire.
art. 14 d.l. 669/1996
Dalla documentazione versata in atti emerge come la sentenza di cui trattasi sia ormai divenuta irrevocabile e che la stessa sia stata ritualmente notificata all’Amministrazione debitrice in forma esecutiva, risultando per tabulas decorso il termine dilatorio di centoventi giorni per la proposizione di azioni esecutive nei confronti della Pubblica Amministrazione di cui all’articolo 14 del decreto legge n. 669/1996, modificato dall’articolo 147, primo comma, lettera a), della legge n. 388/2000 e dall’articolo 44, terzo comma, lettera a), del decreto legge n. 269/2003, come modificato, in sede di conversione, dalla legge n. 326/2003.
L’azione esecutiva nei confronti della pubblica amministrazione può procedere una volta notificato in forma esecutiva il titolo e decorso il termine dilatorio di 120 giorni.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, accertati il passaggio in giudicato del titolo, la sua rituale notificazione in forma esecutiva all’amministrazione debitrice e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l’esecuzione nei confronti della PA, il giudice ordina all’amministrazione di dare esecuzione al titolo entro il termine assegnato.
- In caso di ulteriore inadempimento, il giudice dell’ottemperanza può disporre l’intervento sostitutivo di un commissario ad acta, attivabile su richiesta della parte e soggetto al termine stabilito in sentenza.
Come è indicizzato
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