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Sentenza

Sentenza n. 184/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'annullamento a) del provvedimento in data 20.1.2023 prot. n. 1807 con cui il Dirigente del III Settore del Comune di Frattamaggiore ha denegato l'istanza di permesso a costruire in data 15.7.2022 prot. n. 14899; b) di ogni altro atto preordinato, connesso e conseguente, ivi compreso, per quanto possa occorrere, il parere negativo dell'UTC in data 28.9.2022.

Giustizia amministrativa202301224

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di permesso di costruire per il mutamento di destinazione d’uso da scolastica a residenziale, con opere

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il diniego comunale dell’istanza di permesso di costruire volta a riportare a destinazione abitativa un fabbricato ricadente in zona territoriale omogenea A – Centro Storico. L’immobile, originariamente destinato prevalentemente ad abitazione, era stato trasformato nel 2008, mediante DIA, in parte a uso scolastico e aveva mantenuto tale destinazione fino al 2016. Il Comune ha respinto l’istanza ritenendo che il cambio a residenziale non fosse previsto dall’art. 5 delle NTA del PRG, salvo nell’ambito di interventi di sostituzione edilizia e nel limite della superficie residenziale privata preesistente. I ricorrenti hanno dedotto la violazione dell’art. 3 l. 241/1990 e dell’art. 12 delle NTA, nonché eccesso di potere per erroneità del presupposto e difetto di istruttoria, sostenendo che l’art. 12 individua le destinazioni abitativa e scolastica come compatibili e surrogabili e consente il passaggio dall’una all’altra, subordinatamente all’invarianza del carico insediativo. Hanno inoltre dedotto contraddittorietà rispetto al precedente mutamento di destinazione assentito dall’amministrazione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso nei limiti del difetto di motivazione e di istruttoria e ha annullato il diniego. Ha interpretato congiuntamente gli artt. 5 e 12 delle NTA, rilevando che, nella zona A, l’uso residenziale e quello scolastico sono destinazioni compatibili e tra loro surrogabili. Il cambio verso la destinazione residenziale non è quindi escluso in via generale al di fuori degli interventi di sostituzione edilizia, ma è subordinato, tra l’altro, alla verifica dell’invarianza del carico insediativo e della disponibilità di parcheggi secondo le condizioni previste dall’art. 12. Il Comune, limitandosi a richiamare l’art. 5 e ad affermare l’inammissibilità del mutamento, non ha esaminato la disciplina specifica dell’art. 12 né verificato i relativi presupposti. Il giudice ha imposto, in sede conformativa, una nuova valutazione dell’istanza, compresa la verifica dell’invarianza del peso insediativo tenendo conto della destinazione posseduta dall’edificio al momento della redazione del PRG vigente. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 3 l. 241/1990

    Il diniego deve indicare adeguatamente le ragioni della decisione e confrontarsi con la disciplina applicabile alla specifica istanza.

  • art. 5 NTA del PRG del Comune di Frattamaggiore

    Le destinazioni d'uso ammesse per i fabbricati da realizzare con gli interventi di sostituzione ... sono le seguenti: residenze, in misura non superiore alla superficie residenziale privata preesistente ...

    La disposizione disciplina le destinazioni d’uso degli interventi di sostituzione edilizia nella zona A, ma deve essere coordinata con l’art. 12 sulle destinazioni compatibili e surrogabili.

  • art. 12 NTA del PRG del Comune di Frattamaggiore

    utilizzazioni compatibili e tra loro surrogabili: “a) abitazioni ad uso residenziale privato” e “g) strutture per l’istruzione a scala di quartiere”;

    Nella zona A consente la fungibilità tra destinazione residenziale e scolastica, subordinatamente alle condizioni previste, tra cui l’invarianza del carico insediativo e la dotazione minima di parcheggi.

Massime di principio

  • Quando le norme tecniche di attuazione disciplinano specificamente le destinazioni d’uso compatibili e surrogabili, la valutazione di un’istanza di mutamento di destinazione deve applicare tale disciplina speciale e non può arrestarsi al richiamo di una disposizione generale relativa agli interventi di sostituzione edilizia.
  • La previsione di destinazioni residenziale e scolastica come compatibili e surrogabili consente il mutamento dall’una all’altra anche in assenza di un intervento di sostituzione edilizia, purché siano verificate le condizioni stabilite dalle NTA per il cambio di destinazione.
  • Il diniego di un titolo edilizio è illegittimo per difetto di motivazione e di istruttoria quando esclude in radice il mutamento di destinazione senza esaminare i presupposti specificamente previsti dalle NTA, quali l’invarianza del carico insediativo e la dotazione di parcheggi.
  • In caso di annullamento del diniego per omessa verifica dei presupposti, il giudice deve lasciare all’amministrazione la riedizione del potere, indicando in via conformativa gli elementi che devono essere nuovamente valutati, senza sostituirsi all’amministrazione nell’accertamento tecnico-amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziQualificazione degli interventiDestinazioni d'uso e zone omogenee
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorio
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaEffetto conformativo e riedizione del potereDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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