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Cassazione Penale, Ordinanza n. 31429/2025 del 19/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la sua responsabilità per il delitto di rapina aggravata. L’unico motivo dedotto denunciava l’illogicità della motivazione sulla base di una diversa lettura delle risultanze processuali e di un differente giudizio di rilevanza e attendibilità delle prove, con particolare riferimento alle dichiarazioni della persona offesa. La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo non consentito perché volto, in sostanza, a sollecitare una rivalutazione del merito e una sovrapposizione della propria lettura delle prove a quella del giudice di appello.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che la motivazione della sentenza impugnata era esente da vizi logici, poiché il giudice di merito aveva spiegato il proprio convincimento valorizzando le dichiarazioni della persona offesa, riscontrate da ulteriori elementi, in particolare i filmati della videosorveglianza e le dichiarazioni del carabiniere indicato nel provvedimento. Ha inoltre affermato che le dichiarazioni della persona offesa possono fondare da sole l’affermazione di responsabilità, purché sia compiuta una verifica particolarmente rigorosa della credibilità soggettiva e dell’attendibilità intrinseca del racconto. Conseguentemente, il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 192, comma 3, c.p.p.

    non si applicano le regole dettate dall'art. 192, comma 3, cod. proc. pen.

    Le dichiarazioni della persona offesa non sono soggette alle regole di corroborazione previste per altri dichiaranti; possono essere poste a base della condanna, purché il giudice ne verifichi con particolare rigore credibilità e attendibilità.

  • art. 616 c.p.p.

    La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è consentito alla Corte di cassazione sovrapporre una propria valutazione delle risultanze processuali a quella del giudice di merito o rivalutare l’attendibilità delle fonti di prova.
  • La censura di illogicità della motivazione è inammissibile quando si risolva nella proposta di una diversa lettura del compendio probatorio rispetto a quella già sorretta da argomentazione logica e coerente in sentenza.
  • Le dichiarazioni della persona offesa possono, da sole, fondare l’affermazione di responsabilità penale, ma richiedono una verifica particolarmente rigorosa della credibilità soggettiva del dichiarante e dell’attendibilità intrinseca del racconto.
  • La presenza di riscontri esterni, quali videoriprese o ulteriori dichiarazioni convergenti, rafforza la tenuta logica della motivazione sulla responsabilità penale.
  • L’inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRapina
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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